Il National Development Fund (NDF) e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) italiana hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU) volto a rafforzare la cooperazione allo sviluppo e a stabilire un quadro di collaborazione nel finanziamento e nell’investimento per lo sviluppo. La firma è avvenuta a Riyadh, nella sede del NDF, il 30 settembre 2026.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, il MoU è stato firmato a margine di un incontro di alto livello tenutosi presso il quartier generale del NDF nella capitale saudita. A firmare sono stati il governatore del NDF, Abdulaziz bin Abdulrahman Al-Arifi, e l’amministratore delegato della CDP, Dario Scannapieco.
L’incontro è stato co-presieduto dalle due parti e ha visto la partecipazione degli amministratori delegati dei fondi e delle banche di sviluppo competenti, insieme ai rappresentanti di entrambe le parti. I partecipanti hanno discusso le modalità per rafforzare la cooperazione allo sviluppo e quella economica tra il Regno dell’Arabia Saudita e la Repubblica Italiana.
Nel corso del confronto sono state esaminate le iniziative in corso e le opportunità future nel finanziamento dei progetti, nell’investimento congiunto, nel sostegno alle piccole e medie imprese e nel finanziamento del commercio e delle esportazioni. Le due delegazioni hanno inoltre esplorato le opportunità per sfruttare gli strumenti finanziari disponibili a entrambe le parti e per rafforzare i collegamenti tra gli enti competenti, al fine di individuare potenziali progetti e iniziative congiunte.
Ma che cosa significa concretamente questa intesa per il tessuto produttivo dei due Paesi? Il MoU copre l’esplorazione di opportunità congiunte di finanziamento e investimento, lo scambio di conoscenze e competenze nel finanziamento allo sviluppo e lo sviluppo delle capacità istituzionali e umane. Si tratta di un perimetro ampio, che non si limita alla sola firma istituzionale ma entra nel merito degli strumenti operativi.
L’ambito della cooperazione si estenderà anche ai fondi e alle banche di sviluppo che fanno parte dell’ecosistema del NDF, consentendo loro di beneficiare delle opportunità, delle competenze e delle potenziali aree di collaborazione previste dal MoU. Un elemento che amplia la portata dell’accordo oltre i due firmatari, coinvolgendo una rete più vasta di istituzioni finanziarie di sviluppo.
Il memorandum include inoltre l’esplorazione di soluzioni di finanziamento e investimento a sostegno dei settori prioritari e volte a incoraggiare la partecipazione del settore privato, con il contributo dei fondi e delle banche di sviluppo competenti. In che modo la partecipazione privata potrà essere attivata resta uno dei nodi da chiarire nelle prossime fasi.
Il MoU consente inoltre a entrambe le parti di individuare le iniziative prioritarie e di definire i passaggi necessari per tradurre le aree di cooperazione in progetti concreti. È questo, forse, il passaggio più operativo del testo: non un semplice documento di intenti, ma un quadro che prevede l’identificazione di priorità e la definizione di passi attuativi.
Quali settori saranno considerati prioritari? Quali strumenti finanziari saranno effettivamente mobilitati? E in che tempi le aree di cooperazione potranno trasformarsi in progetti eseguibili? Sono domande che il comunicato non scioglie, ma che delineano il perimetro del lavoro futuro tra le due istituzioni.
La firma arriva nel quadro di un incontro di alto livello che ha riunito, oltre ai vertici delle due istituzioni, gli amministratori delegati dei fondi e delle banche di sviluppo rilevanti e i rappresentanti di entrambe le parti. La presenza di questo livello di rappresentanza indica che il confronto non è rimasto confinato agli aspetti formali, ma ha toccato le iniziative in corso e le opportunità future.
Tra i temi sul tavolo figurano il finanziamento dei progetti, l’investimento congiunto, il sostegno alle piccole e medie imprese e il finanziamento del commercio e delle esportazioni. Si tratta di aree che interessano direttamente la capacità delle imprese di accedere a risorse finanziarie e di operare in un contesto internazionale.
Le due parti hanno anche esplorato le opportunità per sfruttare gli strumenti finanziari disponibili a entrambe e per rafforzare i collegamenti tra gli enti competenti, con l’obiettivo di identificare potenziali progetti e iniziative congiunte. Un passaggio che suggerisce un lavoro di raccordo tra istituzioni, non solo tra due soggetti firmatari.
