Wednesday, September 23, 2026
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Il sermone del venerdì alla Moschea del Profeta sulla felicità

Il sermone del venerdì alla Moschea del Profeta sulla felicità

La Moschea del Profeta a Medina è stata il luogo del sermone del venerdì tenuto dallo sceicco Abdullah bin Abdulrahman Al-Buaijan, che ha esortato i musulmani a coltivare la pietà verso Dio come chiave per ogni bene e base della felicità.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 7 agosto 2026, lo sceicco ha spiegato che la felicità è un obiettivo universale e naturale per ogni essere umano, ma che la vera felicità non si ottiene con i desideri, bensì attraverso le cause e i mezzi indicati dalla legge religiosa.

Il predicatore ha affermato che la fede e le opere salve sono l’unico percorso per raggiungere tale stato, citando versetti coranici per illustrare come chi si allontana dall’obbedienza a Dio sia destinato alla sfortuna e all’angoscia.

Secondo lo sceicco, la felicità è un dono e un successo concesso da Dio che si manifesta attraverso la serenità del cuore, la soddisfazione e la pace mentale. Tra le cause principali per ottenerla è stata indicata l’osservanza dei doveri religiosi, in particolare la preghiera, definita come il legame tra il servo e il suo Creatore.

Qual è il legame tra pietà e felicità secondo il sermone? Lo sceicco Abdullah bin Abdulrahman Al-Buaijan ha affermato che la pietà verso Dio è la chiave di ogni bene e la base di ogni felicità. Ha spiegato che la vera felicità non si raggiunge con semplici desideri, ma attraverso le cause e i mezzi indicati dalla legge religiosa.

Quali sono i requisiti per ottenere la felicità? Secondo il sermone tenuto alla Moschea del Profeta, la felicità è un premio che si ottiene esclusivamente attraverso la fede e l’obbedienza. Lo sceicco ha sottolineato che l’unione tra fede e opere salve è il percorso necessario per vivere una vita buona.

Cosa accade a chi ignora la pietà verso Dio? Il predicatore ha chiarito che chi si allontana dalla pietà e ignora l’obbedienza a Dio finisce per vivere in uno stato di sfortuna e miseria. Tale condizione è descritta come un’immersione nell’angoscia, nel dolore e nella sofferenza.