Friday, October 16, 2026
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SDAIA visita i centri AI della Grande Moschea e della sicurezza stradale

SDAIA visita i centri AI della Grande Moschea e della sicurezza stradale

Il presidente della Saudi Data and Artificial Intelligence Authority (SDAIA), il dott. Abdullah Al-Ghamdi, ha visitato martedì il Centro Operativo della Grande Moschea, dove ha incontrato il direttore della Pubblica Sicurezza e presidente del Comitato per la Sicurezza del Hajj, il tenente generale Mohammed Al-Bassami, insieme a diversi funzionari della sicurezza e ai programmatori sauditi della SDAIA che lavorano nel centro.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 26 marzo 2025, durante la visita il presidente della SDAIA ha esaminato le operazioni della piattaforma «Baseer», sviluppata dalla SDAIA in collaborazione con il Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza.

La piattaforma utilizza la computer vision e l’intelligenza artificiale per monitorare e analizzare il movimento dei visitatori della Grande Moschea, garantendo una gestione fluida della folla e contribuendo a localizzare le persone scomparse. Ma che cosa significa, in concreto, affidare a un sistema di visione artificiale il compito di leggere i flussi di pellegrini in uno dei luoghi più affollati al mondo?

Nel corso della stessa visita, il dott. Al-Ghamdi ha anche esaminato la piattaforma «Sawaher», progettata per aumentare la sicurezza della Grande Moschea e contribuire a un ambiente sicuro e intelligente che faciliti i fedeli e i pellegrini dell’Umrah nello svolgimento dei loro rituali senza interruzioni. Si tratta di due strumenti distinti ma complementari: da un lato il monitoraggio e l’analisi dei movimenti, dall’altro il rafforzamento delle condizioni di sicurezza dell’area sacra.

La visita si è poi spostata al centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi, dove il presidente della SDAIA è stato informato sul dispositivo «Banan», che potenzia la verifica dell’identità mediante caratteristiche biometriche. Ha osservato le operazioni del centro, la sala di comando e la tecnologia avanzata utilizzata nel veicolo Saudi Lucid, dotato di strumenti di intelligenza artificiale.

Perché un’autorità per i dati e l’intelligenza artificiale si occupa tanto di un luogo di culto quanto di un centro per la sicurezza delle strade? La risposta, stando a quanto riferito da SPA, sta nella natura trasversale delle tecnologie impiegate: le stesse competenze in materia di analisi dei dati, visione artificiale e verifica biometrica vengono applicate a contesti operativi molto diversi, dalla gestione dei flussi di visitatori alla sicurezza dei percorsi viari.

Il Centro Operativo della Grande Moschea rappresenta il punto in cui queste tecnologie incontrano il pellegrinaggio. La piattaforma «Baseer» nasce dalla collaborazione tra la SDAIA e il Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza, e si occupa di monitorare e analizzare il movimento dei visitatori. La piattaforma «Sawaher», invece, è pensata per accrescere la sicurezza della Grande Moschea e favorire un ambiente che faciliti i rituali dei fedeli e dei pellegrini dell’Umrah.

Chi sono i programmatori sauditi che lavorano in questo centro? Sono professionisti della SDAIA che operano direttamente sul posto, accanto ai funzionari della sicurezza. La loro presenza nel centro operativo, come riportato da SPA, è stata sottolineata durante l’incontro tra il dott. Al-Ghamdi e il tenente generale Al-Bassami, insieme agli altri funzionari della sicurezza presenti.

La visita al centro di Al-Shumaisi ha aggiunto un ulteriore tassello al quadro. Il dispositivo «Banan» potenzia la verifica dell’identità attraverso le caratteristiche biometriche, mentre il veicolo Saudi Lucid è equipaggiato con strumenti di intelligenza artificiale. Il presidente della SDAIA ha osservato le operazioni del centro, la sala di comando e la tecnologia avanzata impiegata nel veicolo.

Che cosa rende un veicolo dotato di strumenti di intelligenza artificiale diverso da un veicolo tradizionale in un contesto di sicurezza stradale? E in che modo la verifica biometrica dell’identità si integra con le operazioni quotidiane di un centro per la sicurezza delle strade? SPA non fornisce dettagli tecnici su questi punti, limitandosi a indicare le funzioni generali del dispositivo e del veicolo.

La giornata di visite si è svolta martedì e ha toccato due luoghi distinti: il Centro Operativo della Grande Moschea e il centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi. In entrambi i casi, l’attenzione è stata rivolta a piattaforme e strumenti sviluppati o impiegati con il contributo dell’intelligenza artificiale.

Qual è il filo che collega la gestione dei flussi di pellegrini alla sicurezza delle strade? Entrambi i contesti richiedono la capacità di raccogliere e analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, di riconoscere situazioni anomale e di supportare decisioni operative rapide. Le tecnologie presentate durante la visita — «Baseer», «Sawaher», «Banan» e gli strumenti del veicolo Saudi Lucid — rispondono a esigenze di questo tipo, ciascuna nel proprio ambito.

