Il portavoce ufficiale della Coalizione per il ripristino della legittimità in Yemen, il maggior generale Turki Al-Malki, ha dichiarato che il Comando delle Forze Congiunte continua a fornire pieno supporto operativo alle Forze Armate yemenite, ribadendo la propria posizione a fianco del governo yemenita legittimo e del popolo yemenita fratello per porre fine al colpo di Stato e ripristinare lo Stato e le sue istituzioni nazionali, così da costruire il futuro dello Yemen.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 4 ottobre 2026 da Riyadh, la dichiarazione del maggior generale Al-Malki ricostruisce il quadro degli attacchi attribuiti alla milizia Houthi e le ragioni che, secondo il Comando delle Forze Congiunte, rendono necessaria la continuazione delle operazioni di sostegno.
Al centro della dichiarazione vi sono gli attacchi terroristici continui e gli assalti ripetuti che la milizia Houthi, definita terroristica nel testo, commette contro il popolo yemenita fratello. Il portavoce elenca l’assedio interno, lo sfollamento forzato dei cittadini dalle loro città e villaggi, la fame, il saccheggio e il razionamento delle risorse per sfruttarle nel cosiddetto «sforzo bellico», insieme agli abusi contro gli anziani e i membri delle tribù, alla lacerazione del tessuto sociale di tutte le componenti della società yemenita, al terrore esercitato sulle donne e al reclutamento di bambini soldato al servizio del loro progetto criminale. Secondo Al-Malki si tratta di violazioni flagranti che hanno portato sciagure e lunghi anni di sofferenza al popolo yemenita.
Quale lettura dà la Coalizione del costo umano di questa guerra per le comunità yemenite? Il portavoce insiste sul fatto che l’assedio interno e lo sfollamento forzato non sono effetti collaterali, ma strumenti di pressione sulla popolazione. La fame e il razionamento delle risorse vengono presentati come parte di un disegno che priva le famiglie dei mezzi di sussistenza e alimenta il conflitto. A ciò si aggiungono, nel testo, gli abusi contro gli anziani e i membri delle tribù e la lacerazione del tessuto sociale, elementi che il Comando delle Forze Congiunte considera un attacco alla coesione di tutte le componenti della società yemenita.
La dichiarazione si estende poi agli attacchi della milizia Houthi contro il Regno. Al-Malki cita i tentativi di colpire la Capitale Santa, Makkah Al-Mukarramah, e la Città del Profeta, Al-Madinah Al-Munawwarah, oltre al targeting deliberato e sistematico di civili e obiettivi civili in diverse città del Regno: Riyadh, Abha, Khamis Mushait, Jazan, Najran, Al-Taif e Yanbu. Il portavoce menziona anche i tentativi di colpire le navi del Regno nel sud del Mar Rosso e nello Stretto di Bab Al-Mandab.
Perché questi attacchi, secondo la Coalizione, riguardano la sicurezza regionale e internazionale? Il testo collega esplicitamente le azioni della milizia contro il Regno alla necessità di continuare misure vitali e necessarie per deterrenza, allo scopo di proteggere la sicurezza regionale e internazionale. Le rotte del Mar Rosso e dello Stretto di Bab Al-Mandab non sono presentate come un teatro locale, ma come un passaggio la cui stabilità ricade su attori ben oltre i confini yemeniti.
Il maggior generale Al-Malki afferma quindi che il Regno ha un diritto intrinseco a difendere la propria sovranità, proteggere la propria sicurezza e adottare tutte le misure operative per dissuadere questa milizia e fermare le sue gravi violazioni, in virtù della propria responsabilità nazionale. La formulazione colloca la difesa della sovranità saudita dentro il quadro più ampio del sostegno al governo yemenita legittimo e alle Forze Armate yemenite.
Il Comando delle Forze Congiunte ribadisce così la propria posizione a fianco del governo yemenita legittimo e del popolo yemenita fratello, con l’obiettivo dichiarato di porre fine al colpo di Stato e restituire allo Stato e alle sue istituzioni nazionali il ruolo di costruire il futuro dello Yemen. Il sostegno operativo viene descritto come pieno e continuativo su tutti i percorsi indicati nella dichiarazione.
Che cosa significa, in concreto, «pieno supporto operativo» secondo il portavoce? Il testo non scende nei dettagli delle singole operazioni, ma lega il sostegno alle Forze Armate yemenite alla finalità politica di ripristinare le istituzioni nazionali. La dichiarazione insiste sul nesso tra azione militare e ricostruzione dello Stato, presentando la fine del colpo di Stato come condizione per il futuro del Paese.
La dichiarazione arriva in un momento in cui il quadro yemenita resta segnato, secondo la Coalizione, da violazioni ripetute contro la popolazione. Il portavoce elenca una sequenza di atti che vanno dall’assedio interno allo sfollamento, dalla fame al saccheggio delle risorse, dagli abusi sulle tribù al reclutamento dei bambini. È una descrizione che mira a documentare, nella lettura della Coalizione, la natura sistemica delle azioni attribuite alla milizia Houthi.
Quale peso ha il riferimento alle donne e ai bambini nel testo? Il portavoce parla di terrore esercitato sulle donne e di reclutamento di bambini soldato al servizio del progetto criminale della milizia. Sono due elementi che la Coalizione presenta come violazioni gravi e che, nella sua ricostruzione, contribuiscono alla lacerazione del tessuto sociale yemenita su tutte le componenti della società.
La dichiarazione tocca anche il rapporto tra la milizia e le strutture tribali. Gli abusi contro gli anziani e i membri delle tribù vengono citati accanto alla lacerazione del tessuto sociale, in una sequenza che suggerisce come la Coalizione consideri il mondo tribale uno dei bersagli della pressione esercitata dalla milizia. Il testo non fornisce episodi specifici, ma colloca questi abusi nel quadro delle violazioni flagranti che hanno portato sofferenza al popolo yemenita.
