Tuesday, October 27, 2026
Sociale

GCC, Albudaiwi: famiglia e società pilastri dell’azione comune del Golfo

GCC, Albudaiwi: famiglia e società pilastri dell’azione comune del Golfo

Il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), Jasem Albudaiwi, ha affermato che lo sviluppo sociale — in particolare per quanto riguarda la famiglia e tutte le componenti della società — costituisce un pilastro fondamentale dell’azione comune del Golfo e figura tra le priorità assolute dei leader del GCC.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, le dichiarazioni sono arrivate durante la 12ª Riunione del Comitato dei Ministri degli Affari Sociali e dello Sviluppo Sociale del GCC, tenutasi giovedì nella capitale del Bahrein, Manama, presieduta dal Ministro dello Sviluppo Sociale del Regno del Bahrein e Presidente della sessione in corso, Osama bin Saleh Al Alaw, e alla quale hanno partecipato i ministri responsabili degli affari sociali e dello sviluppo sociale degli Stati membri del GCC.

Albudaiwi ha evidenziato il ruolo rilevante e attivo svolto dal comitato nel portare avanti l’azione comune del Golfo nello sviluppo sociale, in particolare per quanto riguarda la famiglia e le componenti della comunità, in un contesto di rapida crescita demografica.

«La popolazione del GCC ha superato i 63 milioni nel 2025, secondo gli ultimi dati del Centro Statistico del GCC (GCC-Stat), il che sottolinea la portata della responsabilità condivisa di formulare politiche familiari e sociali in grado di tenere il passo con questa crescita e con le trasformazioni che l’accompagnano», ha dichiarato Albudaiwi.

Il Segretario Generale ha inoltre sottolineato che al centro della famiglia c’è il bambino, che rappresenta il futuro delle società del Golfo e il principale investimento nello sviluppo umano. Citando i dati del 2024, ha osservato che i minori di 15 anni rappresentano più del 20% della popolazione totale del GCC — oltre un quinto della società del Golfo — una cifra che rafforza l’imperativo di sviluppare continuamente un ecosistema integrato di cura e protezione dell’infanzia, migliorare la qualità dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria, proteggere i bambini da violenza, abusi e sfruttamento e affrontare le sfide emergenti poste dal mondo digitale, tra cui la sicurezza digitale, la privacy e l’uso sicuro e responsabile delle tecnologie moderne.

Ma cosa significa concretamente tradurre questi numeri in politiche familiari capaci di rispondere a una popolazione che cresce a ritmi sostenuti? È la domanda che attraversa i lavori del comitato, chiamato a coniugare la tutela dei più giovani con le trasformazioni sociali ed economiche che investono l’intera regione.

La riunione di Manama si inserisce in un percorso di cooperazione regionale che vede i ministri degli affari sociali e dello sviluppo sociale dei Paesi del Golfo confrontarsi periodicamente su politiche condivise. Il comitato, giunto alla sua dodicesima sessione, opera come sede di coordinamento tra gli Stati membri su temi che spaziano dalla protezione dell’infanzia al sostegno alle famiglie, dalla coesione sociale all’inclusione delle diverse componenti della comunità.

La presidenza della sessione in corso è affidata al Bahrein, rappresentato dal Ministro dello Sviluppo Sociale Osama bin Saleh Al Alaw. La scelta di Manama come sede della riunione riflette il ruolo attivo del Regno del Bahrein nel dossier sociale a livello regionale, in un momento in cui i governi del Golfo sono chiamati a ripensare i propri strumenti di welfare di fronte a una demografia in rapida evoluzione.

Il dato demografico citato da Albudaiwi — oltre 63 milioni di residenti nel 2025 secondo il GCC-Stat — non è soltanto una cifra: è la misura della pressione che i sistemi sociali, sanitari ed educativi dei sei Stati membri dovranno sostenere nei prossimi anni. Se più di un quinto della popolazione ha meno di 15 anni, come indicano i dati del 2024, la domanda di servizi per l’infanzia, di strutture educative e di programmi di protezione crescerà in modo proporzionale.

Non è forse proprio la composizione per età della popolazione a rendere indifferibile un aggiornamento delle politiche familiari? E in che modo i governi del Golfo possono garantire che la crescita demografica si traduca in sviluppo umano e non in nuove disuguaglianze?

Albudaiwi ha indicato quattro direttrici principali su cui concentrare l’impegno comune: sviluppare un ecosistema integrato di cura e protezione dell’infanzia, migliorare la qualità dell’istruzione, rafforzare l’assistenza sanitaria e proteggere i minori da violenza, abusi e sfruttamento. A queste si aggiunge la dimensione digitale, che il Segretario Generale ha definito una sfida emergente: sicurezza digitale, privacy e uso sicuro e responsabile delle tecnologie moderne.

Quest’ultimo punto appare particolarmente rilevante per società giovani e fortemente connesse come quelle del Golfo, dove bambini e adolescenti sono esposti fin dalla prima infanzia a piattaforme digitali, contenuti online e strumenti tecnologici in continua evoluzione. La protezione dei minori nel mondo digitale richiede strumenti normativi, educativi e di vigilanza che i singoli Stati difficilmente possono sviluppare in modo isolato.

