Monday, October 26, 2026
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La RSNF vara la HMS NEOM nella seconda fase del progetto Sarawat

La RSNF vara la HMS NEOM nella seconda fase del progetto Sarawat

La Royal Saudi Naval Forces (RSNF) ha varato la His Majesty’s Ship NEOM (HMS NEOM), seconda nave della seconda fase del progetto Sarawat, presso il cantiere Navantia di San Fernando, in Spagna, dopo il completamento della costruzione e dell’assemblaggio dello scafo.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 26 ottobre 2026, l’allestimento, l’installazione e l’integrazione dei sistemi della nave saranno completati in Arabia Saudita, seguiti dalle prove di accettazione su suolo e in acque saudite, a sostegno del trasferimento tecnologico e della localizzazione della costruzione navale militare.

Alla cerimonia di varo hanno preso parte il capo di stato maggiore della RSNF, il vice ammiraglio Mohammed bin Abdulrahman Alghuraiby, l’ambasciatore saudita in Spagna, la principessa Haifa bint Abdulaziz bin Ayyaf Al Muqrin, il presidente di Navantia Ricardo Domínguez, il direttore operativo della società Gonzalo Mateo-Guerrero, il direttore del cantiere di San Fernando Alberto Cervantes Sánchez e alti ufficiali navali dei due Paesi.

Il varo di una seconda unità della stessa fase di un programma navale non è un semplice atto tecnico: segna il passaggio dalla costruzione dello scafo all’integrazione dei sistemi, la fase in cui una nave diventa realmente operativa. E non è forse proprio questa transizione, più della cerimonia in sé, il vero indicatore di quanto un programma industriale stia avanzando?

Intervenendo alla cerimonia, il vice ammiraglio Alghuraiby ha espresso apprezzamento per il sostegno costante fornito alle forze armate, e in particolare alla RSNF, dal Custode delle Due Sacre Moschee, re Salman bin Abdulaziz Al Saud, da Sua Altezza Reale il principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, principe ereditario e primo ministro, e dal ministro della Difesa, il principe Khalid bin Salman bin Abdulaziz. Ha affermato che questo sostegno ha contribuito a sviluppare le capacità di difesa e a rafforzare la prontezza e l’efficacia operativa.

Ha elogiato il partenariato saudita-spagnolo e il suo ruolo nello sviluppo delle capacità navali, nonché l’impegno degli ingegneri e dei tecnici del progetto nel raggiungimento di questo traguardo. Ha sottolineato che il progetto Sarawat rafforza la prontezza navale e sviluppa competenze nazionali attraverso un pacchetto completo di supporto logistico e di qualificazione e addestramento degli equipaggi, fornendo al personale le conoscenze e l’esperienza necessarie per operare e mantenere le navi.

Il contratto per la seconda fase del progetto Sarawat comprende un pacchetto logistico completo, secondo quanto riportato. È qui che si misura la differenza tra acquistare una nave e costruire una capacità: senza la logistica, senza la formazione degli equipaggi, senza la manutenzione, una nave resta un bene inattivo. E quanto vale, allora, un’unità navale se il sistema che la sostiene non cresce con essa?

La scelta di completare allestimento, installazione e integrazione dei sistemi in Arabia Saudita non è neutra. Sposta il baricentro del lavoro dal cantiere straniero al territorio nazionale e collega il programma alla localizzazione della costruzione navale militare. Il varo a San Fernando, dunque, non chiude una fase: ne apre una che si giocherà in Arabia Saudita, tra cantieri, officine e centri di integrazione.

Le prove di accettazione su suolo e in acque saudite rappresentano il momento in cui la nave viene verificata nelle condizioni in cui dovrà operare. Non è un dettaglio procedurale: è il passaggio in cui le prestazioni dichiarate incontrano l’ambiente reale. E non è forse nelle acque nazionali, più che nel cantiere straniero, che una marina verifica davvero ciò che ha ricevuto?

Il progetto Sarawat, nella sua seconda fase, viene presentato come uno strumento che unisce prontezza operativa e sviluppo di competenze nazionali. Le due cose, nel testo diffuso, procedono insieme: da un lato le navi, dall’altro la qualificazione degli equipaggi. È una combinazione che richiede tempo e continuità, perché la formazione del personale non si misura in mesi di cantiere ma in cicli di addestramento e di servizio.

