Oltre 1.200 specie ittiche, più di 300 specie di coralli e il più grande database sulla biodiversità del Mar Rosso, con oltre 12,8 miliardi di sequenze genetiche: sono i numeri registrati dagli studi del National Center for Wildlife lungo le coste saudite del Mar Rosso e del Golfo Arabico, dove si sta consolidando un settore subacqueo e di turismo marino in rapida espansione.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 26 settembre 2026, le coste del Regno si estendono per migliaia di chilometri e fanno da motore a un comparto che affonda le radici nelle tradizioni storiche della pesca delle perle nelle Isole Farasan e nei porti del Golfo, e che oggi si presenta come un settore di investimento strutturato e ad alto valore, in linea con Saudi Vision 2030 e con il rafforzamento della blue economy nazionale.
Ma che cosa rende le acque saudite competitive rispetto ad altre destinazioni subacquee del mondo? Secondo SPA, il vantaggio competitivo sta nella biodiversità marina. Le pareti coralline del Mar Rosso, le isole incontaminate e i fondali profondi di siti come Yanbu, Umluj, Bayadah e le Isole Farasan attraggono subacquei avanzati e fotografi, mentre le acque più calme e i relitti storici del Golfo Arabico al largo di Jubail e dell’Isola di Jana offrono località di primo piano per l’esplorazione dei relitti, le immersioni notturne e la formazione dei principianti.
Una storia umana lunga generazioni
Il patrimonio generazionale è il cuore della storia umana del settore. Ali, 89 anni, veterano di 60 anni trascorsi in mare, continua a vivere la vita marittima attraverso i suoi quattro figli, che hanno ereditato le barche di famiglia per lavorare come istruttori subacquei e guide marine per spedizioni scientifiche, mentre lui vende il pescato fresco dal suo banco. Allo stesso modo, Abdullah Hussein, 68 anni, ricorda quattro decenni segnati dai rigori della pesca delle perle alla ricerca di ritrovamenti rari, un’eredità oggi mostrata al pubblico moderno attraverso eventi culturali.
Quante famiglie saudite conservano ancora un legame diretto con il mare come fonte di sostentamento e di identità? La testimonianza di Ali e di Abdullah Hussein suggerisce che la transizione dalla pesca tradizionale al turismo subacqueo non ha cancellato quel legame, ma lo ha trasformato in una professione nuova, tramandata all’interno degli stessi nuclei familiari.
Gli appassionati moderni riflettono l’evoluzione professionale dello sport. L’ingegner Abdullah Al-Dosari, che ha iniziato a immergersi nel 2017, ha progredito attraverso rigorose certificazioni della Professional Association of Diving Instructors (PADI) fino a ottenere la licenza Advanced Open Water Diver. La sua formazione ha coperto protocolli di sicurezza essenziali, calcoli di decompressione e controllo dell’assetto per proteggere gli ecosistemi corallini, portandolo a esplorare siti subacquei.
Che cosa significa per un subacqueo passare da semplice appassionato a professionista certificato? Il percorso di Al-Dosari mostra come la formazione strutturata, con calcoli di decompressione e controllo dell’assetto, non sia solo una questione di abilità personale, ma anche una forma di tutela dei coralli, un elemento centrale per la sostenibilità di un settore che dipende dalla salute degli ecosistemi.
Il quadro che emerge dal materiale SPA è quello di un comparto che combina heritage, biodiversità e professionalizzazione. Le immersioni non sono più soltanto un’attività ricreativa o una memoria storica della pesca delle perle: sono diventate un’industria con standard internazionali, certificazioni riconosciute e un’offerta differenziata tra Mar Rosso e Golfo Arabico.
Quale ruolo gioca la biodiversità nel posizionamento internazionale dell’Arabia Saudita? I dati del National Center for Wildlife — oltre 1.200 specie di pesci, più di 300 specie di coralli e il più grande database sulla biodiversità del Mar Rosso con oltre 12,8 miliardi di sequenze genetiche — costituiscono una base scientifica che pochi altri Paesi possono vantare. È su questa base che si costruisce l’attrattiva per subacquei avanzati e fotografi, categorie disposte a viaggiare per siti unici.
