La Muslim World League (MWL) ha condannato le continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza, inclusi i colpi contro civili, infrastrutture civili e strutture vitali.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 6 agosto 2026, il Segretario Generale della MWL e Presidente dell’Organizzazione degli studiosi musulmani, Sheikh Dr. Mohammed Al-Issa, ha denunciato tali atti nei territori palestinesi occupati. Al-Issa ha definito queste azioni inaccettabili, affermando che violano il diritto internazionale, i valori religiosi e le norme umanitarie, ostacolando ogni sforzo di pace.
Il Segretario Generale ha espresso sostegno alla dichiarazione dei ministri degli esteri di Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Indonesia, Pakistan, Egitto e Türkiye per proteggere il popolo palestinese e i suoi diritti legittimi.
Al-Issa ha sollecitato la comunità internazionale a intervenire immediatamente per porre fine a tutte le violazioni nei territori palestinesi occupati, adempiendo alle proprie responsabilità legali e morali. La fonte non specifica quali azioni legali siano state intraprese.
Cosa ha denunciato la Muslim World League? La MWL ha condannato le continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati. In particolare, sono stati denunciati i colpi contro i civili, le infrastrutture civili e le strutture vitali, definiti atti inaccettabili che violano il diritto internazionale e le norme umanitarie.
Qual è la posizione di Sheikh Dr. Mohammed Al-Issa? Il Segretario Generale della MWL ha affermato che le violazioni israeliane contrastano con i valori religiosi e minano gli sforzi per la pace. Ha inoltre chiesto alla comunità internazionale di assumere le proprie responsabilità morali e legali per fermare tali azioni nei territori occupati.
Quali paesi sono stati citati nel sostegno alla causa palestinese? Sheikh Dr. Mohammed Al-Issa ha espresso forte sostegno alla dichiarazione dei ministri degli esteri di Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Indonesia, Pakistan, Egitto e Türkiye. L’obiettivo di tale coordinamento è contrastare le violazioni e proteggere i diritti legittimi del popolo palestinese.