Monday, October 26, 2026
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All’Onu l’Arabia Saudita condanna gli attacchi Houthi e rivendica l’autodifesa

All’Onu l’Arabia Saudita condanna gli attacchi Houthi e rivendica l’autodifesa

New York — Alla sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dedicata allo Yemen, l’Arabia Saudita ha condannato gli attacchi della milizia Houthi contro il proprio territorio, che hanno colpito civili, obiettivi civili e strutture vitali, e ha affermato il proprio diritto inerente a difendere territorio, beni e sovranità, nonché la sicurezza dei cittadini e dei residenti, adottando tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e dissuadere gli attacchi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, il rappresentante permanente dell’Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, l’ambasciatore dott. Abdulaziz bin Mohammed Alwasil, ha pronunciato la dichiarazione del Regno durante la sessione del Consiglio dedicata allo Yemen.

Alwasil ha affermato che la continua escalation della milizia, compresi gli attacchi contro i civili e le minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab, costituisce una minaccia che va oltre lo Yemen e la regione, arrivando a toccare la pace e la sicurezza internazionali, il commercio globale e le catene di approvvigionamento.

Il rappresentante saudita ha ringraziato la presidenza e i membri del Consiglio per l’attenzione rivolta alla regione e allo Yemen, e ha ringraziato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, il sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore dei soccorsi d’emergenza, Mohamed Yahya, e l’amministratrice delegata di Save the Children International, Inger Ashing, per le loro informative.

«Questa sessione del Consiglio di Sicurezza si svolge in circostanze delicate e in presenza di sviluppi significativi che richiedono di affrontare i rischi e le minacce connessi con la massima responsabilità», ha dichiarato Alwasil.

Ha aggiunto che la situazione in rapida evoluzione nello Yemen e la continua escalation della milizia terroristica Houthi pongono sfide crescenti alla sicurezza regionale e internazionale, in particolare mentre persistono gli attacchi contro i civili e le minacce alla navigazione marittima, al commercio e alle catene di approvvigionamento globali.

Ha affermato che la milizia persiste in azioni ostili e terroristiche contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione. Il testo diffuso da SPA risulta troncato in questo punto, e il resto della dichiarazione non è disponibile nella fonte.

La sessione del Consiglio di Sicurezza si è tenuta venerdì, con al centro il dossier yemenita. La dichiarazione saudita arriva in un momento in cui il Consiglio ascolta le informative dell’inviato Onu e delle agenzie umanitarie, e in cui il rappresentante saudita ha scelto di collegare esplicitamente gli attacchi Houthi a conseguenze che superano i confini dello Yemen.

Il riferimento alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab è centrale nell’intervento: secondo Alwasil, le minacce alla navigazione non riguardano soltanto la regione, ma si estendono al commercio globale e alle catene di approvvigionamento. È un passaggio che collega la sicurezza dello Yemen a quella delle rotte commerciali internazionali.

Alwasil ha parlato di «circostanze delicate» e di «sviluppi significativi», sottolineando la necessità di affrontare rischi e minacce «con la massima responsabilità». Nella dichiarazione, il rappresentante saudita ha ribadito il diritto inerente del Regno a difendere territorio, beni e sovranità, e la sicurezza dei cittadini e dei residenti.

Il testo indica che l’Arabia Saudita si riserva di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e dissuadere gli attacchi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. È la formula con cui il Regno inquadra la propria posizione nel quadro del diritto internazionale, davanti al principale organo delle Nazioni Unite competente per il mantenimento della pace e della sicurezza.

La dichiarazione ha incluso ringraziamenti istituzionali alla presidenza e ai membri del Consiglio, oltre che ai relatori della sessione. Alwasil ha ringraziato Hans Grundberg, inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen; Mohamed Yahya, sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore dei soccorsi d’emergenza; e Inger Ashing, amministratrice delegata di Save the Children International.

Il riferimento alle informative di Grundberg, Yahya e Ashing colloca la sessione nel quadro del lavoro delle Nazioni Unite sullo Yemen, che combina mediazione politica e assistenza umanitaria. La dichiarazione saudita non entra nel dettaglio dei contenuti delle informative, ma ringrazia i relatori per il loro contributo.