La piattaforma «Baseer», in particolare, è descritta come uno strumento che utilizza la computer vision e l’intelligenza artificiale per monitorare e analizzare il movimento dei visitatori della Grande Moschea, garantendo una gestione fluida della folla e assistendo nella localizzazione delle persone scomparse. Due funzioni, quindi: da un lato il governo dei flussi, dall’altro il supporto alle operazioni di ricerca.

La piattaforma «Sawaher» è invece presentata come un sistema progettato per aumentare la sicurezza della Grande Moschea e contribuire a un ambiente sicuro e intelligente, che faciliti i fedeli e i pellegrini dell’Umrah nello svolgimento dei loro rituali senza interruzioni. Anche in questo caso, l’obiettivo dichiarato è duplice: sicurezza e facilitazione dei riti.

Quante persone transitano ogni giorno nella Grande Moschea e quanto è complesso gestirne i movimenti? SPA non fornisce cifre in questo servizio. Non vengono indicati numeri di visitatori, né dati sulle prestazioni delle piattaforme, né risultati specifici ottenuti grazie al loro impiego.

Il dispositivo «Banan», dal canto suo, è descritto come uno strumento che potenzia la verifica dell’identità mediante caratteristiche biometriche. Anche qui, SPA non entra nei dettagli: non viene specificato dove il dispositivo sia già in uso, né con quali modalità venga impiegato nelle operazioni del centro di Al-Shumaisi.

Il veicolo Saudi Lucid, equipaggiato con strumenti di intelligenza artificiale, è stato mostrato al presidente della SDAIA durante la visita al centro. Anche in questo caso, il servizio si limita a indicare la presenza di questi strumenti a bordo, senza descriverne le funzioni specifiche.

Che cosa significa, per un’autorità come la SDAIA, visitare i centri in cui le proprie tecnologie sono operative? La visita del presidente Al-Ghamdi, accompagnata dall’incontro con il tenente generale Al-Bassami e con i funzionari della sicurezza, suggerisce un rapporto di collaborazione continuativa tra l’autorità per i dati e l’intelligenza artificiale e gli apparati di sicurezza.

La collaborazione tra SDAIA e Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza, è del resto esplicitamente citata nel servizio a proposito dello sviluppo della piattaforma «Baseer». Questa partnership è il quadro istituzionale in cui si inseriscono le tecnologie presentate durante la visita.

Quali sono le implicazioni di un simile impiego dell’intelligenza artificiale in luoghi di culto e in contesti di sicurezza? SPA non affronta questo aspetto. Il servizio si concentra sulla descrizione delle piattaforme, degli strumenti e delle tappe della visita, senza approfondire questioni relative alla protezione dei dati, alla sorveglianza o al consenso.

Il Centro Operativo della Grande Moschea, il centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi, le piattaforme «Baseer» e «Sawaher», il dispositivo «Banan» e il veicolo Saudi Lucid: sono questi gli elementi che compongono il quadro tracciato da SPA. La visita si è svolta martedì e ha incluso l’incontro con il direttore della Pubblica Sicurezza e presidente del Comitato per la Sicurezza del Hajj, il tenente generale Mohammed Al-Bassami, insieme a diversi funzionari della sicurezza e ai programmatori sauditi della SDAIA.

Chi sono, esattamente, i funzionari della sicurezza presenti all’incontro? SPA non ne fornisce i nomi. Non vengono indicati né i loro ruoli specifici né le loro responsabilità all’interno del centro operativo.

La visita del presidente della SDAIA si è conclusa, stando al servizio, dopo aver osservato le operazioni del centro di Al-Shumaisi, la sala di comando e la tecnologia avanzata del veicolo Saudi Lucid. Non vengono riportate dichiarazioni del dott. Al-Ghamdi, né del tenente generale Al-Bassami, né di altri partecipanti.

Il servizio di SPA non indica l’importo degli investimenti nelle tecnologie presentate, né il numero di persone coinvolte nelle operazioni, né i risultati misurati del loro impiego. Non viene specificato se le piattaforme siano in fase di sviluppo, di test o di pieno utilizzo, né se siano previste ulteriori implementazioni.

Che cosa resta, allora, di questa visita? Resta il quadro di un’autorità per i dati e l’intelligenza artificiale che opera accanto agli apparati di sicurezza in due contesti distinti: la Grande Moschea, con le sue esigenze di gestione dei flussi e di sicurezza, e il centro di Al-Shumaisi, con le sue attività di verifica dell’identità e di sicurezza stradale. Restano i nomi delle piattaforme e degli strumenti: «Baseer», «Sawaher», «Banan», Saudi Lucid. Resta la collaborazione tra SDAIA e Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza.

Quanto è ampio l’impiego di queste tecnologie al di fuori dei luoghi visitati? SPA non lo precisa. Il servizio si limita a descrivere ciò che il presidente della SDAIA ha visto e gli strumenti che gli sono stati illustrati durante la sua tournée.

La visita si è svolta martedì, come riportato da SPA, e ha toccato il Centro Operativo della Grande Moschea e il centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi. Il servizio non indica la durata della visita, né eventuali altri luoghi toccati, né i prossimi passi annunciati.

