Saturday, November 7, 2026
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Arabia Saudita chiude le presidenze ALECSO alle riunioni di Muscat

Arabia Saudita chiude le presidenze ALECSO alle riunioni di Muscat

L’Arabia Saudita concluderà la sua presidenza del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione Araba per l’Educazione, la Cultura e la Scienza (ALECSO) durante la sua 125ª sessione, e della 28ª Conferenza generale dell’organizzazione, in riunioni che si terranno nella capitale omanita, Muscat, dal 9 al 12 novembre, con la partecipazione degli Stati membri.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 4 novembre 2026, le due riunioni arrivano due anni dopo che l’Arabia Saudita ha assunto la presidenza della Conferenza generale a Gedda nel maggio 2024, e cinque anni dopo aver preso la guida del Consiglio esecutivo nel luglio 2021.

Il Consiglio esecutivo si riunirà il 9 e 10 novembre per discutere i punti all’ordine del giorno, le proposte presentate dagli Stati membri e le relazioni delle commissioni. La Conferenza generale si riunirà il 12 novembre, durante la quale l’Arabia Saudita cederà la presidenza della sua 28ª sessione all’Oman.

Entrambe le riunioni si concentreranno sulla nomina di un vicedirettore generale dell’organizzazione, dopo il ripristino della carica nella sua struttura organizzativa e l’approvazione del relativo finanziamento, nonché sull’approvazione delle raccomandazioni di cinque commissioni speciali.

Nella sua riunione, la Conferenza generale discuterà il progetto di bilancio e il programma per il ciclo finanziario 2027-2028, nonché i pilastri principali del progetto di visione per il lavoro futuro dell’organizzazione oltre il 2028.

Alla conclusione della Conferenza generale, ALECSO dovrebbe firmare cinque accordi con i paesi colpiti da conflitti, crisi, disastri ed emergenze: Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen. Ciò attua una decisione del Consiglio esecutivo di adottare la proposta dell’Arabia Saudita di stanziare 1 milione di dollari a loro favore durante il ciclo finanziario 2027-2028, la prima iniziativa del genere nella storia dell’organizzazione.

Ma cosa significa davvero per l’Arabia Saudita chiudere due presidenze nello stesso arco di pochi giorni? E perché la scelta di Muscat come sede di questo passaggio di consegne assume un peso particolare nel contesto arabo?

Il percorso saudita all’interno di ALECSO copre un arco di cinque anni. Nel luglio 2021 il Regno ha assunto la presidenza del Consiglio esecutivo, l’organo che prepara i lavori e vigila sull’attuazione delle decisioni. Nel maggio 2024, a Gedda, ha poi preso la guida della Conferenza generale, il massimo organo deliberante dell’organizzazione, che riunisce gli Stati membri. Due presidenze distinte, due mandati che ora si chiudono contestualmente nella capitale omanita.

La 125ª sessione del Consiglio esecutivo è in programma il 9 e 10 novembre. Non si tratta di una riunione puramente formale: sul tavolo ci sono i punti all’ordine del giorno, le proposte presentate dagli Stati membri e le relazioni delle commissioni. È il momento in cui il lavoro preparatorio viene passato al vaglio prima di arrivare alla Conferenza generale. Chi partecipa a queste riunioni? Gli Stati membri dell’organizzazione, che siedono tanto nel Consiglio esecutivo quanto nella Conferenza generale.

Il 12 novembre tocca alla 28ª Conferenza generale. È qui che avviene il passaggio formale: l’Arabia Saudita consegna la presidenza della sessione all’Oman. Un gesto istituzionale, ma anche il segno di una rotazione che coinvolge i paesi del Golfo in un momento in cui la regione ospita due appuntamenti consecutivi dello stesso organismo.

Al centro dei lavori c’è una nomina attesa: quella del vicedirettore generale dell’organizzazione. La carica è stata ripristinata nella struttura organizzativa di ALECSO e il relativo finanziamento è stato approvato. Le due riunioni dovranno ora procedere alla nomina. Non è un dettaglio amministrativo da poco: si tratta di un ruolo di vertice che affianca la direzione generale nella gestione dell’organizzazione. Quanto peserà questa scelta sull’indirizzo futuro di ALECSO?

