Oltre 177 milioni di dollari sono stati forniti dall’Arabia Saudita dal 2017 per mitigare l’impatto della crisi dei rifugiati Rohingya.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, il Supervisore Generale del King Salman Humanitarian Aid and Relief Center (KSrelief), Dr. Abdullah Al Rabeeah, ha rilasciato queste informazioni il 23 settembre 2026 a New York, durante un evento di alto livello organizzato da Stati Uniti, Regno Unito, Bangladesh, Malaysia, Türkiye, Gambia e Unione Europea a margine dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Al Rabeeah ha dichiarato che la situazione umanitaria rimane preoccupante, con più di un milione di rifugiati in Bangladesh dipendenti dagli aiuti. Ha inoltre indicato che il Joint Response Plan 2026 richiede oltre 710 milioni di dollari per assistere circa 1,6 milioni di rifugiati Rohingya e membri delle comunità ospitanti.
KSrelief collabora con partner internazionali e locali attraverso progetti per la sicurezza alimentare, i rifugi, l’acqua e i servizi igienico-sanitari. Al Rabeeah ha affermato che gli aiuti non sono sufficienti e che devono essere create in Myanmar le condizioni per un ritorno sicuro e volontario dei rifugiati.
Qual è l’importo totale degli aiuti sauditi per i Rohingya? Dal 2017, l’Arabia Saudita ha fornito oltre 177 milioni di dollari per aiutare a mitigare la crisi dei rifugiati Rohingya. Questi fondi sono gestiti attraverso il King Salman Humanitarian Aid and Relief Center (KSrelief).
Quali sono i bisogni finanziari per il 2026? Il Joint Response Plan 2026 richiede oltre 710 milioni di dollari. Tale somma è necessaria per supportare circa 1,6 milioni di persone, tra cui rifugiati Rohingya e membri delle comunità ospitanti.
In quali settori interviene KSrelief? KSrelief lavora con partner locali e internazionali su progetti specifici. Gli interventi riguardano la sicurezza alimentare, la fornitura di rifugi, l’accesso all’acqua e i servizi igienico-sanitari.