L’Arabia Saudita, rappresentata dalla General Authority of Foreign Trade (GAFT), ha tenuto giovedì una riunione tecnica virtuale con l’Unione Europea, co-presieduta dal vice governatore della GAFT per le relazioni internazionali, Abdelaziz bin Omar Al-Sakran, e dal capo dell’unità per il Medio Oriente della Direzione generale per il commercio e la sicurezza economica della Commissione europea, Ignacio Díez.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 1° ottobre 2026, alla riunione hanno partecipato il vice governatore per la conformità e le operazioni della Saudi Standards, Metrology and Quality Organization (SASO), l’ing. Abdulmajeed Al-Wohaibi, l’assistente amministratore delegato per gli affari esecutivi della Saudi Food and Drug Authority (SFDA), Alaa Sindi, e il capo della sezione economica della missione dell’Arabia Saudita presso l’UE, Khalid Al-Anazi.
Il confronto si è concentrato sulle principali sfide e barriere commerciali e tecniche tra Arabia Saudita e UE, oltre che sulle modalità per sviluppare soluzioni capaci di facilitare l’accesso ai mercati per i prodotti di entrambe le parti. Un’agenda densa di questioni regolatorie, quindi, che tocca direttamente la vita delle imprese e la circolazione delle merci. Ma quali sono, in concreto, gli ostacoli che rallentano gli scambi tra Riyadh e Bruxelles?
Il dato di contesto è netto: l’Arabia Saudita è il principale partner commerciale dell’UE nella regione, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto circa 84,2 miliardi di dollari. Una cifra che colloca il Regno al vertice delle relazioni economiche europee nell’area e che spiega perché il dialogo tecnico tra le due parti non sia un esercizio formale, ma un passaggio operativo con ricadute dirette sui flussi commerciali. Non è forse naturale che un volume di scambi di questa portata richieda un presidio regolatorio altrettanto robusto?
Alla riunione hanno preso parte rappresentanti della GAFT, della SFDA, della SASO e della missione dell’Arabia Saudita presso l’UE. La composizione della delegazione indica la natura del confronto: non solo commercio estero, ma anche standard, metrologia, qualità e sicurezza alimentare e farmaceutica. Sono esattamente i terreni su cui nascono le barriere tecniche, quelle che non dipendono da dazi o tariffe ma da requisiti di conformità, certificazioni e procedure di verifica. Quante volte un prodotto resta bloccato non per una scelta politica, ma per un fascicolo tecnico incompleto?
La co-presidenza affidata ad Abdelaziz bin Omar Al-Sakran per la parte saudita e a Ignacio Díez per la Commissione europea segnala il livello tecnico, ma anche politicamente rilevante, del tavolo. Díez guida l’unità per il Medio Oriente della Direzione generale per il commercio e la sicurezza economica, il centro nevralgico da cui Bruxelles gestisce le relazioni commerciali con i partner internazionali. Dall’altra parte, Al-Sakran opera nel cuore della GAFT, l’autorità che governa la politica commerciale del Regno. Non è forse significativo che il confronto sia stato affidato a chi ha potere decisionale sulle procedure, più che a semplici rappresentanti diplomatici?
Il tema dell’accesso al mercato è il cuore della riunione. Facilitare l’ingresso dei prodotti di entrambe le parti significa ridurre i tempi di sdoganamento, armonizzare i requisiti, riconoscere reciprocamente i controlli e rendere prevedibili le procedure. Per le imprese europee che guardano al mercato saudita, così come per gli esportatori sauditi che operano verso i 27 Stati membri, ogni passaggio burocratico in meno si traduce in costi inferiori e tempi più rapidi. Ma basta un incontro tecnico per sciogliere nodi che si accumulano da anni?