Sul tavolo della Conferenza generale ci sono anche le raccomandazioni di cinque commissioni speciali, che dovranno essere approvate. Le commissioni rappresentano il lavoro tecnico dell’organizzazione, quello che poi si traduce in programmi e attività concrete nei settori dell’educazione, della cultura e della scienza. Senza l’approvazione di queste raccomandazioni, il ciclo operativo dell’organizzazione resterebbe bloccato.

Il nodo finanziario è altrettanto rilevante. La Conferenza generale discuterà il progetto di bilancio e il programma per il ciclo finanziario 2027-2028. È il documento che stabilisce quante risorse saranno destinate a quali attività nei prossimi due anni. E non è l’unico esercizio di pianificazione: i lavori riguardano anche i pilastri principali del progetto di visione per il lavoro futuro dell’organizzazione oltre il 2028. In altre parole, ALECSO si trova a definire contemporaneamente il proprio bilancio di breve periodo e la propria traiettoria di lungo periodo. Come si conciliano le urgenze del ciclo 2027-2028 con una visione che guarda oltre il 2028?

Il passaggio più rilevante della Conferenza generale riguarda però gli accordi con i paesi in difficoltà. Alla conclusione dei lavori, ALECSO dovrebbe firmare cinque accordi con i paesi colpiti da conflitti, crisi, disastri ed emergenze: Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen. Cinque contesti diversi, accomunati dall’etichetta che l’organizzazione stessa utilizza per definire le situazioni di emergenza.

Questi accordi attuano una decisione del Consiglio esecutivo, che ha adottato una proposta dell’Arabia Saudita: stanziare 1 milione di dollari a favore di questi paesi durante il ciclo finanziario 2027-2028. SPA precisa che si tratta della prima iniziativa del genere nella storia dell’organizzazione. Un milione di dollari complessivo, distribuito tra cinque paesi, all’interno di un ciclo finanziario biennale. Non è una cifra enorme in termini assoluti, ma il precedente che crea è ciò che conta: un meccanismo dedicato ai paesi in conflitto, crisi, disastro ed emergenza che prima non esisteva.

Perché l’Arabia Saudita ha scelto proprio questo come lascito della propria presidenza? E in che modo i cinque accordi si tradurranno in interventi concreti nei settori di competenza di ALECSO, cioè educazione, cultura e scienza?

La scelta dei cinque paesi non è casuale. Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen attraversano da anni situazioni di conflitto o di crisi prolungata, con ricadute dirette sui sistemi educativi e sul patrimonio culturale. È esattamente il terreno su cui ALECSO opera per mandato. Il fatto che l’organizzazione abbia deciso di dotarsi di uno strumento specifico per questi contesti segnala un cambio di approccio: non più solo programmi ordinari, ma accordi dedicati con una dotazione finanziaria identificata.

Resta da capire come si articolerà la fase successiva. L’Arabia Saudita chiude le due presidenze, ma il lavoro dell’organizzazione prosegue. La nomina del vicedirettore generale, l’approvazione delle raccomandazioni delle cinque commissioni, il bilancio 2027-2028 e la visione oltre il 2028 sono tutti elementi che accompagneranno ALECSO dopo Muscat. E il passaggio di consegne all’Oman apre un nuovo capitolo nella guida della Conferenza generale.

Le riunioni di Muscat si svolgono in un arco di quattro giorni, dal 9 al 12 novembre, con una sequenza precisa: prima il Consiglio esecutivo, poi la Conferenza generale. È una struttura consolidata, che consente all’organo esecutivo di preparare il terreno per le decisioni del massimo organo deliberante. In questo caso, però, la sequenza assume un significato aggiuntivo, perché segna la fine di un ciclo di presidenza saudita iniziato cinque anni prima con il Consiglio esecutivo e proseguito due anni fa con la Conferenza generale.

Il contesto in cui si inserisce questo passaggio di consegne è quello di un’organizzazione che cerca di ridefinire il proprio ruolo oltre il 2028. Il progetto di visione sul lavoro futuro è in discussione proprio in questi giorni. Che tipo di organizzazione vuole essere ALECSO nel prossimo decennio? E come si posizionerà rispetto alle emergenze che attraversano il mondo arabo?

La presenza di cinque paesi in conflitto o in crisi tra i firmatari degli accordi suggerisce che l’organizzazione intenda mantenere un ruolo operativo nelle situazioni di emergenza, non solo un ruolo normativo o di coordinamento. Il milione di dollari stanziato per il ciclo 2027-2028 è il primo passo in questa direzione, ma la sua efficacia dipenderà da come gli accordi verranno attuati sul terreno.

