Sunday, October 25, 2026
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Falco mongolo venduto per 1,4 milioni di riyal all’asta di Riyadh

Falco mongolo venduto per 1,4 milioni di riyal all’asta di Riyadh

Un falco mongolo è stato venduto per 1,4 milioni di riyal sauditi durante la quinta sessione d’asta dell’International Saudi Falcons and Hunting Exhibition, tenutasi ieri. La sessione ha registrato vendite complessive per 1.651.000 riyal su tre giovani falchi.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 10 ottobre 2026, la sessione si è aperta con lotti che hanno fruttato 151.000 riyal e 100.000 riyal, prima che l’ultimo esemplare passasse da un’offerta iniziale di 100.000 riyal fino a stabilire il prezzo più alto nella storia dell’asta dei falchi mongoli.

Per il secondo anno consecutivo, l’esposizione ha ospitato un padiglione dedicato ai falchi mongoli, molto ricercati dai falconieri della regione per le loro grandi dimensioni, l’ampia apertura alare, la resistenza e le distinte variazioni del piumaggio.

L’esposizione, allestita al Riyadh Exhibition and Convention Center di Malham, si conclude oggi dopo aver attirato una vasta partecipazione nazionale e internazionale.

Ma cosa rende un singolo falco capace di raggiungere una cifra simile in una sola sessione d’asta? E perché proprio il falco mongolo, tra le molte varietà presenti, continua a dominare le offerte dei falconieri del Golfo?

La quinta sessione ha messo all’asta tre giovani falchi, e il totale delle vendite ha superato il milione e seicentomila riyal. I primi due lotti hanno aperto le contrattazioni con cifre rispettivamente di 151.000 e 100.000 riyal. Poi è arrivato il terzo esemplare, quello che ha cambiato il registro della serata: l’offerta è partita da 100.000 riyal e ha continuato a salire fino a toccare quota 1,4 milioni. Un salto che ha trasformato una sessione già positiva in un evento da record.

Quante volte, in un’asta di questo tipo, un singolo esemplare riesce a spostare da solo il bilancio complessivo della giornata? In questo caso il falco da 1,4 milioni ha rappresentato da solo la stragrande maggioranza del totale venduto, più di otto volte il valore del lotto di apertura e quattordici volte quello del secondo lotto. È un dato che dice molto su come funziona il mercato dei falchi pregiati: non è un mercato di quantità, ma di esemplari singoli capaci di attirare offerte concentrate.

Il record è ancora più rilevante se si considera che si tratta del prezzo più alto mai registrato nella storia dell’asta dei falchi mongoli. Non un primato assoluto dell’esposizione, ma un primato specifico della categoria mongola, che da due anni ha un padiglione tutto suo all’interno della manifestazione di Malham.

Perché un padiglione dedicato? La risposta sta nelle caratteristiche che i falconieri della regione cercano da generazioni. Il falco mongolo è apprezzato per le grandi dimensioni, l’ampia apertura alare, la resistenza e le variazioni distintive del piumaggio. Sono tratti che, secondo SPA, lo rendono particolarmente ricercato dai falconieri regionali. Non si tratta quindi di una preferenza passeggera, ma di una tradizione venatoria e culturale che affonda le radici nel rapporto tra l’uomo e il rapace nelle terre del Golfo.

La falconeria, del resto, non è solo uno sport o un passatempo: è un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione, con regole, tecniche di addestramento e criteri di selezione che si sono affinati nei secoli. In questo contesto, il valore di un falco non si misura soltanto in riyal. Si misura nella capacità di volare a lungo, di resistere alle condizioni del deserto, di rispondere ai richiami del falconiere. E le caratteristiche fisiche del falco mongolo sembrano rispondere a queste esigenze meglio di altre.

Ma è davvero solo una questione di prestazioni? O il prezzo record racconta anche qualcosa sul prestigio che un esemplare eccezionale porta con sé? In molte aste di beni pregiati, il valore finale incorpora sempre una componente simbolica: possedere l’esemplare più costoso, o uno dei più costosi, diventa parte dell’identità del proprietario. Nel mondo della falconeria del Golfo questo meccanismo non è nuovo, e i numeri della quinta sessione sembrano confermarlo.

La sessione di ieri non è un episodio isolato. L’International Saudi Falcons and Hunting Exhibition è arrivata a questa edizione con un programma che, secondo SPA, ha attirato una partecipazione nazionale e internazionale diffusa. Il fatto che l’evento si concluda oggi, dopo giorni di attività al Riyadh Exhibition and Convention Center di Malham, indica una manifestazione articolata, non una singola serata d’asta. Le sessioni si susseguono, i lotti cambiano, ma il denominatore comune resta lo stesso: il falco come bene di alto valore, capace di attirare compratori da dentro e fuori il Regno.

Quante sessioni siano state programmate in totale, e quante altre abbiano già battuto cifre simili, non è specificato nel materiale diffuso da SPA. Quello che sappiamo è che la quinta sessione ha prodotto un totale di 1.651.000 riyal su tre giovani falchi, con un esemplare venduto a 1,4 milioni. Sono numeri precisi, riferiti a una singola giornata di contrattazioni.

Vale la pena soffermarsi sulla composizione del totale. Se si sommano i tre lotti, il falco da record pesa per circa l’85 per cento dell’intero incasso della sessione. Gli altri due esemplari, pur venduti a cifre non trascurabili, restano molto distanti. Questo squilibrio è tipico dei mercati in cui l’offerta di esemplari eccezionali è limitata e la domanda è concentrata su pochi soggetti. Non è un caso che l’asta sia dedicata a falchi giovani: sono gli esemplari su cui si costruisce il percorso di addestramento, e quindi il valore futuro.

