Friday, October 23, 2026
Sociale

GASTAT: il 59,9% degli adulti fa 150 minuti di attività fisica a settimana

GASTAT: il 59,9% degli adulti fa 150 minuti di attività fisica a settimana

Il 59,9% della popolazione adulta dell’Arabia Saudita, dai 18 anni in su, pratica attività fisica per 150 minuti o più a settimana. È il dato principale del rapporto Physical Activity Statistics 2026 diffuso dalla General Authority for Statistics (GASTAT), come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 22 ottobre 2026 da Riyadh.

Il rapporto distingue per sesso: la quota è del 63,4% tra gli uomini e del 52,9% tra le donne. La fascia 18-29 anni registra la partecipazione più alta, al 63,0%, mentre le persone di 80 anni e oltre registrano quella più bassa, al 13,4%.

Il quadro cambia quando si guarda ai più giovani. Tra i bambini e gli adolescenti dai 5 ai 17 anni, il 20,3% svolge attività fisica per 60 minuti o più al giorno. Qui il divario di genere è più ampio: 27,1% per i maschi contro 13,3% per le femmine.

Il rapporto misura anche il tempo sedentario. Il 33,8% dei bambini e degli adolescenti trascorre da 1 ora a meno di 2 ore al giorno in attività sedentarie o non fisiche, come guardare la televisione o usare dispositivi elettronici, escluso il tempo passato a scuola.

Quanti adulti, dunque, raggiungono davvero la soglia settimanale raccomandata? Secondo GASTAT poco più di sei su dieci. E quanti restano fuori? Circa quattro adulti su dieci, con una differenza di oltre dieci punti percentuali tra uomini e donne.

La soglia di 150 minuti settimanali è quella presa a riferimento dal rapporto per gli adulti, mentre per i 5-17 anni il parametro è di 60 minuti al giorno. Sono due metri diversi, applicati a due popolazioni diverse, e i risultati non sono direttamente confrontabili: il 59,9% degli adulti e il 20,3% dei minori rispondono a due domande distinte.

Il dato per età degli adulti mostra una curva che parte alta e scende con gli anni. La fascia 18-29 anni è al 63,0%, il valore più elevato del rapporto. All’estremo opposto, gli over 80 sono al 13,4%, il valore più basso. Tra questi due estremi si colloca il resto della popolazione adulta, che nel complesso si attesta al 59,9%.

Perché la partecipazione è più alta proprio tra i più giovani? Il rapporto non lo spiega, ma offre il numero: 63,0% nella fascia 18-29. E perché crolla dopo gli 80 anni? Anche in questo caso il dato è 13,4%, senza indicazioni sulle cause.

Sul fronte femminile, il 52,9% delle adulte raggiunge i 150 minuti settimanali, contro il 63,4% degli uomini. Tra i 5 e i 17 anni il divario è ancora più marcato: 13,3% delle femmine contro 27,1% dei maschi per i 60 minuti quotidiani. In entrambi i casi il rapporto si limita a registrare le percentuali.

Il tempo davanti agli schermi è l’altra metà della fotografia. Il 33,8% dei bambini e degli adolescenti passa da 1 ora a meno di 2 ore al giorno in attività sedentarie o non fisiche, televisione e dispositivi elettronici compresi, con l’esclusione esplicita del tempo scolastico. È una fascia intermedia: il rapporto indica questa quota, non quante ore stiano davanti agli schermi gli altri due terzi dei minori.

Che cosa significa, in pratica, un terzo dei bambini e degli adolescenti fermo tra una e due ore al giorno fuori dall’orario di scuola? E quanto pesa questa abitudine sul raggiungimento dei 60 minuti quotidiani di attività fisica, che riguarda il 20,3% dei 5-17 anni?

Il rapporto GASTAT copre tre misure: l’attività fisica degli adulti sulla soglia dei 150 minuti settimanali, l’attività fisica dei minori sulla soglia dei 60 minuti giornalieri e il tempo sedentario dei 5-17 anni. Non contiene, almeno nella sintesi diffusa da SPA, serie storiche, confronti con anni precedenti, dati regionali o dettagli su quali attività vengano praticate.

La pubblicazione arriva il 22 ottobre 2026, con diffusione locale alle 13:50 e alle 10:50 GMT. Il comunicato SPA si chiude con la sigla dell’agenzia e il codice 0026.

Restano aperte alcune domande che il testo non affronta. Come si distribuisce il 59,9% nazionale tra le regioni del Regno? Quali attività fisiche prevalgono tra chi raggiunge i 150 minuti settimanali? E come si spiega il salto tra il 63,0% della fascia 18-29 e il 13,4% degli over 80: è una questione di età, di condizioni di salute o di accesso agli spazi? Il rapporto non lo dice.

