Monday, November 2, 2026
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L’Arabia Saudita presiede la 62ª riunione dell’Ufficio esecutivo dei ministri arabi dell’Ambiente

L’Arabia Saudita presiede la 62ª riunione dell’Ufficio esecutivo dei ministri arabi dell’Ambiente

Il Cairo, 30 settembre 2026. L’Ufficio esecutivo del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli affari ambientali ha tenuto oggi la sua 62ª sessione presso la sede del Segretariato generale della Lega degli Stati arabi, sotto la presidenza del Regno dell’Arabia Saudita.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, il Regno è stato rappresentato dal vice ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura, il dott. Osama Ibrahim Faqeeha. Alla sessione hanno partecipato i rappresentanti degli Stati membri dell’Ufficio esecutivo e del Segretariato generale della Lega degli Stati arabi.

La riunione ha esaminato l’attuazione delle decisioni della precedente sessione ministeriale del consiglio e i preparativi per la sua 37ª sessione, in programma domani sotto la presidenza dello Yemen.

L’Ufficio esecutivo ha inoltre discusso il progetto di ordine del giorno, che comprende 21 punti su accordi e riunioni ambientali internazionali. Tra questi figurano i risultati della 24ª riunione della squadra araba incaricata della biodiversità e della lotta alla desertificazione, nonché i risultati della Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. L’ordine del giorno copre anche le soluzioni basate sulla natura, i legami tra acqua, agricoltura e politiche ambientali e le convenzioni su sostanze chimiche, rifiuti e ozono.

L’Ufficio esecutivo sottoporrà il progetto di ordine del giorno e le bozze di risoluzione al consiglio per l’esame e l’adozione.

La presidenza saudita arriva in un momento in cui il dossier ambientale arabo si concentra su più tavoli negoziali contemporaneamente. Le convenzioni su sostanze chimiche, rifiuti e ozono, citate nel progetto di ordine del giorno, riguardano impegni che gli Stati arabi hanno assunto in sedi internazionali e che ora devono tradursi in misure nazionali. Non è un passaggio automatico: ogni Paese membro ha tempi, capacità tecniche e priorità economiche diverse. Come si conciliano questi ritmi differenti all’interno di un unico quadro regionale?

Il tema delle soluzioni basate sulla natura occupa un posto centrale nell’agenda. Si tratta di approcci che utilizzano ecosistemi e processi naturali per affrontare sfide ambientali come il degrado del suolo, la siccità e la perdita di biodiversità. Per una regione in cui la scarsità d’acqua è una condizione strutturale, il collegamento tra acqua, agricoltura e politiche ambientali non è un esercizio teorico. È la materia di cui sono fatte le scelte di policy quotidiane. Quale margine esiste per politiche comuni quando le dotazioni idriche dei Paesi arabi restano così disomogenee?

Il riferimento ai risultati della 24ª riunione della squadra araba sulla biodiversità e la lotta alla desertificazione indica che il lavoro tecnico precede la decisione politica. Le squadre arabe specializzate preparano il terreno, raccolgono dati, confrontano posizioni. Solo dopo il consiglio ministeriale adotta risoluzioni. È un meccanismo lento, ma è il modo in cui la Lega degli Stati arabi costruisce consenso su materie tecniche. Quanto peso hanno davvero i risultati tecnici nel momento in cui si vota una risoluzione?

I risultati della Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, menzionati tra i punti dell’ordine del giorno, collegano il livello regionale a quello globale. Le decisioni prese nelle sedi ONU si riflettono sugli impegni arabi, e viceversa la posizione araba può pesare nei negoziati internazionali. La presidenza saudita dell’Ufficio esecutivo si colloca in questo snodo. Chi coordina la posizione araba quando i negoziati ONU entrano nella fase decisiva?

La sessione di oggi non adotta le risoluzioni: le prepara. L’Ufficio esecutivo sottoporrà il progetto di ordine del giorno e le bozze di risoluzione al consiglio per l’esame e l’adozione. La 37ª sessione del consiglio, in programma domani sotto la presidenza dello Yemen, è il momento in cui le decisioni diventano formali. Il passaggio di presidenza tra Arabia Saudita e Yemen, da un giorno all’altro, segnala una continuità di lavoro più che una cesura. Come si garantisce la continuità quando la presidenza ruota con questa frequenza?

