L’Arabia Saudita ha presieduto a Riyadh la riunione preparatoria finale degli Stati arabi in vista della Conferenza dei plenipotenziari 2026 dell’ITU (PP-26), tenutasi dall’11 al 14 ottobre. La riunione si è svolta accanto agli Global Space Connectivity and Sustainability Events, sempre nella capitale saudita.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA l’11 ottobre 2026, il Regno è stato rappresentato dal vice ministro per la Cooperazione internazionale e i Partenariati del Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’informazione, l’ing. Mansour Al-Qurashi.
La riunione ha esaminato le questioni principali legate alla PP-26 e ha discusso le modalità per sostenere le candidature dei Paesi arabi alle varie posizioni elettive che saranno contese durante la conferenza. Un obiettivo, quello dell’allineamento delle posizioni, che riguarda l’intero gruppo arabo e non un singolo Stato.
Ma cosa significa concretamente preparare una conferenza come la PP-26, che si riunisce solo ogni quattro anni? La Conferenza dei plenipotenziari è l’organo supremo dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Durante la conferenza, gli Stati membri determinano il ruolo futuro dell’ITU, ne fissano gli indirizzi strategici e definiscono la sua capacità di plasmare lo sviluppo e la governance globale delle ICT.
La presidenza saudita del gruppo degli Stati arabi, secondo quanto riportato da SPA, riflette la posizione globale del Regno, il suo coinvolgimento attivo nei processi decisionali internazionali e il partenariato con l’ITU per il perseguimento dei suoi obiettivi e degli SDGs. Lo stesso comunicato indica inoltre il ruolo del Regno come motore dell’innovazione nelle comunicazioni, nello spazio e nella tecnologia a livello mondiale.
La riunione si è tenuta dall’11 al 14 ottobre, quindi su un arco di quattro giornate. Non è un dettaglio secondario: una conferenza preparatoria che dura più giorni suggerisce un lavoro tecnico e diplomatico articolato, fatto di posizioni da armonizzare e decisioni comuni da discutere. Quante posizioni elettive saranno effettivamente in gioco alla PP-26? Il comunicato non lo specifica, ma parla di «varie posizioni elettive» da contendere, un’espressione che lascia intendere una competizione interna al gruppo arabo e tra i gruppi regionali.
Il contesto in cui si inserisce la riunione è quello degli Global Space Connectivity and Sustainability Events di Riyadh. La scelta di tenere la preparazione araba accanto a un evento dedicato alla connettività spaziale e alla sostenibilità non è neutra: mette in relazione il negoziato sulle telecomunicazioni con i temi dello spazio e della sostenibilità, due ambiti che oggi attraversano l’agenda delle ICT. Che rapporto esiste tra connettività spaziale e governance delle telecomunicazioni? È una delle domande che il calendario di Riyadh sembra porre, anche senza rispondervi esplicitamente.
Il vice ministro Al-Qurashi ha guidato la delegazione saudita in qualità di rappresentante del Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’informazione, con delega alla Cooperazione internazionale e ai Partenariati. La sua presenza alla guida dei lavori collega la dimensione tecnica del negoziato a quella diplomatica: sostenere candidature, allineare prospettive e discutere decisioni comuni sono operazioni che passano attraverso i canali istituzionali dei ministeri e delle rappresentanze permanenti.
Il gruppo degli Stati arabi arriva a questa tappa finale dopo un percorso preparatorio di cui il comunicato SPA non ricostruisce le fasi precedenti. Sappiamo però che questa è definita la riunione «finale», il che implica che ne sono esistite altre. Quali posizioni comuni sono già state consolidate e quali restano aperte? Il testo non lo dice. Si limita a indicare gli obiettivi: unificare gli sforzi, allineare le prospettive e discutere decisioni e priorità comuni.
La PP-26 è descritta come il momento in cui gli Stati membri determinano il ruolo futuro dell’ITU. Non si tratta quindi soltanto di eleggere persone a incarichi: si tratta di decidere che cosa l’agenzia ONU per le ICT farà nei prossimi anni e con quali strumenti. La posta in gioco riguarda la capacità dell’ITU di orientare lo sviluppo e la governance delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione su scala globale. Per i Paesi arabi, presentarsi con posizioni allineate significa arrivare a quel tavolo con un peso negoziale maggiore.
Il legame con gli SDGs, citato nel comunicato, aggiunge un ulteriore livello: le telecomunicazioni non sono trattate solo come infrastruttura tecnica, ma come strumento collegato agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In che modo la governance delle ICT può contribuire agli SDGs? È una domanda che attraversa il mandato stesso dell’ITU e che le delegazioni arabe si trovano a declinare in termini operativi.
Riyadh, in queste giornate di ottobre, ospita dunque due appuntamenti paralleli: la preparazione araba alla PP-26 e gli eventi su connettività spaziale e sostenibilità. La coincidenza crea un contesto in cui i temi dello spazio e delle comunicazioni si trovano nello stesso luogo e nello stesso periodo. Quanto pesa questa vicinanza nella definizione delle priorità regionali? Il comunicato non entra nel merito, ma la scelta di tenere insieme i due eventi è indicata esplicitamente come un dato di fatto.
La presidenza della riunione da parte del Regno è presentata da SPA come espressione della posizione globale saudita e del partenariato attivo con l’ITU. Il testo collega questa presidenza anche al ruolo del Regno come attore dell’innovazione in comunicazioni, spazio e tecnologia. Sono affermazioni di carattere generale, che il comunicato non accompagna con dati o esempi specifici.