Le Isole Farasan e i porti del Golfo rappresentano il punto di partenza storico. La pesca delle perle, praticata per generazioni, ha lasciato un patrimonio di conoscenze marine, barche e tecniche che oggi si traduce in guide, istruttori e spedizioni scientifiche. La continuità familiare descritta da SPA — i quattro figli di Ali che lavorano come istruttori e guide — è l’esempio concreto di come il capitale umano del passato alimenti l’economia blu del presente.
Come si conciliano turismo subacqueo e conservazione? La formazione PADI descritta nel caso di Al-Dosari include il controllo dell’assetto per proteggere i coralli, un dettaglio che indica come la professionalizzazione del settore incorpori pratiche di tutela ambientale. Le pareti coralline, le isole incontaminate e i fondali profondi di Yanbu, Umluj, Bayadah e Farasan sono al tempo stesso attrazioni e risorse fragili, e la loro conservazione è la condizione per la continuità del business.
Il Golfo Arabico completa l’offerta con caratteristiche diverse: acque più calme, relitti storici al largo di Jubail e dell’Isola di Jana, condizioni adatte a esplorazione di relitti, immersioni notturne e formazione dei principianti. Questa doppia geografia — Mar Rosso per i subacquei avanzati, Golfo per i principianti e i relitti — permette al Regno di coprire segmenti diversi dello stesso mercato.
In che modo Saudi Vision 2030 sostiene questa traiettoria? SPA colloca esplicitamente il settore subacqueo tra le attività che si allineano con Vision 2030 e rafforzano la blue economy nazionale. Si tratta di un inquadramento che lega la crescita delle immersioni alla diversificazione economica e alla valorizzazione delle risorse marine, senza che il materiale fornito indichi importi di investimento, numero di operatori o dati occupazionali.
La dimensione culturale non è secondaria. La legacy della pesca delle perle viene mostrata a un pubblico moderno attraverso eventi culturali, secondo quanto riportato da SPA. Questo passaggio suggerisce che il settore subacqueo non è solo un’attività economica, ma anche un veicolo di memoria collettiva, capace di attrarre visitatori interessati alla storia marittima oltre che alla fauna marina.
Quali competenze servono oggi per lavorare nel settore? Le figure citate nel materiale SPA — istruttori subacquei, guide marine per spedizioni scientifiche, subacquei certificati Advanced Open Water — indicano un mercato del lavoro specializzato, costruito su certificazioni internazionali e su una formazione che comprende sicurezza, decompressione e assetto. È un profilo diverso da quello del pescatore tradizionale, ma spesso discendente diretto delle stesse famiglie.
Il database sulla biodiversità del Mar Rosso, con oltre 12,8 miliardi di sequenze genetiche, ha anche una funzione scientifica: sostiene la ricerca e, indirettamente, la capacità di monitorare gli ecosistemi che i subacquei visitano. Il collegamento tra ricerca, guide per spedizioni scientifiche e turismo subacqueo è uno degli elementi che distinguono l’offerta saudita da quella di destinazioni puramente ricreative.
Quanto pesa la tradizione nella percezione internazionale del Regno come destinazione subacquea? La combinazione di relitti storici nel Golfo, siti corallini nel Mar Rosso e racconti come quello di Abdullah Hussein, che ricorda quattro decenni di pesca delle perle, costruisce una narrazione difficile da replicare altrove. La storia marittima diventa così parte del prodotto turistico, non solo un capitolo di archivio.
Resta da chiarire cosa il materiale SPA non specifica. Il testo non indica numeri di visitatori, ricavi del settore, numero di centri diving o investimenti previsti; non fornisce date di apertura di nuovi siti né dettagli su licenze o regolamenti. Le informazioni disponibili riguardano la biodiversità registrata, i siti citati, le testimonianze di Ali, Abdullah Hussein e Abdullah Al-Dosari, e l’inquadramento del settore nel quadro di Saudi Vision 2030 e della blue economy.
