Il 70% del territorio dell’Arabia Saudita è coperto da rangeland, e il Regno ospita più di 2.000 specie vegetali, molte delle quali presenti proprio in queste aree. Il dato è stato illustrato al Cairo dal vice ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura per l’Ambiente, Osama Faqeeha, durante il quinto Forum Arabo per l’Ambiente, ospitato nella sede del Segretariato Generale della Lega degli Stati Arabi.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 30 settembre 2026, l’Arabia Saudita ha partecipato ai lavori rappresentata dal Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura. Il forum, incentrato sui rangeland sostenibili per una maggiore resilienza, ha preceduto la 37esima sessione del Consiglio dei Ministri Arabi responsabili degli Affari Ambientali.
Nel corso di un panel di alto livello sulla transizione dalla fragilità alla resilienza, con particolare attenzione al ripristino dei rangeland e al finanziamento della transizione, Faqeeha ha evidenziato gli sforzi dell’Arabia Saudita per contrastare il degrado del suolo. Ha affermato che il Regno ha dato priorità agli interventi per frenare il degrado e promuovere il ripristino dei terreni degradati, compresi i rangeland, a livello nazionale, regionale e internazionale.
Ma cosa significa, in concreto, parlare di rangeland quando si discute di resilienza ambientale in una regione dove la desertificazione avanza? E perché un forum arabo dedica un intero panel al finanziamento della transizione, se non perché la posta in gioco è ormai anche economica oltre che ecologica?
Faqeeha ha indicato gli sforzi sauditi condotti attraverso la Middle East Green Initiative (MGI) e il G20, oltre alla presidenza della 16esima sessione della Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD). Da quella presidenza, ha ricordato, sono scaturite decisioni importanti relative ai rangeland e diverse iniziative di attuazione.
Il vice ministro ha sottolineato che i rangeland contribuiscono a stabilizzare il suolo, sostenere la fauna selvatica, ricaricare le falde acquifere e ridurre le tempeste di polvere. Ha inoltre messo in guardia dagli impatti ambientali, sociali ed economici del pascolo eccessivo e del pascolo precoce.
Quanto pesa, però, il pascolo precoce sulle economie locali delle aree interne? E in che modo la stabilizzazione del suolo si collega alla riduzione delle tempeste di polvere che interessano i centri urbani?
Il quadro tracciato a Cairo collega dunque una scala nazionale — il 70% del territorio e le oltre 2.000 specie vegetali — a una dimensione regionale e internazionale, rappresentata dalla MGI, dal G20 e dalla presidenza COP16 dell’UNCCD. Il forum si è concentrato sul tema dei rangeland sostenibili per una maggiore resilienza, e il panel di alto livello ha affrontato specificamente la transizione dalla fragilità alla resilienza, con focus sul ripristino dei rangeland e sul finanziamento della transizione.
La sequenza dei lavori non è casuale: il forum ha preceduto la 37esima sessione del Consiglio dei Ministri Arabi responsabili degli Affari Ambientali, appuntamento in cui i temi discussi a livello tecnico e ministeriale trovano poi una sede decisionale regionale. La partecipazione saudita è stata affidata al Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura, lo stesso dicastero rappresentato al panel da Faqeeha nella sua veste di vice ministro per l’Ambiente.
Nel suo intervento, Faqeeha ha ricondotto il tema dei rangeland a quattro funzioni indicate esplicitamente: stabilizzazione del suolo, sostegno alla fauna selvatica, ricarica delle falde acquifere e riduzione delle tempeste di polvere. A queste ha affiancato l’avvertimento sugli impatti ambientali, sociali ed economici del pascolo eccessivo e di quello precoce.
Se i rangeland coprono circa il 70% del territorio saudita, quale porzione di quel territorio è oggi interessata da degrado? E come si concilia la tutela di oltre 2.000 specie vegetali con le pressioni del pascolo nelle aree interne?
Il richiamo alla COP16 dell’UNCCD e alle decisioni su rangeland e iniziative di attuazione indica che il tema non resta confinato alla dimensione nazionale. La presidenza saudita della sessione, secondo quanto riferito da Faqeeha, ha prodotto decisioni importanti proprio sui rangeland, oltre a diverse iniziative di attuazione. Parallelamente, la Middle East Green Initiative e il G20 sono stati citati come canali attraverso cui il Regno porta avanti gli sforzi contro il degrado del suolo.
