Tuesday, October 13, 2026
Notizie KSA

L’Autorità dei Due Luoghi Santi avvia i piani operativi per gli ultimi 10 giorni di Ramadan

L’Autorità dei Due Luoghi Santi avvia i piani operativi per gli ultimi 10 giorni di Ramadan

L’Autorità Generale per la Cura della Grande Moschea e della Moschea del Profeta ha avviato i piani operativi per accogliere l’afflusso previsto di visitatori durante gli ultimi dieci giorni di Ramadan, mettendo in campo un sistema diversificato di servizi.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 21 marzo 2025 da Madinah, l’Autorità ha intensificato gli sforzi operativi per garantire la prontezza delle aree di preghiera, compresa la disponibilità di tappeti, i servizi igienici, la pulizia, la fumigazione e la fornitura di acqua Zamzam per i fedeli.

Gli ultimi dieci giorni di Ramadan rappresentano il periodo di maggiore afflusso verso i due luoghi santi, e l’Autorità ha predisposto un pacchetto di interventi che copre più fronti: dalla manutenzione delle strutture alla gestione delle folle, dalla protezione ambientale ai servizi sociali all’interno delle moschee. Ma cosa significa, in concreto, preparare la Grande Moschea e la Moschea del Profeta per il periodo più intenso dell’anno?

Un sistema di servizi diversificato per i fedeli

Secondo quanto riportato da SPA, l’Autorità sta estendendo i servizi di protezione ambientale, la manutenzione delle strutture e dei bagni, la prevenzione di episodi negativi e l’offerta di servizi di carrelli per i visitatori. È inoltre attivo un sistema di monitoraggio e segnalazione ben attrezzato, pensato per garantire la soddisfazione dei visitatori.

Le iniziative riflettono l’impegno dell’Autorità sui servizi operativi, la manutenzione, la gestione delle folle e i servizi sociali all’interno della moschea. Quanto pesa, però, la disponibilità di acqua Zamzam per i fedeli che trascorrono intere notti in preghiera? E come si concilia la fumigazione con la presenza continua di migliaia di persone negli spazi chiusi?

La prontezza delle aree di preghiera non riguarda soltanto lo spazio fisico: i tappeti devono essere disponibili e in condizioni adeguate, i servizi igienici devono funzionare senza interruzioni, e la pulizia deve essere continua per tutta la durata degli ultimi dieci giorni. Sono aspetti che, messi insieme, determinano l’esperienza di chi arriva da fuori o da altre regioni del Regno per completare il proprio percorso di culto.

L’Autorità ha indicato che il sistema di servizi è diversificato, ovvero non si limita a un singolo ambito ma copre più funzioni contemporaneamente. La manutenzione delle strutture e dei bagni, in particolare, richiede un presidio costante, perché l’usura in un periodo di afflusso elevato è molto più rapida rispetto ai giorni ordinari. Chi si occupa di verificare che tutto resti funzionante mentre la moschea non si svuota mai?

Il riferimento alla prevenzione di episodi negativi suggerisce un’attenzione alla sicurezza e all’ordine negli spazi comuni, un elemento che si intreccia con la gestione delle folle. La presenza di un sistema di monitoraggio e segnalazione ben attrezzato indica che l’Autorità vuole raccogliere informazioni in tempo reale su ciò che accade e intervenire dove necessario. Ma come si traduce, per il visitatore, la presenza di questo sistema?

I servizi di carrelli rappresentano un supporto pratico per chi ha difficoltà a spostarsi a piedi su distanze lunghe, un aspetto rilevante in un contesto di afflusso elevato. Anche i servizi sociali all’interno della moschea rientrano in questo quadro: non solo infrastrutture, quindi, ma anche attenzione alle persone e alle loro necessità durante la permanenza.

La comunicazione dell’Autorità arriva a poche ore dall’inizio degli ultimi dieci giorni di Ramadan, il periodo che secondo la tradizione include la notte del destino. La preparazione annunciata riguarda l’accoglienza dell’afflusso previsto, non un evento specifico, e si basa su un insieme di misure già note per questo tipo di periodo. Cosa cambia, allora, rispetto agli anni precedenti? Il comunicato non entra nel dettaglio dei numeri attesi né delle novità rispetto al passato.

Quello che il testo rende chiaro è il perimetro degli interventi: aree di preghiera pronte, tappeti disponibili, sanificazione e pulizia, fumigazione, acqua Zamzam, protezione ambientale, manutenzione di strutture e bagni, prevenzione di episodi negativi, carrelli, monitoraggio e segnalazioni, servizi sociali. È un elenco ampio, che copre sia la dimensione materiale sia quella organizzativa dell’accoglienza.