La presenza di SASO e SFDA accanto alla GAFT è la spia più chiara di dove si annidano le difficoltà. La SASO presidia standard, metrologia e qualità: ogni prodotto che entra in Arabia Saudita deve rispondere a specifiche tecniche che possono divergere da quelle europee. La SFDA, dal canto suo, regola alimenti e farmaci, settori in cui la conformità è particolarmente sensibile e i controlli sono stringenti. L’ing. Abdulmajeed Al-Wohaibi e Alaa Sindi siedono al tavolo proprio per questo: tradurre le questioni commerciali in linguaggio regolatorio. Quante barriere nascono più dall’incertezza sulle regole che dalla volontà di proteggere un mercato?
Il formato virtuale della riunione, tenutasi giovedì, riflette una modalità di lavoro ormai consolidata nei negoziati tecnici internazionali: incontri frequenti, a distanza, capaci di mantenere il filo del confronto senza i tempi degli spostamenti. Un approccio che consente di moltiplicare i tavoli e di coinvolgere le competenze specifiche di volta in volta necessarie. Non è forse questa la formula più adatta per affrontare questioni tecniche che richiedono il contributo di autorità diverse?
Il ruolo della missione saudita presso l’UE, rappresentata dal capo della sezione economica Khalid Al-Anazi, completa il quadro. La missione è il punto di raccordo tra Riyadh e Bruxelles, il canale attraverso cui le posizioni tecniche diventano interlocuzione istituzionale. La sua presenza alla riunione conferma che il confronto non resta confinato agli aspetti operativi, ma si inserisce in una relazione bilaterale più ampia. Quanto conta, in un negoziato tecnico, avere un presidio diplomatico che conosce i meccanismi decisionali dell’altra parte?
Il dato dei 84,2 miliardi di dollari di interscambio nel 2025 non è solo una cifra. È la misura dell’interdipendenza tra il Regno e l’Europa e, al tempo stesso, la ragione per cui ogni ostacolo tecnico ha un costo economico concreto. Quando il volume degli scambi è elevato, anche un’attrito regolatorio apparentemente minore si moltiplica per migliaia di operazioni commerciali. Ecco perché il lavoro su standard e conformità non è un dettaglio amministrativo, ma una leva competitiva. Quante opportunità si perdono, ogni anno, a causa di procedure che potrebbero essere semplificate?
La riunione non ha prodotto, secondo quanto riferito, un elenco pubblico di barriere specifiche né un calendario di misure. Il comunicato indica gli obiettivi — affrontare le sfide tecnico-commerciali e sviluppare soluzioni per facilitare l’accesso ai mercati — ma non dettaglia quali ostacoli siano stati esaminati singolarmente, né quali soluzioni siano state ipotizzate. È il limite informativo di una nota sintetica, che lascia aperte le domande operative. Quali prodotti, in particolare, sono stati al centro del confronto? E quali scadenze si sono date le due parti?
Il fatto che il tavolo riunisca GAFT, SASO, SFDA e missione presso l’UE suggerisce un metodo: affrontare le barriere in modo integrato, coinvolgendo in un unico contesto chi negozia il commercio e chi scrive le regole tecniche. È un’impostazione che punta a evitare il rischio tipico dei negoziati commerciali, quello di accordi politici poi bloccati da requisiti tecnici non allineati. Non è forse questo il nodo che ha storicamente rallentato l’apertura dei mercati?
Per l’Unione Europea, l’Arabia Saudita rappresenta il primo partner commerciale della regione: un dato che Bruxelles non può ignorare nella gestione delle proprie priorità economiche. Per il Regno, l’UE è un mercato di riferimento per l’export non petrolifero e per l’attrazione di investimenti. L’interesse è quindi reciproco e simmetrico, anche se le sensibilità regolatorie restano diverse. Come si conciliano standard europei e requisiti sauditi senza creare nuovi ostacoli?