Perché la Coalizione parla di «misure vitali e necessarie»? Il portavoce collega questa formula agli attacchi contro il Regno e alle minacce alle navi nel sud del Mar Rosso e nello Stretto di Bab Al-Mandab. La necessità di deterrenza viene giustificata con la protezione della sicurezza regionale e internazionale, oltre che con il diritto del Regno a difendere la propria sovranità e la propria sicurezza.
Il testo della dichiarazione si chiude, nella parte disponibile, sul richiamo alla responsabilità nazionale del Regno e sulla continuazione delle misure operative contro la milizia. Non vengono indicati tempi, luoghi specifici di operazioni future né dettagli sulle modalità del sostegno alle Forze Armate yemenite. La dichiarazione resta una presa di posizione del portavoce della Coalizione, diffusa tramite SPA il 4 ottobre 2026 da Riyadh.
Quale immagine dello Yemen emerge dalla dichiarazione? Il portavoce descrive un Paese sottoposto a un assedio interno, a sfollamenti forzati, a fame e saccheggio delle risorse, con un tessuto sociale lacerato e categorie vulnerabili — anziani, donne, bambini — esposte ad abusi. È un ritratto che serve a motivare la posizione della Coalizione a fianco del governo legittimo e delle Forze Armate yemenite, presentati come i soggetti chiamati a ripristinare lo Stato e le sue istituzioni.
La dichiarazione non contiene cifre su vittime, sfollati o operazioni, né riferimenti a date di attacchi specifici oltre al giorno della diffusione. Non indica quali misure operative siano state adottate o siano in programma, e non fornisce dettagli sugli attacchi menzionati contro città saudite o navi. Su questi punti il testo diffuso da SPA resta generico, limitandosi all’elenco delle località e delle categorie coinvolte.
Che cosa resta fuori dalla dichiarazione? Non vengono citati attori internazionali, iniziative diplomatiche in corso né accordi umanitari. Il portavoce non menziona numeri di vittime, né dati sui bambini reclutati, né stime sui danni alle città elencate. La parte disponibile del testo si interrompe sul richiamo alla responsabilità nazionale del Regno, senza aggiungere ulteriori elementi sulle modalità del sostegno operativo o sui prossimi passi della Coalizione.
Chi ha diffuso la dichiarazione della Coalizione? La dichiarazione è stata diffusa dall’agenzia di stampa saudita SPA il 4 ottobre 2026 da Riyadh. Il testo è attribuito al portavoce ufficiale della Coalizione per il ripristino della legittimità in Yemen, il maggior generale Turki Al-Malki. Nel comunicato il portavoce parla a nome del Comando delle Forze Congiunte e ribadisce il pieno supporto operativo alle Forze Armate yemenite e la posizione a fianco del governo yemenita legittimo.
Quali violazioni vengono attribuite alla milizia Houthi? Il portavoce elenca l’assedio interno, lo sfollamento forzato dei cittadini da città e villaggi, la fame, il saccheggio e il razionamento delle risorse per il cosiddetto sforzo bellico. Cita inoltre gli abusi contro anziani e membri delle tribù, la lacerazione del tessuto sociale, il terrore esercitato sulle donne e il reclutamento di bambini soldato. Secondo Al-Malki si tratta di violazioni flagranti che hanno portato sciagure e lunghi anni di sofferenza al popolo yemenita.
Quali città del Regno vengono menzionate nel testo? La dichiarazione cita i tentativi di colpire Makkah Al-Mukarramah e Al-Madinah Al-Munawwarah. Indica poi il targeting deliberato e sistematico di civili e obiettivi civili in diverse città: Riyadh, Abha, Khamis Mushait, Jazan, Najran, Al-Taif e Yanbu. Il portavoce menziona anche i tentativi di colpire le navi del Regno nel sud del Mar Rosso e nello Stretto di Bab Al-Mandab, collegando queste azioni alla necessità di proteggere la sicurezza regionale e internazionale.
Su quale diritto si fonda la posizione del Regno? Secondo il portavoce, il Regno ha un diritto intrinseco a difendere la propria sovranità, proteggere la propria sicurezza e adottare tutte le misure operative per dissuadere la milizia e fermare le sue gravi violazioni. La dichiarazione collega questo diritto alla responsabilità nazionale del Regno e alla necessità di misure vitali per proteggere la sicurezza regionale e internazionale, citando anche gli attacchi contro le navi nel sud del Mar Rosso e nello Stretto di Bab Al-Mandab.
Qual è l’obiettivo dichiarato del sostegno alle Forze Armate yemenite? Il Comando delle Forze Congiunte afferma di fornire pieno supporto operativo alle Forze Armate yemenite per porre fine al colpo di Stato e ripristinare lo Stato e le sue istituzioni nazionali, così da costruire il futuro dello Yemen. La dichiarazione ribadisce la posizione a fianco del governo yemenita legittimo e del popolo yemenita fratello. Il testo non specifica tempi, modalità delle singole operazioni né dettagli sul sostegno fornito.
Quali informazioni non sono contenute nella dichiarazione? Il testo diffuso da SPA non riporta cifre su vittime, sfollati o bambini reclutati, né dati sui danni alle città elencate. Non indica quali misure operative siano state adottate o siano in programma e non fornisce dettagli sugli attacchi menzionati contro città saudite o navi. Non vengono citati attori internazionali, iniziative diplomatiche o accordi umanitari. La parte disponibile si interrompe sul richiamo alla responsabilità nazionale del Regno.