Per chi segue il settore, la giornata offre un’istantanea di come l’intelligenza artificiale venga impiegata in ambiti operativi sensibili: la gestione di grandi flussi di persone in un luogo di culto e la sicurezza delle strade. Le piattaforme citate — «Baseer» e «Sawaher» — e gli strumenti menzionati — «Banan» e il veicolo Saudi Lucid — rappresentano altrettanti esempi di questa applicazione.

Che cosa manca, in definitiva, al racconto di SPA? Mancano i numeri: quanti visitatori, quante segnalazioni, quante verifiche, quanti interventi. Mancano le date di avvio e di eventuale espansione delle piattaforme. Mancano le dichiarazioni dei protagonisti. Mancano i dettagli tecnici su come funzionino, concretamente, la computer vision applicata ai flussi della Grande Moschea o la verifica biometrica del dispositivo «Banan».

Il servizio si chiude con la firma dell’agenzia e l’indicazione dell’orario di pubblicazione: 01:16 ora locale, 22:16 GMT. Nessun altro elemento viene aggiunto. La visita del presidente della SDAIA ai centri equipaggiati con intelligenza artificiale resta, nelle parole di SPA, un resoconto delle tappe e delle tecnologie osservate, senza cifre, senza dichiarazioni e senza annunci su ciò che seguirà.

Quali piattaforme ha esaminato il presidente della SDAIA durante la visita al Centro Operativo della Grande Moschea? Il dott. Abdullah Al-Ghamdi ha esaminato la piattaforma «Baseer», sviluppata dalla SDAIA in collaborazione con il Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza, che utilizza computer vision e intelligenza artificiale per monitorare e analizzare il movimento dei visitatori della Grande Moschea, garantendo una gestione fluida della folla e assistendo nella localizzazione delle persone scomparse. Ha inoltre esaminato la piattaforma «Sawaher», progettata per aumentare la sicurezza della Grande Moschea e contribuire a un ambiente sicuro e intelligente che faciliti i fedeli e i pellegrini dell’Umrah nello svolgimento dei loro rituali senza interruzioni.

Chi ha incontrato il presidente della SDAIA durante la visita? Durante la visita al Centro Operativo della Grande Moschea, il dott. Abdullah Al-Ghamdi ha incontrato il direttore della Pubblica Sicurezza e presidente del Comitato per la Sicurezza del Hajj, il tenente generale Mohammed Al-Bassami, insieme a diversi funzionari della sicurezza e ai programmatori sauditi della SDAIA che lavorano nel centro. SPA non fornisce i nomi degli altri funzionari della sicurezza presenti, né indica i loro ruoli specifici all’interno del centro operativo.

Che cosa ha visto il presidente della SDAIA al centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi? Al centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi, il presidente della SDAIA è stato informato sul dispositivo «Banan», che potenzia la verifica dell’identità mediante caratteristiche biometriche. Ha inoltre osservato le operazioni del centro, la sala di comando e la tecnologia avanzata utilizzata nel veicolo Saudi Lucid, che è equipaggiato con strumenti di intelligenza artificiale. SPA non specifica dove il dispositivo «Banan» sia già in uso né con quali modalità venga impiegato nelle operazioni quotidiane del centro.

Quali dettagli tecnici o operativi non sono stati resi noti da SPA? SPA non indica numeri di visitatori, dati sulle prestazioni delle piattaforme, risultati specifici ottenuti grazie al loro impiego, importi degli investimenti, numero di persone coinvolte nelle operazioni, date di avvio o di eventuale espansione delle piattaforme. Non viene specificato se le piattaforme siano in fase di sviluppo, di test o di pieno utilizzo. Non vengono riportate dichiarazioni dei protagonisti, né dettagli su come funzionino concretamente la computer vision applicata ai flussi della Grande Moschea o la verifica biometrica del dispositivo «Banan».

In che modo la SDAIA collabora con il Ministero dell’Interno in queste attività? La piattaforma «Baseer» è stata sviluppata dalla SDAIA in collaborazione con il Ministero dell’Interno, rappresentato dalla Pubblica Sicurezza. Questa partnership è il quadro istituzionale in cui si inseriscono le tecnologie presentate durante la visita. La visita del presidente Al-Ghamdi, accompagnata dall’incontro con il tenente generale Al-Bassami e con i funzionari della sicurezza, suggerisce un rapporto di collaborazione continuativa tra l’autorità per i dati e l’intelligenza artificiale e gli apparati di sicurezza. SPA non fornisce ulteriori dettagli sui termini della collaborazione.

Quando si è svolta la visita e quali tappe ha incluso? La visita si è svolta martedì, come riportato da SPA il 26 marzo 2025. Ha toccato due luoghi distinti: il Centro Operativo della Grande Moschea e il centro per la sicurezza stradale di Al-Shumaisi. Il servizio non indica la durata della visita, né eventuali altri luoghi toccati, né i prossimi passi annunciati. Si chiude con la firma dell’agenzia e l’indicazione dell’orario di pubblicazione: 01:16 ora locale, 22:16 GMT.