Secondo quanto riportato da SPA, Alwasil ha descritto la milizia Houthi come responsabile di azioni ostili e terroristiche contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione. Il testo troncato non permette di conoscere l’elenco completo degli episodi citati nella dichiarazione.

La condanna saudita riguarda attacchi che, secondo la dichiarazione, hanno preso di mira civili, obiettivi civili e strutture vitali. Il rappresentante saudita ha collegato questi attacchi alla sicurezza dei cittadini e dei residenti, oltre che alla sovranità del Regno.

La sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata allo Yemen si è svolta mentre la situazione sul terreno viene descritta come in rapida evoluzione. Nella dichiarazione, l’Arabia Saudita ha parlato di sfide crescenti alla sicurezza regionale e internazionale, legando la persistenza degli attacchi contro i civili alle minacce alla navigazione marittima, al commercio e alle catene di approvvigionamento globali.

Il passaggio sulle catene di approvvigionamento amplia il perimetro della dichiarazione: non solo sicurezza regionale, ma anche commercio internazionale. È un elemento che il rappresentante saudita ha posto accanto alle minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab.

Alwasil ha aperto il suo intervento con un riferimento al contesto: «Questa sessione del Consiglio di Sicurezza si svolge in circostanze delicate e in presenza di sviluppi significativi che richiedono di affrontare i rischi e le minacce connessi con la massima responsabilità». La frase introduce il tono della dichiarazione, che unisce condanna degli attacchi e richiamo alla responsabilità.

Il rappresentante saudita ha poi collegato la situazione yemenita alle sfide per la sicurezza regionale e internazionale, citando la persistenza degli attacchi contro i civili e le minacce alla navigazione, al commercio e alle catene di approvvigionamento globali.

La dichiarazione saudita si inserisce nella sessione del Consiglio di Sicurezza che ha visto la partecipazione dei relatori delle Nazioni Unite e di Save the Children International. Il testo diffuso non riporta il numero di membri intervenuti né il esito della sessione.

Secondo la fonte, l’Arabia Saudita ha ribadito il proprio diritto a difendere territorio, beni e sovranità e la sicurezza dei cittadini e dei residenti, e a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e dissuadere gli attacchi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Il riferimento alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale accompagna la rivendicazione del diritto all’autodifesa. Nella dichiarazione, il Regno ha anche condannato gli attacchi della milizia Houthi contro il proprio territorio, definendoli attacchi contro civili, obiettivi civili e strutture vitali.

La sessione si è tenuta a New York, sede delle Nazioni Unite, e ha avuto come tema lo Yemen. Il rappresentante permanente saudita, l’ambasciatore dott. Abdulaziz bin Mohammed Alwasil, ha pronunciato la dichiarazione del Regno.

Il testo troncato non consente di conoscere la parte finale dell’intervento di Alwasil, nella quale, secondo la struttura della dichiarazione, sarebbero potuti seguire ulteriori riferimenti alle azioni della milizia contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione.

La dichiarazione saudita ha incluso anche un ringraziamento alla presidenza e ai membri del Consiglio per l’attenzione alla regione e allo Yemen. È un passaggio formale che apre e chiude il quadro istituzionale dell’intervento.

Il collegamento tra attacchi Houthi, navigazione nel Mar Rosso e Bab al-Mandab e catene di approvvigionamento globali è il punto in cui la dichiarazione saudita estende la portata della minaccia oltre lo Yemen e la regione. Secondo Alwasil, questa minaccia raggiunge la pace e la sicurezza internazionali, il commercio globale e le catene di approvvigionamento.

La fonte non riporta il numero esatto degli attacchi citati, né i luoghi o le date degli episodi menzionati nella dichiarazione. Non indica nemmeno le misure specifiche che l’Arabia Saudita intenderebbe adottare, limitandosi a richiamare il diritto a prendere tutte le misure necessarie in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Il testo non riporta reazioni dei membri del Consiglio di Sicurezza, né dichiarazioni di Grundberg, Yahya o Ashing. Non indica inoltre se il Consiglio abbia adottato un documento o una decisione al termine della sessione.

La dichiarazione saudita arriva in un contesto in cui, secondo la fonte, la situazione in Yemen è in rapida evoluzione e l’escalation della milizia Houthi continua. Il rappresentante saudita ha descritto questa escalation come fonte di sfide crescenti per la sicurezza regionale e internazionale.