SPA non indica i nomi dei candidati alla carica di vicedirettore generale, né i dettagli dei contenuti delle raccomandazioni delle cinque commissioni speciali. Non specifica nemmeno come sarà distribuito il milione di dollari tra Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen, né quali progetti specifici saranno finanziati. Non chiarisce inoltre quali siano i pilastri principali del progetto di visione oltre il 2028, limitandosi a indicarne l’esistenza e il fatto che saranno discussi. Non viene precisato il numero complessivo dei partecipanti alle riunioni, né il livello di rappresentanza degli Stati membri.

Quel che è certo è la sequenza dei fatti: il Consiglio esecutivo il 9 e 10 novembre, la Conferenza generale il 12 novembre, la consegna della presidenza all’Oman, la firma dei cinque accordi con Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen. E un dato che SPA mette in evidenza: la prima iniziativa del genere nella storia di ALECSO. Un elemento che, al di là delle cifre, segna il modo in cui l’Arabia Saudita chiude la propria presidenza.

Quali presidenze conclude l’Arabia Saudita alle riunioni di Muscat? L’Arabia Saudita concluderà la presidenza del Consiglio esecutivo di ALECSO durante la sua 125ª sessione e quella della 28ª Conferenza generale dell’organizzazione. Le due riunioni si terranno a Muscat dal 9 al 12 novembre, con la partecipazione degli Stati membri. Il Consiglio esecutivo si riunirà il 9 e 10 novembre, mentre la Conferenza generale si riunirà il 12 novembre, quando l’Arabia Saudita cederà la presidenza della sessione all’Oman.

Quando sono iniziate le presidenze saudite di ALECSO? Secondo SPA, le due riunioni arrivano due anni dopo che l’Arabia Saudita ha assunto la presidenza della Conferenza generale a Gedda nel maggio 2024, e cinque anni dopo aver preso la guida del Consiglio esecutivo nel luglio 2021. Si tratta quindi di due mandati distinti, con durate diverse, che si chiudono contestualmente nella capitale omanita nell’arco di pochi giorni, segnando la fine di un ciclo quinquennale di presidenza saudita all’interno dell’organizzazione.

Quali sono i principali punti all’ordine del giorno? Entrambe le riunioni si concentreranno sulla nomina di un vicedirettore generale dell’organizzazione, dopo il ripristino della carica nella struttura organizzativa e l’approvazione del relativo finanziamento, e sull’approvazione delle raccomandazioni di cinque commissioni speciali. La Conferenza generale discuterà anche il progetto di bilancio e il programma per il ciclo finanziario 2027-2028, oltre ai pilastri principali del progetto di visione per il lavoro futuro dell’organizzazione oltre il 2028.

Quali accordi saranno firmati con i paesi in crisi? Alla conclusione della Conferenza generale, ALECSO dovrebbe firmare cinque accordi con i paesi colpiti da conflitti, crisi, disastri ed emergenze: Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen. Gli accordi attuano una decisione del Consiglio esecutivo che ha adottato la proposta dell’Arabia Saudita di stanziare 1 milione di dollari a loro favore durante il ciclo finanziario 2027-2028. SPA precisa che si tratta della prima iniziativa del genere nella storia dell’organizzazione.

Cosa prevede il progetto di visione oltre il 2028? La Conferenza generale discuterà i pilastri principali del progetto di visione per il lavoro futuro dell’organizzazione oltre il 2028, secondo quanto riferito da SPA. Si tratta di un esercizio di pianificazione di lungo periodo che si affianca alla discussione sul bilancio e sul programma del ciclo finanziario 2027-2028. SPA non specifica quali siano nel dettaglio i contenuti di questi pilastri, limitandosi a indicare che saranno oggetto di discussione durante i lavori della Conferenza generale a Muscat.

Cosa non è stato reso noto sui lavori di Muscat? SPA non indica i nomi dei candidati alla carica di vicedirettore generale, né i dettagli delle raccomandazioni delle cinque commissioni speciali. Non specifica come sarà distribuito il milione di dollari tra Sudan, Siria, Libano, Libia e Yemen, né quali progetti saranno finanziati. Non chiarisce i contenuti dei pilastri del progetto di visione oltre il 2028 e non precisa il numero complessivo dei partecipanti né il livello di rappresentanza degli Stati membri alle riunioni.