La scelta di annunciare i piani operativi attraverso SPA sottolinea la volontà di rendere pubblico il lavoro di preparazione. Per chi si reca alla Grande Moschea o alla Moschea del Profeta, sapere che esiste un sistema di monitoraggio e segnalazione attivo può incidere sulla percezione di ordine e sicurezza. Ma basta questo a rispondere a tutte le esigenze di chi arriva nei giorni più affollati?

Il comunicato non specifica il numero di visitatori attesi, né il numero di addetti impiegati, né eventuali orari o misure di accesso particolari. Non indica nemmeno se siano previste restrizioni o percorsi dedicati. Si limita a elencare i servizi e a collegarli all’impegno dell’Autorità su operatività, manutenzione, gestione delle folle e servizi sociali.

Resta il fatto che gli ultimi dieci giorni di Ramadan sono, per definizione, un banco di prova per la capacità organizzativa dei due luoghi santi. La disponibilità di acqua Zamzam, la pulizia e la fumigazione, la manutenzione dei bagni e i carrelli sono tutti elementi che, se mancano, si notano immediatamente. E se funzionano, invece, diventano parte di un’esperienza che i fedeli tendono a dare per scontata. Quanto è difficile garantire questa continuità giorno dopo giorno?

L’Autorità Generale per la Cura della Grande Moschea e della Moschea del Profeta ha quindi scelto di comunicare il proprio piano operativo con un messaggio sintetico, centrato sui servizi e sulla loro diversità. Non ci sono, nel testo diffuso da SPA, dichiarazioni di singoli funzionari, né cifre di budget, né tempi di attuazione dettagliati. Ci sono invece le categorie di intervento e l’obiettivo dichiarato: accogliere l’afflusso previsto.

Per chi segue le attività dei due luoghi santi, la notizia conferma un modello di preparazione che si ripete nei periodi di punta e che si basa su più funzioni coordinate. La domanda che resta aperta riguarda l’effettiva portata di queste misure: quante aree di preghiera saranno interessate? Quanti carrelli saranno disponibili? Come verranno gestiti i flussi nei momenti di maggiore concentrazione? Il comunicato non lo dice.

Quello che il testo non riporta, in sintesi, è tutto ciò che riguarda i numeri: visitatori attesi, personale impiegato, quantità di acqua Zamzam distribuita, frequenza degli interventi di pulizia e fumigazione, numero di carrelli e postazioni di monitoraggio. Non indica nemmeno se l’Autorità abbia attivato collaborazioni con altri enti per la gestione dell’afflusso. Le informazioni diffuse si fermano all’elenco dei servizi e all’impegno organizzativo.

Quali servizi sono previsti per le aree di preghiera? L’Autorità ha intensificato gli sforzi per garantire la prontezza delle aree di preghiera, inclusa la disponibilità di tappeti, i servizi igienici, la pulizia e la fumigazione. È prevista inoltre la fornitura di acqua Zamzam per i fedeli. Secondo quanto riportato da SPA, il sistema di servizi è diversificato e copre più funzioni contemporaneamente, dalla manutenzione alla sanificazione degli spazi.

Come viene gestito l’afflusso dei visitatori? Il piano operativo include la gestione delle folle e un sistema di monitoraggio e segnalazione ben attrezzato, pensato per garantire la soddisfazione dei visitatori. L’Autorità ha anche previsto la prevenzione di episodi negativi e l’offerta di servizi di carrelli. SPA non specifica il numero di visitatori attesi né le modalità di accesso previste per gli ultimi dieci giorni di Ramadan.

Cosa comprende la manutenzione delle strutture? L’Autorità estende i servizi di protezione ambientale e la manutenzione delle strutture e dei bagni all’interno dei due luoghi santi. Le iniziative riflettono l’impegno su servizi operativi, manutenzione, gestione delle folle e servizi sociali. Il comunicato diffuso da SPA non indica il numero di interventi previsti né la frequenza con cui vengono effettuati durante il periodo di maggiore afflusso.

Quali informazioni non sono state diffuse? Il comunicato non riporta il numero di visitatori attesi, il personale impiegato, la quantità di acqua Zamzam distribuita, il numero di carrelli disponibili o le postazioni di monitoraggio. Non indica nemmeno eventuali collaborazioni con altri enti per la gestione dell’afflusso. Le informazioni diffuse si limitano all’elenco dei servizi e all’impegno organizzativo dell’Autorità per gli ultimi dieci giorni di Ramadan.