Quale sarà il prossimo passo per un comparto che unisce patrimonio e innovazione? Il materiale SPA descrive un settore già strutturato e ad alto valore, con una base scientifica solida e una geografia doppia tra Mar Rosso e Golfo Arabico. La traiettoria indicata è quella di un’industria che cresce dentro la blue economy nazionale, sostenuta da formazione professionale, heritage familiare e attenzione alla conservazione dei coralli.
Quali dati sulla biodiversità marina riporta SPA? Secondo SPA, gli studi del National Center for Wildlife hanno registrato più di 1.200 specie di pesci e oltre 300 specie di coralli nelle acque saudite. È stato inoltre generato il più grande database sulla biodiversità del Mar Rosso, con oltre 12,8 miliardi di sequenze genetiche. Questi dati costituiscono la base scientifica dell’attrattiva del Regno per subacquei avanzati e fotografi. Il materiale non indica la data di aggiornamento degli studi né il numero di ricercatori coinvolti.
Quali siti subacquei vengono citati nel materiale SPA? SPA cita Yanbu, Umluj, Bayadah e le Isole Farasan nel Mar Rosso, con pareti coralline, isole incontaminate e fondali profondi adatti a subacquei avanzati e fotografi. Nel Golfo Arabico, al largo di Jubail e dell’Isola di Jana, le acque più calme e i relitti storici offrono località per esplorazione di relitti, immersioni notturne e formazione dei principianti. Il testo non specifica profondità, costi di accesso o operatori presenti nei singoli siti.
Chi sono le figure citate nella storia umana del settore? SPA racconta di Ali, 89 anni, veterano di 60 anni in mare, i cui quattro figli hanno ereditato le barche di famiglia e lavorano come istruttori subacquei e guide marine per spedizioni scientifiche, mentre lui vende pescato fresco. Abdullah Hussein, 68 anni, ricorda quattro decenni di pesca delle perle, un’eredità mostrata al pubblico attraverso eventi culturali. L’ingegner Abdullah Al-Dosari ha iniziato a immergersi nel 2017, ottenendo la licenza Advanced Open Water Diver tramite certificazioni PADI.
Come si collega il settore subacqueo a Saudi Vision 2030? Secondo SPA, le immersioni sono diventate un settore di investimento strutturato e ad alto valore che si allinea con Saudi Vision 2030 e rafforza la blue economy nazionale. La crescita del turismo marino si inserisce quindi in un quadro di diversificazione economica e valorizzazione delle risorse costiere. Il materiale non indica importi di investimento, obiettivi numerici di visitatori o scadenze specifiche legate a Vision 2030, limitandosi a collocare il comparto nel quadro strategico.
Quali competenze richiede la professione subacquea? Il percorso di Abdullah Al-Dosari, descritto da SPA, comprende protocolli di sicurezza essenziali, calcoli di decompressione e controllo dell’assetto per proteggere gli ecosistemi corallini, con certificazioni PADI fino alla licenza Advanced Open Water Diver. Le figure citate includono istruttori subacquei e guide marine per spedizioni scientifiche. Si tratta di competenze tecniche e internazionalmente riconosciute, distinte da quelle della pesca tradizionale, ma spesso trasmesse all’interno delle stesse famiglie di pescatori e marinai.
Cosa non specifica il materiale SPA sul settore? Il testo non fornisce numeri di visitatori, ricavi, numero di centri diving o investimenti previsti, né date di apertura di nuovi siti o dettagli su licenze e regolamenti. Non indica inoltre quanti operatori siano attivi nei siti citati o quali siano i piani di espansione futuri. Le informazioni disponibili riguardano la biodiversità registrata, i siti di Yanbu, Umluj, Bayadah, Farasan, Jubail e Isola di Jana, le testimonianze personali e l’inquadramento nella blue economy.





