Il ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura Abdulrahman Alfadley ha chiesto di rafforzare gli sforzi arabi congiunti per affrontare le crescenti sfide ambientali, intervenendo giovedì alla 37ª sessione del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli Affari ambientali.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, la sessione si è tenuta presso la sede del Segretariato generale della Lega degli Stati arabi al Cairo, in Egitto, il 1° ottobre 2026.
Il Regno ha evidenziato l’importanza di sostenere gli sforzi per proteggere l’ambiente e garantirne la sostenibilità per le generazioni future. Ha inoltre sottolineato la necessità di sforzi regionali e internazionali coordinati per affrontare le sfide ambientali che interessano la regione, in particolare la desertificazione, il degrado del suolo, la siccità, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.
Alfadley ha affermato che l’Arabia Saudita continua a portare avanti l’azione ambientale a livello nazionale, regionale e internazionale attraverso Saudi Vision 2030 e la Strategia nazionale per l’ambiente. La strategia ha sviluppato un quadro istituzionale e legislativo integrato volto a rafforzare la protezione ambientale, sostenere le risorse naturali e sostenere la qualità della vita, bilanciando le esigenze di sviluppo economico e sociale con la protezione dell’ambiente.
Ha inoltre evidenziato l’uso di tecnologie moderne e il sostegno alla ricerca e all’innovazione per monitorare e affrontare le sfide ambientali nell’ambito di questo quadro.
L’Arabia Saudita continua anche a rafforzare gli sforzi congiunti per affrontare le sfide ambientali, spinta dalla convinzione dell’importanza di un’azione regionale e internazionale unificata, ha affermato il ministro.
Ha indicato il lancio della Middle East Green Initiative, che ora comprende 35 Paesi arabi, asiatici e africani, nonché diverse iniziative ambientali pionieristiche volte a sostenere le barriere coralline e gli habitat terrestri. Queste iniziative hanno ricevuto il sostegno dei leader del G20.
Il ministro ha sottolineato che l’Arabia Saudita continua a sostenere le iniziative ambientali a livello regionale e internazionale, in linea con la sua convinzione nell’importanza dell’azione collettiva.
La sessione del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli Affari ambientali si è tenuta al Cairo, presso il Segretariato generale della Lega degli Stati arabi, e ha riunito i rappresentanti dei Paesi arabi per discutere le sfide ambientali comuni.
Tra le sfide citate dal ministro figurano la desertificazione, il degrado del suolo, la siccità, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico, tutte questioni che interessano la regione araba.
Alfadley ha illustrato il quadro istituzionale e legislativo sviluppato dalla Strategia nazionale per l’ambiente, che mira a rafforzare la protezione ambientale e a sostenere le risorse naturali, sostenendo al contempo la qualità della vita.
Il ministro ha anche menzionato l’uso di tecnologie moderne e il sostegno alla ricerca e all’innovazione come strumenti per monitorare e affrontare le sfide ambientali.
La Middle East Green Initiative, ha ricordato, comprende ora 35 Paesi arabi, asiatici e africani, e diverse iniziative pionieristiche mirano a sostenere le barriere coralline e gli habitat terrestri.
Queste iniziative, ha aggiunto, hanno ricevuto il sostegno dei leader del G20.
Il lancio non indica importi, scadenze né dettagli operativi sulle iniziative citate.
Dove e quando si è tenuta la sessione? La 37ª sessione del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli Affari ambientali si è tenuta giovedì presso la sede del Segretariato generale della Lega degli Stati arabi al Cairo, in Egitto. Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, la data indicata è il 1° ottobre 2026. Alla sessione hanno partecipato i rappresentanti dei Paesi arabi per discutere le sfide ambientali comuni.
Quali sfide ambientali ha citato Alfadley? Il ministro ha citato in particolare la desertificazione, il degrado del suolo, la siccità, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico. Ha sottolineato la necessità di sforzi regionali e internazionali coordinati per affrontare queste sfide che interessano la regione. Il Regno ha evidenziato l’importanza di proteggere l’ambiente e garantirne la sostenibilità per le generazioni future.
Quali strumenti nazionali ha menzionato il ministro? Alfadley ha affermato che l’Arabia Saudita porta avanti l’azione ambientale attraverso Saudi Vision 2030 e la Strategia nazionale per l’ambiente. La strategia ha sviluppato un quadro istituzionale e legislativo integrato per rafforzare la protezione ambientale, sostenere le risorse naturali e la qualità della vita, bilanciando sviluppo economico e sociale con la protezione dell’ambiente. Ha citato anche tecnologie moderne e ricerca.
Cosa ha detto sulla Middle East Green Initiative? Il ministro ha indicato il lancio della Middle East Green Initiative, che ora comprende 35 Paesi arabi, asiatici e africani. Ha citato anche diverse iniziative pionieristiche volte a sostenere le barriere coralline e gli habitat terrestri. Queste iniziative hanno ricevuto il sostegno dei leader del G20, secondo quanto riferito da SPA.
Qual è la posizione saudita sull’azione collettiva? Alfadley ha detto che l’Arabia Saudita continua a rafforzare gli sforzi congiunti per affrontare le sfide ambientali, spinta dalla convinzione dell’importanza di un’azione regionale e internazionale unificata. Il Regno ha chiesto di rafforzare gli sforzi arabi congiunti durante la sessione. Ha anche sottolineato l’importanza di sostenere gli sforzi per proteggere l’ambiente per le generazioni future.
Quali dettagli operativi mancano nel resoconto? Il resoconto non indica importi, scadenze né dettagli operativi sulle iniziative citate. Non vengono specificati i risultati della sessione né eventuali decisioni adottate dal Consiglio. SPA non riporta il numero dei Paesi partecipanti oltre ai riferimenti generali ai Paesi arabi. Il testo fornito risulta inoltre troncato in un punto del discorso del ministro.