Restano fuori dal comunicato diversi elementi che un lettore potrebbe cercare: l’elenco delle posizioni elettive in discussione, i nomi dei candidati arabi, le posizioni già concordate e quelle ancora divergenti, il numero delle delegazioni partecipanti e l’esito concreto dei quattro giorni di lavori. Il testo SPA non indica nemmeno quali decisioni comuni siano state effettivamente adottate al termine della riunione. Si limita a descrivere gli obiettivi e il quadro istituzionale in cui la riunione si colloca.
La Conferenza dei plenipotenziari si tiene ogni quattro anni ed è l’organo supremo dell’ITU. Questa cadenza rende la fase preparatoria particolarmente rilevante: le posizioni costruite nei mesi precedenti tendono a pesare nei negoziati finali. Per il gruppo arabo, la riunione di Riyadh rappresenta l’ultimo passaggio prima della conferenza vera e propria. Quanto margine resta, dopo questa tappa, per modificare le posizioni comuni? La definizione stessa di «riunione finale» suggerisce che il margine sia limitato.
Il comunicato SPA è datato 11 ottobre 2026 e riporta l’orario delle 19:46 ora locale, 16:46 GMT. La riunione si è aperta l’11 ottobre e si è protratta fino al 14 ottobre. Il Regno ha presieduto i lavori; l’ing. Mansour Al-Qurashi ha rappresentato il Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’informazione nella sua veste di vice ministro per la Cooperazione internazionale e i Partenariati.
La dimensione del sostegno alle candidature arabe alle posizioni elettive è uno dei punti centrali del comunicato. Le posizioni elettive dell’ITU vengono assegnate durante la conferenza e la competizione tra gruppi regionali è parte del processo. Perché il gruppo arabo dedica una riunione preparatoria finale proprio a questo tema? Perché le posizioni elettive determinano chi guida l’agenzia nei quattro anni successivi e, di conseguenza, quali priorità trovano spazio nell’agenda dell’ITU.
Il testo non fornisce cifre: nessun numero di delegazioni, nessun numero di candidature, nessun numero di posizioni. Non indica nemmeno se la riunione si sia conclusa con un documento comune o con una dichiarazione finale. Questi elementi restano fuori dal perimetro delle informazioni pubblicate.
Quello che il comunicato rende chiaro è il quadro: una riunione preparatoria araba presieduta dall’Arabia Saudita, tenutasi a Riyadh dall’11 al 14 ottobre 2026, in parallelo agli Global Space Connectivity and Sustainability Events, con l’obiettivo di unificare gli sforzi, allineare le prospettive e discutere decisioni e priorità comuni in vista della PP-26, la conferenza quadriennale che definisce il ruolo e gli indirizzi strategici dell’ITU.
Quale riunione ha presieduto l’Arabia Saudita e dove si è tenuta? Il Regno ha presieduto la riunione preparatoria finale degli Stati arabi in vista della Conferenza dei plenipotenziari 2026 dell’ITU, la PP-26, tenutasi dall’11 al 14 ottobre a Riyadh. La riunione si è svolta accanto agli Global Space Connectivity and Sustainability Events nella capitale saudita. Secondo SPA, l’obiettivo era unificare gli sforzi, allineare le prospettive e discutere decisioni e priorità comuni tra i Paesi arabi.
Chi ha rappresentato l’Arabia Saudita alla riunione? Il Regno è stato rappresentato dall’ing. Mansour Al-Qurashi, vice ministro per la Cooperazione internazionale e i Partenariati del Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’informazione. È lui a presiedere i lavori per la parte saudita, secondo quanto riportato da SPA. La sua delega collega la dimensione tecnica del negoziato a quella diplomatica, che comprende il sostegno alle candidature arabe alle posizioni elettive della conferenza.
Che cosa è la Conferenza dei plenipotenziari PP-26? La Conferenza dei plenipotenziari è l’organo supremo dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le ICT, e si tiene ogni quattro anni. Durante la conferenza gli Stati membri determinano il ruolo futuro dell’ITU, ne fissano gli indirizzi strategici e definiscono la sua capacità di plasmare lo sviluppo e la governance globale delle ICT. La PP-26 è quindi il momento in cui si decide l’agenda dell’agenzia per il ciclo successivo.
Quali temi sono stati discussi durante la riunione araba? Il comunicato SPA indica che la riunione ha esaminato le questioni principali legate alla PP-26 e ha discusso le modalità per sostenere le candidature dei Paesi arabi alle varie posizioni elettive che saranno contese durante la conferenza. Gli obiettivi dichiarati sono unificare gli sforzi, allineare le prospettive e discutere decisioni e priorità comuni. Il testo non specifica quali posizioni siano in gioco né quali candidature siano state presentate.
Qual è il legame tra la riunione e gli eventi su spazio e sostenibilità? La riunione preparatoria araba si è tenuta accanto agli Global Space Connectivity and Sustainability Events a Riyadh, come indica SPA. La coincidenza mette nello stesso luogo e nello stesso periodo i temi della connettività spaziale, della sostenibilità e della governance delle telecomunicazioni. Il comunicato non spiega come i due appuntamenti si influenzino a vicenda, ma segnala esplicitamente lo svolgimento parallelo degli eventi nella capitale saudita.
Quali informazioni non sono state rese note dal comunicato? Il testo SPA non indica l’elenco delle posizioni elettive in discussione, i nomi dei candidati arabi, le posizioni già concordate e quelle ancora divergenti, il numero delle delegazioni partecipanti né l’esito concreto dei quattro giorni di lavori. Non specifica nemmeno se la riunione si sia chiusa con un documento o una dichiarazione comune. Questi elementi restano fuori dal perimetro delle informazioni pubblicate dall’agenzia.