Ma cosa spinge un compratore a investire una cifra così elevata in un animale giovane, il cui rendimento venatorio non è ancora dimostrato? La risposta, ancora una volta, sta nelle caratteristiche della specie e nella reputazione della linea di provenienza. Il falco mongolo, con la sua apertura alare e la sua resistenza, è considerato una base solida per l’addestramento. E in un mercato dove la qualità è rara, la rarità stessa diventa il fattore che determina il prezzo.

Il padiglione dedicato ai falchi mongoli, presente per il secondo anno consecutivo, è un segnale di come l’esposizione di Riyadh stia costruendo una relazione stabile con questa categoria. Non si tratta di una presenza occasionale, ma di uno spazio riconoscibile all’interno della manifestazione. Per i falconieri della regione, questo significa poter accedere a esemplari selezionati senza dover cercarli altrove. Per gli allevatori e i venditori, significa avere un canale diretto verso un pubblico disposto a spendere.

La domanda che resta aperta riguarda il dopo. Il prezzo record di ieri diventerà un riferimento per le prossime aste? Oppure resterà un picco isolato, legato a un esemplare eccezionale e a una competizione particolarmente accesa? Nel materiale di SPA non ci sono indicazioni sulle aspettative future né su eventuali trattative in corso. Quello che è certo è che il record è stato registrato, e che il falco mongolo ha ora un primato in più nella sua storia all’interno dell’esposizione saudita.

L’evento di Malham, con la sua conclusione prevista per oggi, chiude un’edizione che ha visto la partecipazione di pubblico e operatori da diversi Paesi. La presenza internazionale è un elemento ricorrente in questa manifestazione, che combina l’asta con l’esposizione di rapaci, attrezzature e pratiche legate alla falconeria. È un formato che negli anni ha consolidato la posizione di Riyadh come punto di incontro per questo settore.

Quanto incida l’asta sul totale delle attività dell’esposizione, e quante transazioni avvengano al di fuori delle sessioni ufficiali, non è reso noto. SPA riporta i dati della quinta sessione e il contesto generale della manifestazione, ma non fornisce un quadro completo di tutte le vendite. Questo lascia aperta la possibilità che altre cifre rilevanti siano state registrate in momenti diversi della giornata o in altre sessioni.

Resta il dato principale: un falco mongolo venduto per 1,4 milioni di riyal, il prezzo più alto nella storia dell’asta dedicata a questa categoria. Tre giovani falchi, un totale di 1.651.000 riyal, un’apertura a 151.000 e 100.000 riyal, e un’offerta finale partita da 100.000 riyal. Sono i numeri che definiscono la quinta sessione. Il resto, dalle motivazioni degli acquirenti alle prospettive del mercato, appartiene a chi ha partecipato e a chi continuerà a seguire questa tradizione.

La falconeria, in fondo, è anche questo: un dialogo tra l’uomo e un animale che non si lascia addomesticare facilmente, e che proprio per questo conserva un valore che il denaro può misurare solo in parte. Il record di ieri è la prova più recente di quanto quel valore, nella regione, resti alto.

Qual è stato il prezzo record raggiunto dal falco mongolo all’asta di Riyadh? Il falco mongolo è stato venduto per 1,4 milioni di riyal sauditi, il prezzo più alto nella storia dell’asta dedicata a questa categoria. L’offerta è partita da 100.000 riyal e ha continuato a salire fino alla cifra finale. La vendita è avvenuta durante la quinta sessione dell’International Saudi Falcons and Hunting Exhibition, come riportato dall’agenzia di stampa saudita SPA il 10 ottobre 2026.

Quanto ha incassato complessivamente la quinta sessione dell’asta? La quinta sessione ha registrato vendite complessive per 1.651.000 riyal su tre giovani falchi. I primi due lotti hanno fruttato 151.000 e 100.000 riyal, mentre il terzo esemplare ha raggiunto 1,4 milioni di riyal. Il falco da record ha quindi rappresentato la maggior parte dell’incasso totale della giornata, secondo i dati diffusi da SPA.

Perché i falchi mongoli sono così ricercati dai falconieri della regione? Secondo SPA, i falchi mongoli sono molto ricercati dai falconieri regionali per le loro grandi dimensioni, l’ampia apertura alare, la resistenza e le distinte variazioni del piumaggio. Queste caratteristiche li rendono adatti all’addestramento e alla pratica della falconeria. Per il secondo anno consecutivo l’esposizione ha ospitato un padiglione dedicato a questa categoria.

Dove e quando si è svolta l’esposizione che ha ospitato l’asta? L’International Saudi Falcons and Hunting Exhibition si è tenuta al Riyadh Exhibition and Convention Center di Malham. La quinta sessione d’asta si è svolta ieri, e l’esposizione si conclude oggi, secondo quanto riportato da SPA il 10 ottobre 2026. La manifestazione ha attirato una partecipazione nazionale e internazionale diffusa.

Quali informazioni non sono state rese note da SPA sull’asta? SPA non ha indicato il numero totale delle sessioni d’asta previste, né i dati delle altre sessioni oltre alla quinta. Non sono stati resi noti i nomi degli acquirenti, dei venditori o degli allevatori coinvolti, né il numero complessivo di visitatori dell’esposizione. Non sono state fornite nemmeno previsioni sul mercato dei falchi per le prossime edizioni.