Il progetto di ordine del giorno conta 21 punti. È un numero che dice poco da solo, ma indica l’ampiezza della materia: accordi internazionali, riunioni, convenzioni settoriali, temi trasversali. Ogni punto comporta documenti, posizioni nazionali, eventuali riserve. La macchina preparatoria dell’Ufficio esecutivo lavora su questo materiale prima che arrivi sul tavolo dei ministri. Chi verifica che i 21 punti restino coerenti tra loro e non si sovrappongano?

La presenza del vice ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura, il dott. Osama Ibrahim Faqeeha, colloca la rappresentanza saudita al livello viceministeriale. È una scelta che riflette il peso attribuito alla sessione, ma anche la natura tecnica dei lavori. Il Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura copre tre ambiti che nell’agenda araba compaiono intrecciati: acqua, agricoltura, ambiente. L’intreccio è esplicitamente citato tra i temi del progetto di ordine del giorno. Perché proprio questi tre ambiti vengono trattati insieme nel contesto arabo?

Il quadro istituzionale è quello della Lega degli Stati arabi, con sede al Cairo. L’Ufficio esecutivo è l’organo che prepara il lavoro del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli affari ambientali. La sessione odierna si è svolta presso il Segretariato generale, con la partecipazione dei rappresentanti degli Stati membri dell’Ufficio esecutivo e del Segretariato stesso. È una struttura consolidata, che opera secondo cicli regolari di sessioni. Quanto incide questa regolarità sulla capacità di rispondere a crisi ambientali improvvise?

Il tema delle convenzioni su sostanze chimiche, rifiuti e ozono rimanda a obblighi internazionali con scadenze proprie. Le sostanze chimiche e i rifiuti sono materie in cui la dimensione transfrontaliera è decisiva: un quadro normativo debole in un Paese può avere effetti sui vicini. L’ozono, dal canto suo, è un dossier in cui il regime internazionale ha una storia lunga e consolidata. Come si allineano i Paesi arabi su dossier con storie negoziali così diverse tra loro?

La 24ª riunione della squadra araba sulla biodiversità e la lotta alla desertificazione ha prodotto risultati che ora entrano nell’agenda dell’Ufficio esecutivo. La desertificazione è una delle poste in gioco più concrete per la regione. Biodiversità e desertificazione sono trattate insieme, e non è una coincidenza: il degrado del suolo erode gli habitat, e la perdita di ecosistemi accelera il degrado. La squadra araba lavora su questo nesso. Quali strumenti concreti possono nascere da un lavoro tecnico di questo tipo?

Le soluzioni basate sulla natura compaiono nell’agenda accanto a temi regolatori come le convenzioni. È un accostamento che riflette un dibattito internazionale in corso: da un lato strumenti normativi vincolanti, dall’altro approcci che valorizzano ecosistemi e processi naturali. I due piani non sono alternativi, ma richiedono competenze e finanziamenti diversi. In che modo i Paesi arabi intendono combinare i due approcci nelle loro politiche nazionali?

Il collegamento tra acqua, agricoltura e politiche ambientali è forse il punto in cui le decisioni arabe toccano più direttamente la vita delle popolazioni. L’agricoltura consuma acqua, le politiche ambientali ne condizionano la disponibilità, e la sicurezza alimentare dipende dall’equilibrio tra i due. È un triangolo in cui ogni scelta ha un costo. Chi paga il costo politico di scelte che possono ridurre consumi o cambiare pratiche agricole?

La sessione di domani, la 37ª del consiglio, sarà presieduta dallo Yemen. Il passaggio di consegne avviene a poche ore di distanza dalla sessione odierna dell’Ufficio esecutivo. La presidenza yemenita erediterà un ordine del giorno già preparato e bozze di risoluzione già discusse. È un modello in cui il lavoro preparatorio riduce il margine di manovra della presidenza entrante, ma garantisce continuità. Quanto spazio resta alla presidenza di turno per imprimere una direzione propria?