Il riferimento alle strutture vitali colpite dagli attacchi completa il quadro delle accuse saudite, che riguardano civili, obiettivi civili e strutture vitali. La dichiarazione non specifica quali strutture siano state colpite né quando.

La sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata allo Yemen ha visto l’intervento del rappresentante saudita accanto alle informative dei relatori delle Nazioni Unite e di Save the Children International. Il testo diffuso da SPA si interrompe nella parte in cui Alwasil elencava le azioni della milizia contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione.

L’Arabia Saudita ha ribadito davanti al Consiglio il proprio diritto inerente a difendere territorio, beni e sovranità e la sicurezza dei cittadini e dei residenti. Ha inoltre affermato il diritto a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e dissuadere gli attacchi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

La dichiarazione ha condannato gli attacchi della milizia Houthi contro il territorio saudita, definendoli attacchi a civili, obiettivi civili e strutture vitali. Ha inoltre collegato l’escalation della milizia alle minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab.

Secondo Alwasil, queste minacce raggiungono la pace e la sicurezza internazionali, il commercio globale e le catene di approvvigionamento. È il passaggio in cui la dichiarazione saudita collega la sicurezza dello Yemen a quella delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti globali.

Il rappresentante saudita ha ringraziato la presidenza e i membri del Consiglio per l’attenzione alla regione e allo Yemen, e ha ringraziato Grundberg, Yahya e Ashing per le loro informative. La sessione si è tenuta venerdì a New York.

La fonte non riporta il contenuto completo della dichiarazione, che risulta troncata nella parte relativa alle azioni della milizia contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione. Non indica inoltre se vi siano stati altri interventi o decisioni del Consiglio.

Cosa ha dichiarato l’Arabia Saudita al Consiglio di Sicurezza? Il rappresentante permanente saudita presso le Nazioni Unite, l’ambasciatore dott. Abdulaziz bin Mohammed Alwasil, ha condannato gli attacchi della milizia Houthi contro il territorio del Regno, che hanno colpito civili, obiettivi civili e strutture vitali. Ha affermato il diritto inerente dell’Arabia Saudita a difendere territorio, beni e sovranità e la sicurezza dei cittadini e dei residenti, e a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e dissuadere gli attacchi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Quali minacce ha collegato Alwasil agli attacchi Houthi? Secondo la dichiarazione riportata da SPA, Alwasil ha affermato che la continua escalation della milizia, compresi gli attacchi contro i civili e le minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab, costituisce una minaccia che va oltre lo Yemen e la regione, raggiungendo la pace e la sicurezza internazionali, il commercio globale e le catene di approvvigionamento. Il rappresentante saudita ha parlato di sfide crescenti alla sicurezza regionale e internazionale.

Chi ha ringraziato il rappresentante saudita nel suo intervento? Alwasil ha ringraziato la presidenza e i membri del Consiglio di Sicurezza per l’attenzione alla regione e allo Yemen. Ha inoltre ringraziato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, il sottosegretario generale per gli Affari umanitari e vice coordinatore dei soccorsi d’emergenza, Mohamed Yahya, e l’amministratrice delegata di Save the Children International, Inger Ashing, per le loro informative durante la sessione dedicata allo Yemen.

In quale contesto si è svolta la sessione del Consiglio di Sicurezza? Secondo la dichiarazione di Alwasil, la sessione si è svolta in circostanze delicate e in presenza di sviluppi significativi che richiedono di affrontare rischi e minacce con la massima responsabilità. Il rappresentante saudita ha descritto la situazione in Yemen come in rapida evoluzione, con la continua escalation della milizia Houthi e la persistenza di attacchi contro i civili e minacce alla navigazione, al commercio e alle catene di approvvigionamento globali.

Quali informazioni non sono contenute nella fonte? Il testo diffuso da SPA risulta troncato nella parte in cui Alwasil elencava le azioni della milizia contro il popolo yemenita, i Paesi vicini e la regione. La fonte non riporta il numero, i luoghi o le date degli attacchi citati, né le misure specifiche che l’Arabia Saudita intenderebbe adottare. Non indica inoltre reazioni dei membri del Consiglio, dichiarazioni di Grundberg, Yahya o Ashing, né eventuali decisioni adottate al termine della sessione.