Il vice ministro per gli Affari minerari del Ministero dell’Industria e delle Risorse minerarie, l’ing. Khalid Al-Mudaifer, ha illustrato l’esperienza del Regno nello sviluppo di un settore minerario più competitivo e attraente per gli investimenti durante l’Egypt Mining Forum 2026 al Cairo.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 29 settembre 2026, Al-Mudaifer è intervenuto in una sessione della quinta edizione del forum, tenutasi il 28 e 29 settembre e alla quale hanno partecipato ministri, funzionari governativi, dirigenti di aziende, investitori ed esperti di miniere e minerali.
La sessione si è concentrata sulla trasformazione del settore minerario saudita nell’ambito degli obiettivi di Saudi Vision 2030. Tra i temi trattati figurano lo sviluppo del quadro legislativo e regolamentare, un accesso più ampio ai dati geologici, l’accelerazione delle attività di esplorazione, l’espansione delle infrastrutture e gli abilitatori e gli incentivi agli investimenti. Questi sforzi contribuiscono a convertire il potenziale geologico del Regno in opportunità di investimento e progetti.
Ma che cosa significa, in concreto, rendere un settore minerario «più competitivo e attraente per gli investimenti»? È la domanda che attraversa l’intera sessione del forum egiziano, e la risposta saudita passa proprio dai cinque pilastri elencati da Al-Mudaifer: norme, dati, esplorazione, infrastrutture e incentivi.
Il quadro legislativo e regolamentare è il primo tassello richiamato nel suo intervento. Un sistema di regole chiaro è ciò che consente a un investitore, locale o straniero, di valutare tempi, costi e rischi di un progetto minerario. Il secondo tassello è l’accesso più ampio ai dati geologici: senza informazioni affidabili sul sottosuolo, nessuna esplorazione può essere pianificata con ragionevole certezza. Il terzo è l’accelerazione delle attività di esplorazione, che trasforma la conoscenza del territorio in cantieri e perforazioni. Il quarto è l’espansione delle infrastrutture, condizione materiale perché un sito estrattivo possa essere raggiunto, alimentato e collegato ai mercati. Il quinto sono gli abilitatori e gli incentivi agli investimenti, cioè gli strumenti che rendono conveniente impegnare capitali in un orizzonte lungo come quello minerario.
La presenza del Regno al forum rientra negli sforzi per rafforzare la cooperazione regionale e internazionale nel settore minerario, scambiare competenze con i paesi produttori di minerali, esplorare opportunità più ampie di partenariati tecnici e di investimento e aumentare il coinvolgimento del settore privato in varie fasi della catena del valore.
Il Regno cerca inoltre di ampliare la cooperazione mineraria con l’Egitto. Si tratta di un obiettivo dichiarato, che colloca il forum del Cairo in una cornice bilaterale oltre che multilaterale. Perché proprio l’Egitto? Perché condivide con l’Arabia Saudita un interesse diretto a valorizzare il proprio potenziale geologico e a integrare filiere regionali di minerali.
La partecipazione si allinea con il ruolo del Regno nell’ampliare il dialogo internazionale sul futuro del settore dei minerali attraverso il Future Minerals Forum, che terrà la sua sesta edizione a Riyadh dal 12 al 14 gennaio 2027. Il forum riunisce governi, leader del settore, investitori e fornitori di servizi e tecnologie per costruire catene del valore dei minerali più resilienti.
Chi siede attorno a quel tavolo? Governi, leader industriali, investitori e fornitori di servizi e tecnologie: una composizione che riflette la natura della catena del valore mineraria, dove l’estrazione è solo il primo anello e dove servizi, tecnologie e lavorazione pesano sempre di più. La sesta edizione del Future Minerals Forum è fissata a Riyadh dal 12 al 14 gennaio 2027, e il collegamento tra l’appuntamento egiziano e quello saudita è esplicito nella ricostruzione fornita da SPA.
La quinta edizione dell’Egypt Mining Forum si è svolta il 28 e 29 settembre, con la partecipazione di ministri, funzionari governativi, dirigenti aziendali, investitori ed esperti di miniere e minerali. È in questo consesso che Al-Mudaifer ha portato il caso saudita, declinandolo come trasformazione del settore sotto gli obiettivi di Saudi Vision 2030.
Vale la pena soffermarsi sulla sequenza logica che emerge dal suo intervento. Prima le regole, poi i dati, poi l’esplorazione, poi le infrastrutture, infine gli incentivi. Non è un elenco casuale: è l’ordine in cui un potenziale geologico può diventare un progetto bancabile. Senza regole non si investe; senza dati non si cerca; senza esplorazione non si scopre; senza infrastrutture non si estrae; senza incentivi il capitale resta altrove. Quante volte, in altre giurisdizioni, uno di questi anelli è mancato e ha bloccato l’intera catena?
Il coinvolgimento del settore privato è indicato esplicitamente tra gli obiettivi della presenza saudita al forum, con riferimento alle varie fasi della catena del valore. Ciò significa che l’apertura non riguarda soltanto l’estrazione, ma anche i passaggi successivi: lavorazione, servizi, tecnologie. Ed è coerente con la composizione del Future Minerals Forum, dove accanto ai governi siedono investitori e fornitori di servizi e tecnologie.
Lo scambio di competenze con i paesi produttori di minerali è l’altro binario della partecipazione saudita. Non si tratta solo di presentare il proprio modello, ma di confrontarlo con quello di altri Stati che affrontano sfide analoghe nel convertire la ricchezza geologica in sviluppo economico. In questo senso, il forum egiziano funziona come piattaforma di dialogo regionale.
