Dhahran — Il presidente e amministratore delegato di Aramco, Amin H. Nasser, ha chiesto un maggiore coordinamento e allineamento tra la comunità internazionale, i fornitori di petrolio e i clienti per resistere agli shock geopolitici e rafforzare la resilienza del settore energetico.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 6 ottobre 2026, Nasser ha pronunciato queste osservazioni nel suo intervento all’Energy Intelligence Forum 2026 a Londra, nel Regno Unito, dove ha ribadito l’importanza continua di petrolio e gas per la sicurezza energetica e per la stabilità economica e geopolitica.
Sull’impatto delle interruzioni regionali sui mercati energetici globali, Nasser ha detto: «Finché Hormuz non riaprirà completamente e la fiducia non tornerà, la cruda realtà è che la pressione su entrambe le estremità del barile si intensificherà. Anche allora, ricostituire le scorte mentre si soddisfa la domanda potrebbe richiedere fino a due anni».
Sul ruolo critico di petrolio e gas nell’economia globale, Nasser ha affermato: «Petrolio e gas non sono semplici materie prime commerciabili. Sono la linfa vitale della civiltà moderna».
Ha aggiunto che, in mezzo all’attuale crisi geopolitica e alle conseguenti carenze di materiali essenziali come alluminio, zolfo, elio e prodotti petrolchimici, il solare, l’eolico e i veicoli elettrici non sono immuni dall’impatto.
Nasser ha osservato che il Medio Oriente resta estremamente importante per il mondo, con metà delle riserve petrolifere provate mondiali situate nella regione, insieme alla maggior parte della capacità produttiva di riserva che svolge un ruolo centrale nel bilanciamento dei mercati.
Ha aggiunto che l’importanza strategica della regione dovrebbe crescere man mano che altre basi di risorse maturano e nuove risorse diventano più difficili da trovare e meno competitive dal punto di vista economico.
Parlando dell’elevato livello di resilienza di Aramco di fronte alle sfide, Nasser ha detto che la resilienza dell’azienda è «come un vasto e complesso puzzle, non un singolo asset o una singola capacità».
Ha detto che lo stoccaggio strategico globale di Aramco si è dimostrato vitale, aggiungendo: «La nostra capacità di riserva, i molteplici gradi di greggio, lo stoccaggio domestico di gas, la flotta di petroliere tramite Bahri e una delle più solide…».
Il quadro tracciato dall’amministratore delegato di Aramco parte da una constatazione semplice: la sicurezza energetica non dipende da un solo attore. Se la comunità internazionale, i fornitori e i clienti non agiscono in modo coordinato, ogni shock geopolitico si trasmette lungo tutta la catena, dai pozzi ai mercati finali. È per questo che Nasser ha insistito sull’allineamento, non solo sulla capacità produttiva.
La questione di Hormuz resta al centro del suo ragionamento. Finché lo Stretto non tornerà pienamente operativo e la fiducia non sarà ripristinata, ha spiegato, la pressione resterà alta su entrambe le estremità del barile. E anche dopo la riapertura, ricostituire le scorte soddisfacendo la domanda potrebbe richiedere fino a due anni. Quanto pesa questa attesa sui piani industriali dei Paesi importatori?
Nasser ha poi respinto l’idea che petrolio e gas siano semplici merci scambiabili. «Sono la linfa vitale della civiltà moderna», ha detto, ricordando che l’economia globale continua a dipendere da queste fonti per la stabilità economica e geopolitica. In un contesto di crisi, ha aggiunto, anche le tecnologie considerate alternative risentono delle carenze di materiali essenziali come alluminio, zolfo, elio e prodotti petrolchimici.
Il solare, l’eolico e i veicoli elettrici, ha osservato, non sono immuni da questo effetto a catena. Quanto è solida, allora, l’idea di una transizione che proceda senza intoppi mentre le catene di fornitura restano sotto stress?
Sul Medio Oriente, Nasser ha ricordato un dato che continua a pesare negli equilibri globali: metà delle riserve petrolifere provate mondiali si trova nella regione, insieme alla maggior parte della capacità produttiva di riserva. Quest’ultima, ha spiegato, svolge un ruolo centrale nel bilanciare i mercati quando l’offerta vacilla. E l’importanza strategica della regione, ha aggiunto, dovrebbe crescere man mano che altre basi di risorse maturano e nuove risorse diventano più difficili da trovare e meno competitive economicamente.
È un punto che riguarda direttamente la capacità di assorbire gli shock. Se la capacità di riserva è concentrata in una sola area, quanto è davvero diversificato il sistema energetico globale?
Parlando di Aramco, Nasser ha descritto la resilienza dell’azienda come «un vasto e complesso puzzle, non un singolo asset o una singola capacità». Una metafora che sposta l’attenzione dalla singola infrastruttura all’insieme dei sistemi che tengono in piedi la produzione e la distribuzione. Tra questi, ha citato lo stoccaggio strategico globale, definendolo vitale, insieme alla capacità di riserva, ai molteplici gradi di greggio, allo stoccaggio domestico di gas e alla flotta di petroliere tramite Bahri.
Il riferimento a più gradi di greggio non è casuale: consente di adattarsi alle richieste delle diverse raffinerie e ai vincoli di mercato. Lo stoccaggio, dal canto suo, offre margini di manovra nei momenti di tensione. Ma quanto è ampio questo margine se le interruzioni si prolungano?
Il discorso di Londra arriva in un momento in cui il tema della sicurezza energetica torna al centro del dibattito internazionale. Nasser ha scelto l’Energy Intelligence Forum 2026 per rilanciare la necessità di coordinamento tra chi produce, chi vende e chi acquista. Non si tratta solo di volumi, ma di tempi e di fiducia: la ricostituzione delle scorte, ha avvertito, potrebbe richiedere fino a due anni anche dopo la piena riapertura di Hormuz.