Il ruolo dell’Arabia Saudita in questa sessione si esaurisce nella presidenza dei lavori e nella rappresentanza viceministeriale. Il Regno non ha presentato, secondo il resoconto SPA, proposte specifiche oltre a quanto discusso nell’ordine del giorno. La presidenza è un ruolo procedurale, ma colloca il Paese al centro del coordinamento regionale su materie ambientali. Come si misura l’influenza di una presidenza di turno al di là della conduzione formale dei lavori?

Il resoconto SPA non indica quali Stati membri fossero presenti oltre alla menzione generica dei rappresentanti dell’Ufficio esecutivo e del Segretariato generale. Non specifica nemmeno quali decisioni della precedente sessione ministeriale siano state esaminate né lo stato della loro attuazione. Non chiarisce se vi siano state divergenze sui 21 punti dell’ordine del giorno o sulle bozze di risoluzione. Questi elementi restano fuori dal comunicato. La sessione si è conclusa con il rinvio al consiglio, che deciderà domani.

Chi ha rappresentato l’Arabia Saudita alla 62ª sessione dell’Ufficio esecutivo? Il Regno è stato rappresentato dal vice ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura, il dott. Osama Ibrahim Faqeeha. La sessione si è tenuta presso la sede del Segretariato generale della Lega degli Stati arabi, al Cairo, con la partecipazione dei rappresentanti degli Stati membri dell’Ufficio esecutivo e del Segretariato generale. La presidenza dei lavori è stata assunta dall’Arabia Saudita, come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA.

Quali temi comprende il progetto di ordine del giorno? Il progetto di ordine del giorno comprende 21 punti su accordi e riunioni ambientali internazionali. Tra questi figurano i risultati della 24ª riunione della squadra araba incaricata della biodiversità e della lotta alla desertificazione e i risultati della Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. L’agenda copre inoltre le soluzioni basate sulla natura, i legami tra acqua, agricoltura e politiche ambientali e le convenzioni su sostanze chimiche, rifiuti e ozono.

Cosa deciderà il consiglio nella 37ª sessione? L’Ufficio esecutivo sottoporrà il progetto di ordine del giorno e le bozze di risoluzione al consiglio per l’esame e l’adozione. La 37ª sessione del Consiglio dei ministri arabi responsabili degli affari ambientali è in programma domani sotto la presidenza dello Yemen. La sessione odierna ha inoltre esaminato l’attuazione delle decisioni della precedente sessione ministeriale e i preparativi per la sessione di domani, secondo quanto riferito da SPA.

Perché biodiversità e desertificazione sono trattate insieme? L’ordine del giorno include i risultati della 24ª riunione della squadra araba incaricata della biodiversità e della lotta alla desertificazione. I due temi sono affrontati congiuntamente perché il degrado del suolo erode gli habitat e la perdita di ecosistemi accelera il degrado. La squadra araba specializzata prepara il lavoro tecnico che poi entra nell’agenda dell’Ufficio esecutivo e, successivamente, sul tavolo del consiglio ministeriale per l’adozione.

Quali convenzioni internazionali figurano nell’agenda? Il progetto di ordine del giorno copre le convenzioni su sostanze chimiche, rifiuti e ozono, oltre ai risultati della Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. Si tratta di dossier con storie negoziali e scadenze diverse, che richiedono posizioni nazionali coordinate. L’Ufficio esecutivo discute il progetto di ordine del giorno e lo sottopone al consiglio per l’esame e l’adozione, come indicato nel resoconto dell’agenzia di stampa saudita SPA.

Cosa non è stato reso noto dalla sessione? Il resoconto SPA non indica quali Stati membri fossero presenti oltre alla menzione generica dei rappresentanti dell’Ufficio esecutivo e del Segretariato generale. Non specifica quali decisioni della precedente sessione ministeriale siano state esaminate né lo stato della loro attuazione. Non chiarisce se vi siano state divergenze sui 21 punti dell’ordine del giorno o sulle bozze di risoluzione. La sessione si è conclusa con il rinvio al consiglio, che deciderà domani.