La presenza, alla cerimonia, di figure istituzionali e industriali dei due Paesi indica il carattere bilaterale del programma. Da parte saudita il capo di stato maggiore della RSNF e l’ambasciatore in Spagna; da parte spagnola il presidente di Navantia, il direttore operativo e il direttore del cantiere di San Fernando, oltre ad alti ufficiali navali di entrambi i Paesi. Un varo, in questi programmi, è anche un momento di verifica politica e industriale della partnership.

Resta il fatto centrale: la HMS NEOM è la seconda nave della seconda fase del progetto Sarawat, e il suo scafo è completo. Da qui in avanti il lavoro si sposta sull’allestimento e sull’integrazione dei sistemi, poi sulle prove di accettazione. Chi segue i programmi navali sa che è in questa sequenza che si accumulano i ritardi o si confermano i tempi. E quali sono, allora, gli elementi che permetteranno di capire se la tabella di marcia verrà rispettata?

Il sostegno istituzionale citato dal vice ammiraglio Alghuraiby collega il programma a una catena di comando che va dal Custode delle Due Sacre Moschee al principe ereditario e primo ministro, fino al ministro della Difesa. È una cornice che, nel testo diffuso, viene indicata come la ragione dello sviluppo delle capacità di difesa e del rafforzamento della prontezza e dell’efficacia operativa. Il progetto Sarawat viene quindi presentato non come un acquisto isolato, ma come parte di un percorso più ampio.

Il tema del trasferimento tecnologico e della localizzazione è dichiarato esplicitamente: l’allestimento, l’installazione e l’integrazione dei sistemi saranno completati in Arabia Saudita. Questo significa che una parte rilevante del valore del programma si realizzerà sul territorio nazionale, con effetti su competenze, occupazione tecnica e capacità industriale. Ma il trasferimento tecnologico non è automatico: richiede assorbimento, ripetizione e responsabilità dirette. E come si misura, concretamente, un trasferimento tecnologico riuscito?

La qualificazione degli equipaggi è l’altro pilastro indicato. Il pacchetto comprende supporto logistico e addestramento, con l’obiettivo di dotare il personale delle conoscenze e dell’esperienza necessarie per operare e mantenere le navi. È un punto che riguarda la sostenibilità nel tempo: una nave può essere moderna al varo e diventare inutilizzabile in pochi anni se non esiste un sistema di manutenzione e di formazione che la accompagni.

Il varo della HMS NEOM, seconda unità della seconda fase, suggerisce che il programma proceda secondo una sequenza di costruzione già avviata. La presenza di una prima nave della stessa fase, implicita nella numerazione, indica una produzione in serie e non un esemplare unico. È un elemento che, nei programmi navali, pesa sulla standardizzazione, sull’addestramento e sulla logistica.

Il testo diffuso non indica i tempi previsti per il completamento dell’allestimento in Arabia Saudita, né la data delle prove di accettazione, né il numero complessivo di navi previste dal progetto Sarawat nella sua seconda fase. Non indica nemmeno i dettagli tecnici dell’unità, le sue dimensioni o le sue capacità operative. Sono informazioni che, in questo tipo di comunicazioni, vengono spesso tenute separate dall’annuncio del varo.

Quello che il comunicato rende esplicito è invece la sequenza: scafo completato a San Fernando, allestimento e integrazione in Arabia Saudita, prove di accettazione su suolo e in acque saudite. È una catena che sposta progressivamente il programma verso il Paese destinatario. E non è forse questa progressione, più del singolo varo, l’elemento da osservare per capire dove sta andando il progetto?

La cerimonia si è svolta a San Fernando, in Spagna, il 26 ottobre 2026. La località non è casuale: è la sede del cantiere Navantia coinvolto nella costruzione. La scelta di tenere il varo in Spagna e di trasferire poi le fasi successive in Arabia Saudita riflette la struttura del programma, che combina costruzione estera e integrazione nazionale.

Il vice ammiraglio Alghuraiby ha parlato di un traguardo raggiunto dagli ingegneri e dai tecnici del progetto. È una formulazione che mette al centro le persone e non solo le navi. Nei programmi industriali complessi, la capacità di trattenere e sviluppare competenze è spesso il vincolo principale, più della disponibilità di componenti o di fondi.