L’ampliamento della cooperazione mineraria con l’Egitto è un obiettivo che SPA riporta in modo diretto. Il Regno, si legge, cerca di espandere questa cooperazione. Non vengono indicati strumenti specifici, memorandum o progetti congiunti: il dato resta sul piano dell’intenzione dichiarata e del contesto in cui è stata espressa, cioè un forum minerario al Cairo con ministri, funzionari, imprese e investitori.
Il filo che lega Il Cairo a Riyadh è, nella ricostruzione di SPA, il dialogo internazionale sul futuro dei minerali. Il Future Minerals Forum, giunto alla sesta edizione, si terrà nella capitale saudita dal 12 al 14 gennaio 2027 e riunirà governi, leader del settore, investitori e fornitori di servizi e tecnologie. L’obiettivo dichiarato è costruire catene del valore dei minerali più resilienti.
Perché la resilienza delle catene del valore è diventata il tema centrale? Perché i minerali sono l’input di transizioni industriali ed energetiche che richiedono forniture stabili e diversificate. Un forum che mette allo stesso tavolo produttori, investitori e tecnologia affronta esattamente questo nodo: non solo quanto si estrae, ma come si organizza la filiera.
La sessione del Cairo ha quindi una doppia funzione per il Regno: raccontare la propria trasformazione interna sotto Saudi Vision 2030 e costruire reti di cooperazione regionale e internazionale. Le due cose si sostengono a vicenda, perché un settore più attraente per gli investimenti ha bisogno di partner, mercati e tecnologie che spesso stanno oltre i confini nazionali.
Resta da chiedersi come si misurerà il successo di questo percorso. Attraverso nuovi progetti? Attraverso l’ingresso di capitali privati? Attraverso partenariati tecnici con altri paesi produttori? Il comunicato SPA non fornisce metriche, ma indica con chiarezza le leve su cui il Regno intende agire: legislazione, dati geologici, esplorazione, infrastrutture, incentivi.
Il forum egiziano, alla sua quinta edizione, ha riunito ministri, funzionari governativi, dirigenti di aziende, investitori ed esperti. È il tipo di platea in cui un vice ministro per gli Affari minerari può illustrare un modello e, allo stesso tempo, ascoltare esperienze altrui. Lo scambio di competenze con i paesi produttori di minerali è, del resto, uno degli obiettivi dichiarati della presenza saudita.
La cornice temporale è definita: il forum si è tenuto il 28 e 29 settembre 2026, l’intervento di Al-Mudaifer è stato riportato da SPA il 29 settembre 2026, e il prossimo appuntamento internazionale è fissato a Riyadh dal 12 al 14 gennaio 2027. Tre date che scandiscono un dialogo continuo tra il Cairo e la capitale saudita.
Il lancio non indica importi di investimento, numero di progetti, volumi di minerali né accordi firmati durante il forum. Non vengono citati nomi di aziende partecipanti, né dettagli sui singoli panel oltre alla sessione richiamata. Questi elementi non compaiono nel materiale diffuso da SPA.
Chi ha rappresentato l’Arabia Saudita all’Egypt Mining Forum 2026? Il vice ministro per gli Affari minerari del Ministero dell’Industria e delle Risorse minerarie, l’ing. Khalid Al-Mudaifer, ha illustrato l’esperienza del Regno nello sviluppo di un settore minerario più competitivo e attraente per gli investimenti. È intervenuto in una sessione della quinta edizione del forum, tenutasi al Cairo il 28 e 29 settembre 2026, come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 29 settembre 2026.
Quali temi ha affrontato la sessione saudita al forum? La sessione si è concentrata sulla trasformazione del settore minerario saudita nell’ambito degli obiettivi di Saudi Vision 2030. I temi indicati sono lo sviluppo del quadro legislativo e regolamentare, un accesso più ampio ai dati geologici, l’accelerazione delle attività di esplorazione, l’espansione delle infrastrutture e gli abilitatori e gli incentivi agli investimenti. Secondo SPA, questi sforzi aiutano a convertire il potenziale geologico del Regno in opportunità di investimento e progetti.
Perché il Regno partecipa all’Egypt Mining Forum? La presenza rientra negli sforzi per rafforzare la cooperazione regionale e internazionale nel settore minerario, scambiare competenze con i paesi produttori di minerali, esplorare opportunità più ampie di partenariati tecnici e di investimento e aumentare il coinvolgimento del settore privato in varie fasi della catena del valore. SPA precisa inoltre che il Regno cerca di ampliare la cooperazione mineraria con l’Egitto.
Qual è il legame con il Future Minerals Forum? La partecipazione si allinea con il ruolo del Regno nell’ampliare il dialogo internazionale sul futuro del settore dei minerali attraverso il Future Minerals Forum, che terrà la sua sesta edizione a Riyadh dal 12 al 14 gennaio 2027. Il forum riunisce governi, leader del settore, investitori e fornitori di servizi e tecnologie per costruire catene del valore dei minerali più resilienti, secondo quanto riportato da SPA.
Chi ha partecipato al forum del Cairo? Secondo SPA, alla quinta edizione del forum, tenutasi il 28 e 29 settembre 2026, hanno partecipato ministri, funzionari governativi, dirigenti di aziende, investitori ed esperti di miniere e minerali. È la platea davanti alla quale il vice ministro per gli Affari minerari, l’ing. Khalid Al-Mudaifer, ha illustrato l’esperienza saudita di trasformazione del settore sotto gli obiettivi di Saudi Vision 2030.
Quali informazioni non sono state diffuse? Il materiale SPA non indica importi di investimento, numero di progetti, volumi di minerali né accordi firmati durante il forum. Non vengono citati nomi di aziende partecipanti, né dettagli sui singoli panel oltre alla sessione richiamata. Non sono inoltre specificati strumenti operativi della cooperazione mineraria con l’Egitto, che resta indicata come obiettivo dichiarato del Regno.