Questa prospettiva temporale cambia il modo in cui i clienti pianificano gli acquisti e gli stoccaggi. Quanto sono preparati i mercati a un orizzonte così lungo?
Nel suo intervento, Nasser ha anche collegato la stabilità dei prezzi e delle forniture alla stabilità più ampia. Petrolio e gas, ha detto, non sono solo materie prime commerciabili: sono la base su cui poggia la civiltà moderna. Una formulazione che spiega perché, secondo lui, la resilienza del settore non può essere lasciata alla sola iniziativa dei produttori.
La capacità di riserva del Medio Oriente, in questo quadro, funziona come ammortizzatore. Ma la sua efficacia dipende dalla possibilità di mobilitarla rapidamente e di collegarla ai mercati. E qui entrano in gioco infrastrutture, flotte e stoccaggi, tutti elementi che Nasser ha elencato come parti del puzzle Aramco.
Il quadro che emerge è quello di un sistema interconnesso, in cui un’interruzione in un punto si riflette altrove. Le carenze di alluminio, zolfo, elio e prodotti petrolchimici citate da Nasser mostrano come la crisi geopolitica tocchi anche filiere apparentemente lontane dall’energia. Quanto è ampia, allora, la catena di dipendenze che lega energia, industria e tecnologie cosiddette pulite?
Nasser non ha indicato nel suo intervento misure specifiche né calendari oltre all’orizzonte dei due anni per il riequilibrio delle scorte. Ha però indicato una direzione: maggiore coordinamento e allineamento tra comunità internazionale, fornitori e clienti. È una richiesta che riguarda sia i grandi produttori sia i Paesi consumatori, chiamati a condividere la responsabilità di tenere in piedi il sistema.
Il riferimento alla resilienza di Aramco come puzzle suggerisce che nessun singolo elemento basta. Lo stoccaggio strategico, la capacità di riserva, i gradi di greggio, lo stoccaggio domestico di gas e la flotta Bahri sono tessere che, insieme, riducono la vulnerabilità. Ma il quadro resta esposto a fattori esterni, come la riapertura piena di Hormuz e il ritorno della fiducia.
Il messaggio centrale resta quello espresso in apertura: senza coordinamento, gli shock geopolitici trovano un settore meno capace di assorbirli. Con il coordinamento, secondo Nasser, la resilienza può essere rafforzata. La domanda che resta aperta riguarda i tempi: quanto rapidamente la comunità internazionale, i fornitori e i clienti riusciranno a muoversi nella stessa direzione?
SPA non ha reso noto il testo integrale dell’intervento, né ulteriori dettagli su misure operative, volumi o scadenze oltre a quanto citato.
Dove e quando ha parlato Nasser? Nasser è intervenuto all’Energy Intelligence Forum 2026 a Londra, nel Regno Unito. Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 6 ottobre 2026, nel suo discorso ha sottolineato la necessità di maggiore coordinamento e allineamento tra comunità internazionale, fornitori di petrolio e clienti per resistere agli shock geopolitici e rafforzare la resilienza del settore energetico.
Cosa ha detto Nasser su Hormuz e sulle scorte? Nasser ha affermato che, finché Hormuz non riaprirà completamente e la fiducia non tornerà, la pressione su entrambe le estremità del barile si intensificherà. Ha aggiunto che, anche allora, ricostituire le scorte mentre si soddisfa la domanda potrebbe richiedere fino a due anni. Sono le parole citate da SPA nel resoconto del suo intervento all’Energy Intelligence Forum 2026 a Londra.
Qual è il ruolo di petrolio e gas secondo Nasser? Nasser ha detto che petrolio e gas non sono semplici materie prime commerciabili, ma «la linfa vitale della civiltà moderna». Ha inoltre sottolineato la loro importanza continua per la sicurezza energetica e per la stabilità economica e geopolitica. Nel suo intervento ha ricordato che l’attuale crisi geopolitica comporta carenze di materiali essenziali come alluminio, zolfo, elio e prodotti petrolchimici.
Perché il Medio Oriente resta centrale? Nasser ha osservato che il Medio Oriente resta estremamente importante per il mondo: metà delle riserve petrolifere provate mondiali si trova nella regione, insieme alla maggior parte della capacità produttiva di riserva che contribuisce a bilanciare i mercati. Ha aggiunto che l’importanza strategica della regione dovrebbe crescere man mano che altre basi di risorse maturano e nuove risorse diventano più difficili da trovare e meno competitive economicamente.
Come ha descritto la resilienza di Aramco? Nasser ha paragonato la resilienza di Aramco a «un vasto e complesso puzzle, non un singolo asset o una singola capacità». Ha citato lo stoccaggio strategico globale come vitale, insieme alla capacità di riserva, ai molteplici gradi di greggio, allo stoccaggio domestico di gas e alla flotta di petroliere tramite Bahri. Sono elementi elencati nel suo intervento all’Energy Intelligence Forum 2026, secondo il resoconto di SPA.
Cosa non è stato reso noto? SPA non ha pubblicato il testo integrale dell’intervento di Nasser né ulteriori dettagli su misure operative, volumi o scadenze oltre a quanto citato. Il resoconto riporta le sue dichiarazioni su Hormuz, sul ruolo di petrolio e gas, sulle carenze di materiali essenziali, sulla centralità del Medio Oriente e sulla resilienza di Aramco, ma non indica importi, obiettivi numerici o piani specifici.