Il MoU, nel suo complesso, si articola su tre direttrici principali: l’esplorazione di opportunità congiunte di finanziamento e investimento, lo scambio di conoscenze e competenze nel finanziamento allo sviluppo e lo sviluppo delle capacità istituzionali e umane. A queste si aggiunge l’estensione della cooperazione ai fondi e alle banche dell’ecosistema NDF e l’esplorazione di soluzioni a sostegno dei settori prioritari con il coinvolgimento del settore privato.
Il testo prevede inoltre che entrambe le parti possano individuare iniziative prioritarie e definire i passaggi necessari per trasformare le aree di cooperazione in progetti azionabili. È un meccanismo che punta a evitare che l’intesa resti sul piano dichiarativo.
Resta da vedere quali saranno i primi progetti concreti e come si tradurrà, sul terreno operativo, la collaborazione tra il NDF e la CDP. Il comunicato non indica l’elenco dei settori prioritari, non specifica gli importi e non fissa scadenze per la realizzazione delle iniziative. Non chiarisce nemmeno quali fondi e banche dell’ecosistema NDF saranno coinvolti per primi.
La firma del MoU segna comunque un passaggio nelle relazioni tra il Regno dell’Arabia Saudita e la Repubblica Italiana nel campo del finanziamento allo sviluppo. Il documento stabilisce un quadro di collaborazione che, secondo quanto riportato, copre finanziamento e investimento, scambio di competenze e sviluppo delle capacità, con l’obiettivo di identificare progetti e iniziative congiunte.
Il comunicato non fornisce ulteriori dettagli su tempi, importi o settori specifici. Le informazioni disponibili si limitano a quanto annunciato in occasione dell’incontro presso la sede del NDF a Riyadh.
Chi ha firmato il memorandum d’intesa tra NDF e CDP? Il MoU è stato firmato dal governatore del National Development Fund, Abdulaziz bin Abdulrahman Al-Arifi, e dall’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco. La firma è avvenuta a margine di un incontro di alto livello tenutosi presso la sede del NDF a Riyadh il 30 settembre 2026, come riportato dall’agenzia di stampa saudita SPA. L’incontro è stato co-presieduto dalle due parti.
Quali sono le aree di cooperazione previste dal MoU? Il memorandum copre l’esplorazione di opportunità congiunte di finanziamento e investimento, lo scambio di conoscenze e competenze nel finanziamento allo sviluppo e lo sviluppo delle capacità istituzionali e umane. L’ambito si estende anche ai fondi e alle banche dell’ecosistema NDF. Sono previste inoltre soluzioni a sostegno dei settori prioritari e la partecipazione del settore privato.
Quali temi sono stati discussi durante l’incontro a Riyadh? I partecipanti hanno discusso le modalità per rafforzare la cooperazione allo sviluppo ed economica tra Arabia Saudita e Italia e hanno esaminato iniziative in corso e opportunità future nel finanziamento dei progetti, nell’investimento congiunto, nel sostegno alle piccole e medie imprese e nel finanziamento del commercio e delle esportazioni. Hanno inoltre esplorato gli strumenti finanziari disponibili a entrambe le parti.
Il MoU prevede progetti concreti o solo intenti? Il MoU consente a entrambe le parti di individuare iniziative prioritarie e di definire i passaggi necessari per tradurre le aree di cooperazione in progetti azionabili. Non si limita quindi a una dichiarazione di intenti, ma prevede un meccanismo per l’identificazione delle priorità e dei passi attuativi. Il comunicato non specifica quali progetti saranno avviati per primi.
Chi ha partecipato all’incontro oltre ai firmatari? All’incontro hanno partecipato gli amministratori delegati dei fondi e delle banche di sviluppo competenti, insieme ai rappresentanti di entrambe le parti. La riunione è stata co-presieduta dalle due istituzioni. La presenza di questo livello di rappresentanza indica che il confronto ha toccato iniziative in corso e opportunità future, non solo gli aspetti formali della firma.
Quali informazioni non sono state rese note dal comunicato? Il comunicato non indica l’elenco dei settori prioritari, non specifica gli importi finanziari e non fissa scadenze per la realizzazione delle iniziative. Non chiarisce nemmeno quali fondi e banche dell’ecosistema NDF saranno coinvolti per primi. Le informazioni disponibili si limitano a quanto annunciato in occasione dell’incontro presso la sede del NDF a Riyadh.