Un altro punto riguarda i minori. Il 20,3% raggiunge i 60 minuti al giorno, ma il rapporto non indica quanti minuti facciano gli altri. E il 33,8% che trascorre da 1 a meno di 2 ore in attività sedentarie fuori dalla scuola non è accompagnato dal dato speculare su chi sta fermo meno di un’ora o più di due.

Il divario di genere attraversa entrambi i gruppi: 63,4% contro 52,9% tra gli adulti, 27,1% contro 13,3% tra i 5 e i 17 anni. Sono differenze che il rapporto registra senza analizzarne le ragioni. Perché le ragazze praticano attività fisica quotidiana con metà della frequenza dei coetanei maschi? E perché il divario tra adulti, pur presente, è molto più contenuto?

La lettura dei numeri richiede di tenere separate le due soglie. Per gli adulti si parla di 150 minuti o più a settimana; per i bambini e gli adolescenti di 60 minuti o più al giorno. Un adulto che si allena mezz’ora cinque volte a settimana rientra nella prima categoria; un ragazzo che si muove un’ora al giorno rientra nella seconda. Il rapporto non propone un indicatore unico e non somma le due popolazioni.

Il tempo sedentario, infine, è misurato solo per i 5-17 anni e solo nella fascia da 1 ora a meno di 2 ore, con l’esclusione del tempo scolastico. Non c’è, nella sintesi SPA, un dato equivalente per gli adulti. Quanto tempo passano seduti gli over 18? Il rapporto non lo indica.

Il quadro che emerge è quindi composto da cinque numeri principali: 59,9% degli adulti sopra i 150 minuti settimanali, 63,4% tra gli uomini e 52,9% tra le donne, 63,0% nella fascia 18-29 anni e 13,4% tra gli over 80; 20,3% dei 5-17 anni sopra i 60 minuti giornalieri, con 27,1% tra i maschi e 13,3% tra le femmine; 33,8% dei minori tra 1 e meno di 2 ore di attività sedentarie al giorno, scuola esclusa.

Sono i dati pubblicati da GASTAT nel rapporto Physical Activity Statistics 2026 e rilanciati da SPA. Il testo diffuso non contiene il numero totale degli intervistati, la metodologia della rilevazione, il periodo di raccolta dei dati né il confronto con il rapporto precedente. Non indica nemmeno se e quando sia previsto un aggiornamento.

Quale percentuale di adulti raggiunge i 150 minuti settimanali? Secondo il rapporto Physical Activity Statistics 2026 di GASTAT, il 59,9% della popolazione adulta dai 18 anni in su pratica attività fisica per 150 minuti o più a settimana. Il dato è del 63,4% tra gli uomini e del 52,9% tra le donne. La fascia 18-29 anni registra la quota più alta, al 63,0%, mentre gli over 80 quella più bassa, al 13,4%. Il rapporto non indica il numero degli intervistati né la metodologia.

Quanti bambini e adolescenti fanno 60 minuti di attività al giorno? Il 20,3% dei bambini e degli adolescenti dai 5 ai 17 anni svolge attività fisica per 60 minuti o più al giorno. Il dato è del 27,1% tra i maschi e del 13,3% tra le femmine, un divario di quasi quattordici punti percentuali. La soglia usata per questa fascia è di 60 minuti quotidiani, diversa dai 150 minuti settimanali applicati agli adulti. Il rapporto non precisa quanti minuti facciano gli altri minori.

Quanto tempo sedentario trascorrono i più giovani? Il 33,8% dei bambini e degli adolescenti dai 5 ai 17 anni trascorre da 1 ora a meno di 2 ore al giorno in attività sedentarie o non fisiche, come guardare la televisione o usare dispositivi elettronici. Il tempo passato a scuola è escluso dal calcolo. Il rapporto indica questa fascia intermedia ma non specifica quante ore stiano davanti agli schermi gli altri due terzi dei minori, né fornisce un dato equivalente per gli adulti.

Come si distribuisce la partecipazione per età tra gli adulti? La fascia 18-29 anni registra la partecipazione più alta, con il 63,0%, mentre le persone di 80 anni e oltre registrano quella più bassa, con il 13,4%. Il dato complessivo degli adulti è del 59,9%. Il rapporto GASTAT non analizza le cause del calo con l’avanzare dell’età né distingue tra condizioni di salute, accesso agli spazi o abitudini. Non sono disponibili, nella sintesi diffusa da SPA, dati regionali.

Quali informazioni non sono contenute nel rapporto? La sintesi diffusa da SPA non riporta serie storiche, confronti con anni precedenti, dati regionali, numero di intervistati, metodologia della rilevazione né periodo di raccolta dei dati. Non indica quali attività fisiche vengano praticate né se sia previsto un aggiornamento del rapporto. Non c’è inoltre un dato sul tempo sedentario degli adulti, misurato solo per la fascia 5-17 anni con l’esclusione dell’orario scolastico.