È qui che l’azione comune del GCC trova la sua giustificazione più concreta: armonizzare approcci, condividere buone pratiche e costruire standard regionali condivisi. Ma quanto è efficace questo coordinamento quando si tratta di politiche che toccano la sfera familiare, tradizionalmente legata a sensibilità nazionali e culturali specifiche?

Il comitato dei ministri degli affari sociali e dello sviluppo sociale rappresenta, in questo senso, uno dei tavoli in cui il GCC cerca di trasformare la cooperazione in risultati tangibili. La sua attività si concentra su famiglia e componenti della comunità, due ambiti che il Segretario Generale ha posto esplicitamente al centro delle priorità dei leader del Golfo.

La riunione di Manama non ha prodotto, secondo quanto riportato, annunci su specifici programmi o stanziamenti. Il comunicato si limita a registrare le dichiarazioni di Albudaiwi, la composizione della riunione e i dati demografici citati. Non vengono indicati i tempi di eventuali iniziative comuni, né i meccanismi di finanziamento o di attuazione delle politiche discusse.

Resta il quadro tracciato dal Segretario Generale: una regione con oltre 63 milioni di abitanti, di cui più di un quinto sotto i 15 anni, chiamata a investire nella famiglia e nell’infanzia come fondamenta dello sviluppo sociale. Una sfida che, per definizione, non può essere affrontata da un solo Stato membro.

Quali strumenti concreti saranno adottati per tradurre queste priorità in politiche operative? E come misureranno i Paesi del Golfo i progressi compiuti nella protezione dell’infanzia e nel sostegno alle famiglie? Sono le domande che restano aperte al termine della dodicesima sessione del comitato, mentre il lavoro dei ministri del Golfo prosegue su un terreno — quello sociale — che Albudaiwi ha collocato tra i pilastri dell’azione comune regionale.

Quali sono i punti principali delle dichiarazioni di Albudaiwi? Il Segretario Generale del GCC ha affermato che lo sviluppo sociale, in particolare per famiglia e componenti della società, è un pilastro fondamentale dell’azione comune del Golfo e una priorità dei leader del GCC. Ha citato la crescita demografica e la necessità di politiche familiari e sociali adeguate. Ha inoltre indicato il bambino come centro della famiglia e principale investimento nello sviluppo umano, chiedendo un ecosistema integrato di cura e protezione.

Dove e quando si è tenuta la riunione del comitato? La 12ª Riunione del Comitato dei Ministri degli Affari Sociali e dello Sviluppo Sociale del GCC si è tenuta giovedì nella capitale del Bahrein, Manama. La sessione è stata presieduta dal Ministro dello Sviluppo Sociale del Regno del Bahrein e Presidente della sessione in corso, Osama bin Saleh Al Alaw. Alla riunione hanno partecipato i ministri responsabili degli affari sociali e dello sviluppo sociale degli Stati membri del GCC, come riportato dall’agenzia di stampa saudita SPA.

Quali dati demografici ha citato Albudaiwi? Albudaiwi ha affermato che la popolazione del GCC ha superato i 63 milioni nel 2025, secondo gli ultimi dati del Centro Statistico del GCC (GCC-Stat). Ha inoltre citato i dati del 2024, secondo cui i minori di 15 anni rappresentano più del 20% della popolazione totale del GCC, oltre un quinto della società del Golfo. Queste cifre, ha detto, sottolineano la responsabilità condivisa di formulare politiche familiari e sociali adeguate.

Quali sfide legate al mondo digitale sono state menzionate? Il Segretario Generale del GCC ha indicato tra le sfide emergenti la sicurezza digitale, la privacy e l’uso sicuro e responsabile delle tecnologie moderne. Ha collegato questi temi alla necessità di proteggere i bambini da violenza, abusi e sfruttamento, in un contesto di rapida trasformazione tecnologica. La dimensione digitale è stata presentata come parte integrante dell’ecosistema di cura e protezione dell’infanzia che i Paesi del Golfo sono chiamati a sviluppare.

Quali ambiti di intervento ha indicato Albudaiwi per i Paesi del GCC? Albudaiwi ha indicato quattro direttrici: sviluppare un ecosistema integrato di cura e protezione dell’infanzia, migliorare la qualità dell’istruzione, rafforzare l’assistenza sanitaria e proteggere i minori da violenza, abusi e sfruttamento. A queste si aggiunge la dimensione digitale, con sicurezza, privacy e uso responsabile delle tecnologie. Ha sottolineato che il comitato svolge un ruolo attivo nell’avanzare l’azione comune del Golfo nello sviluppo sociale.

Cosa non è stato specificato nel comunicato sulla riunione? Il comunicato riportato da SPA non indica programmi specifici, stanziamenti finanziari, tempi di attuazione o meccanismi operativi per le politiche discusse. Non vengono menzionati importi né calendari. Il testo si concentra sulle dichiarazioni di Albudaiwi, sulla composizione della riunione e sui dati demografici citati. Restano quindi aperti i dettagli su come le priorità enunciate saranno tradotte in iniziative concrete da parte degli Stati membri del GCC.