Il forum del Cairo, giunto alla quinta edizione, ha dunque ospitato un confronto che intreccia ripristino dei rangeland e finanziamento della transizione. Ed è proprio il nesso tra ripristino e finanziamento a emergere come il punto su cui si concentra il panel di alto livello: non solo cosa fare per recuperare i terreni degradati, ma come sostenere economicamente il passaggio dalla fragilità alla resilienza.
Come si finanzia, però, una transizione che riguarda aree estese come il 70% del territorio di un Paese? E quali strumenti regionali possono accompagnare gli impegni assunti in sede internazionale?
La partecipazione saudita si è svolta nella cornice della Lega degli Stati Arabi, a Cairo, dove il forum è stato ospitato presso il Segretariato Generale. Il collegamento con la 37esima sessione del Consiglio dei Ministri Arabi responsabili degli Affari Ambientali colloca il dibattito sui rangeland all’interno di un percorso istituzionale arabo che precede le decisioni ministeriali.
Nel resoconto dell’agenzia di stampa saudita SPA non sono indicati importi, strumenti finanziari specifici, scadenze né risultati quantitativi delle iniziative citate. Non vengono inoltre precisati i tempi delle decisioni assunte nella presidenza COP16 dell’UNCCD, né i dettagli operativi delle iniziative di attuazione menzionate da Faqeeha.
Quale dato ha fornito Faqeeha sui rangeland sauditi? Faqeeha ha detto che i rangeland coprono circa il 70% del territorio dell’Arabia Saudita e che il Regno ospita più di 2.000 specie vegetali, molte delle quali presenti proprio in queste aree. Ha inoltre indicato quattro funzioni dei rangeland: stabilizzare il suolo, sostenere la fauna selvatica, ricaricare le falde acquifere e ridurre le tempeste di polvere. SPA non ha precisato quale porzione di quel 70% sia interessata da degrado.
Dove e quando si è svolto il forum? Il quinto Forum Arabo per l’Ambiente si è tenuto nella sede del Segretariato Generale della Lega degli Stati Arabi, al Cairo. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa saudita SPA il 30 settembre 2026, il forum è stato incentrato sui rangeland sostenibili per una maggiore resilienza e ha preceduto la 37esima sessione del Consiglio dei Ministri Arabi responsabili degli Affari Ambientali.
Quali iniziative ha citato Faqeeha nel suo intervento? Faqeeha ha indicato gli sforzi sauditi attraverso la Middle East Green Initiative (MGI) e il G20, oltre alla presidenza della 16esima sessione della Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD). Da quella presidenza, ha detto, sono scaturite decisioni importanti relative ai rangeland e diverse iniziative di attuazione. SPA non ha dettagliato tempi né contenuti operativi di tali iniziative.
Quali rischi ha segnalato il vice ministro? Faqeeha ha messo in guardia dagli impatti ambientali, sociali ed economici del pascolo eccessivo e del pascolo precoce. Allo stesso tempo ha sottolineato che i rangeland aiutano a stabilizzare il suolo, sostenere la fauna selvatica, ricaricare le falde acquifere e ridurre le tempeste di polvere. Il resoconto di SPA non quantifica l’entità di tali impatti né indica aree specifiche interessate.
Su cosa si è concentrato il panel di alto livello? Il panel di alto livello ha affrontato la transizione dalla fragilità alla resilienza, con particolare attenzione al ripristino dei rangeland e al finanziamento della transizione. È in questa sede che Faqeeha è intervenuto, ricordando che l’Arabia Saudita ha dato priorità agli sforzi per contrastare il degrado del suolo e promuovere il ripristino dei terreni degradati, compresi i rangeland, a livello nazionale, regionale e internazionale.
Chi ha rappresentato l’Arabia Saudita al forum? L’Arabia Saudita ha partecipato rappresentata dal Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura. Nel panel di alto livello è intervenuto il vice ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura per l’Ambiente, Osama Faqeeha. Il forum si è svolto al Cairo, presso il Segretariato Generale della Lega degli Stati Arabi, e ha preceduto la 37esima sessione del Consiglio dei Ministri Arabi responsabili degli Affari Ambientali.