La riunione tecnica si colloca in una fase in cui il commercio globale è attraversato da tensioni e riorganizzazioni delle catene di fornitura. In questo contesto, il dialogo tra Riyadh e Bruxelles su barriere e accesso ai mercati assume un valore che va oltre il singolo scambio commerciale: riguarda la prevedibilità delle regole e la fiducia tra due sistemi economici. Quanto pesa, per un’esportatore, sapere che le regole del gioco sono chiare e stabili?
Il comunicato della SPA non indica se siano stati fissati nuovi incontri, né se le parti abbiano raggiunto intese su singole questioni. Non specifica quali barriere siano state riconosciute come prioritarie, né quali soluzioni siano state considerate praticabili. Non chiarisce, inoltre, se il confronto rientri in un percorso negoziale più ampio o se resti un tavolo tecnico a sé stante. Sono elementi che il testo non copre e che, allo stato, restano fuori dal quadro informativo disponibile.
Resta il fatto centrale: Arabia Saudita e UE hanno discusso giovedì, in formato virtuale, le principali sfide e barriere commerciali e tecniche, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare soluzioni per facilitare l’accesso ai mercati di entrambe le parti. Un confronto tecnico, ma con al centro un rapporto commerciale da 84,2 miliardi di dollari e una posizione di primo piano del Regno tra i partner europei nella regione. Quanto inciderà questo tavolo sulla prossima stagione degli scambi bilaterali?
Chi ha co-presieduto la riunione tra Arabia Saudita e UE? La riunione tecnica virtuale è stata co-presieduta da Abdelaziz bin Omar Al-Sakran, vice governatore della GAFT per le relazioni internazionali, e da Ignacio Díez, capo dell’unità per il Medio Oriente della Direzione generale per il commercio e la sicurezza economica della Commissione europea. Secondo quanto riferito dalla SPA, il confronto si è tenuto giovedì e ha riguardato sfide e barriere commerciali e tecniche tra le due parti.
Quali autorità saudite hanno partecipato al tavolo? Alla riunione hanno preso parte rappresentanti della General Authority for Foreign Trade, della Saudi Standards, Metrology and Quality Organization e della Saudi Food and Drug Authority, oltre alla missione dell’Arabia Saudita presso l’UE. Tra i presenti figurano l’ing. Abdulmajeed Al-Wohaibi, vice governatore per la conformità e le operazioni della SASO, Alaa Sindi, assistente amministratore delegato per gli affari esecutivi della SFDA, e Khalid Al-Anazi, capo della sezione economica della missione saudita presso l’UE.
Qual è il valore dell’interscambio tra Arabia Saudita e UE? Secondo la SPA, l’Arabia Saudita è il principale partner commerciale dell’UE nella regione, con scambi bilaterali che nel 2025 hanno raggiunto circa 84,2 miliardi di dollari. Questo volume colloca il Regno al vertice delle relazioni economiche europee nell’area. Il comunicato cita la cifra come dato di contesto della riunione, senza fornire ulteriori dettagli su composizione merceologica o andamento rispetto agli anni precedenti.
Quali temi sono stati affrontati nel confronto? Il tavolo ha discusso le principali sfide e barriere commerciali e tecniche tra Arabia Saudita e UE, oltre alle modalità per sviluppare soluzioni capaci di facilitare l’accesso ai mercati per i prodotti di entrambe le parti. La presenza di SASO e SFDA accanto alla GAFT indica che il confronto ha toccato anche standard, metrologia, qualità, sicurezza alimentare e farmaceutica. Il comunicato non elenca però le singole barriere esaminate.
La riunione ha prodotto decisioni o calendari? Il comunicato della SPA non indica se siano state assunte decisioni vincolanti, né se sia stato fissato un calendario di misure o un nuovo incontro. Non specifica quali barriere siano state riconosciute come prioritarie e non dettaglia le soluzioni ipotizzate. Il testo si limita a indicare gli obiettivi del confronto e la composizione delle delegazioni, lasciando fuori dal quadro informativo disponibile gli esiti operativi del tavolo tecnico.