Il progetto Sarawat viene descritto come un fattore che rafforza la prontezza navale e sviluppa competenze nazionali. Le due dimensioni sono collegate: la prontezza dipende dalle navi, ma anche dagli equipaggi che le impiegano e dal sistema che le mantiene. Il pacchetto logistico e di addestramento citato nel contratto della seconda fase serve esattamente a tenere insieme questi elementi.

Per chi segue la materia, la domanda operativa è semplice: quando la HMS NEOM entrerà in servizio effettivo? Il comunicato non lo dice. Indica però che le prove di accettazione si svolgeranno su suolo e in acque saudite, il che colloca la fase finale del percorso in un contesto nazionale. È lì che si saprà se il programma ha mantenuto ciò che promette.

Il testo non fornisce importi, né tempi di consegna, né il numero di unità previste nella seconda fase. Non indica nemmeno quali sistemi specifici saranno integrati in Arabia Saudita. Queste informazioni non compaiono nel materiale diffuso e non vengono qui aggiunte. Quello che resta è la sequenza annunciata e il suo significato industriale e militare.

Il varo della HMS NEOM segna dunque un punto preciso: la seconda nave della seconda fase del progetto Sarawat esiste come scafo completo e passa alla fase di allestimento. Da San Fernando il programma si sposta verso l’Arabia Saudita, dove dovranno essere completati i sistemi e condotte le prove. È un passaggio che riguarda insieme la marina, l’industria e la formazione del personale.

Quale nave ha varato la Royal Saudi Naval Forces e dove? La RSNF ha varato la His Majesty’s Ship NEOM (HMS NEOM), seconda nave della seconda fase del progetto Sarawat, presso il cantiere Navantia di San Fernando, in Spagna. Il varo è avvenuto dopo il completamento della costruzione e dell’assemblaggio dello scafo, come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 26 ottobre 2026. Il comunicato non indica le dimensioni dell’unità né le sue caratteristiche tecniche.

Dove saranno completati l’allestimento e l’integrazione dei sistemi della nave? Secondo quanto riportato, l’allestimento, l’installazione e l’integrazione dei sistemi della HMS NEOM saranno completati in Arabia Saudita. A seguire sono previste prove di accettazione su suolo e in acque saudite. Questa sequenza sostiene il trasferimento tecnologico e la localizzazione della costruzione navale militare. Il testo diffuso non indica i tempi previsti per queste fasi né la data delle prove di accettazione.

Chi ha partecipato alla cerimonia di varo a San Fernando? Alla cerimonia hanno preso parte il capo di stato maggiore della RSNF, il vice ammiraglio Mohammed bin Abdulrahman Alghuraiby, l’ambasciatore saudita in Spagna, la principessa Haifa bint Abdulaziz bin Ayyaf Al Muqrin, il presidente di Navantia Ricardo Domínguez, il direttore operativo Gonzalo Mateo-Guerrero, il direttore del cantiere di San Fernando Alberto Cervantes Sánchez e alti ufficiali navali dei due Paesi.

Cosa ha detto il vice ammiraglio Alghuraiby durante la cerimonia? Il vice ammiraglio Alghuraiby ha espresso apprezzamento per il sostegno fornito alle forze armate, e in particolare alla RSNF, dal Custode delle Due Sacre Moschee re Salman bin Abdulaziz Al Saud, dal principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud e dal ministro della Difesa principe Khalid bin Salman bin Abdulaziz. Ha elogiato il partenariato saudita-spagnolo e l’impegno di ingegneri e tecnici del progetto.

Cosa comprende il contratto della seconda fase del progetto Sarawat? Il contratto per la seconda fase del progetto Sarawat comprende, secondo quanto riportato, un pacchetto logistico completo, insieme alla qualificazione e all’addestramento degli equipaggi. L’obiettivo indicato è dotare il personale delle conoscenze e dell’esperienza necessarie per operare e mantenere le navi. Il comunicato non specifica il numero complessivo di unità previste nella seconda fase né gli importi del contratto.

Quali informazioni sul progetto non sono state rese note? Il testo diffuso non indica i tempi previsti per il completamento dell’allestimento in Arabia Saudita, la data delle prove di accettazione, il numero complessivo di navi della seconda fase del progetto Sarawat, gli importi del contratto e i dettagli tecnici dell’unità. Queste informazioni non compaiono nel materiale pubblicato e non vengono aggiunte nel presente articolo.