Friday, October 30, 2026
Cultura

Aseer, l’architettura delle montagne: torri di pietra e fango fino a otto piani

Aseer, l’architettura delle montagne: torri di pietra e fango fino a otto piani

Abha, 6 ottobre 2026. In occasione della Giornata mondiale dell’architettura, celebrata all’inizio di ottobre, la regione di Aseer mette in luce una parte del proprio patrimonio architettonico, dove le montagne sono servite come materiale da costruzione e il loro terreno ha costituito la base della progettazione architettonica.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, l’architettura tradizionale di Aseer rappresenta un esempio della profonda interazione tra le persone e il loro ambiente, con edifici in pietra e fango che si innalzano lungo i pendii, alcuni dei quali si sviluppano su più piani.

La Mappa dell’architettura saudita indica che Aseer ospita stili architettonici diversi, tra cui l’architettura degli altopiani di Abha, delle montagne del Sarawat, della scarpata di Aseer, delle colline pedemontane della Tihama e della costa della Tihama.

Ma che cosa rende un villaggio di montagna un modello di architettura, se non la capacità di rispondere a un terreno che non concede spazio? Una delle caratteristiche più evidenti dell’architettura tradizionale aseeri è proprio la tendenza alla verticalità: i costruttori hanno sfruttato lo spazio limitato disponibile negli ambienti montuosi e si sono rivolti alla costruzione in verticale.

La città di Rujal, nel governatorato di Rijal Almaa, è uno degli esempi più importanti di architettura storica. Le fonti sul patrimonio indicano che alcuni dei suoi edifici hanno più di tre secoli e sono costruiti in pietra, fango e legno, con alcuni che raggiungono gli otto piani di altezza.

Quante volte, guardando una torre di pietra, si dimentica che dietro ogni fila di blocchi c’è una decisione presa da qualcuno? Le funzioni difensive e di osservazione si riflettono anche nelle qasaba, le torri di avvistamento, che hanno costituito un elemento di primo piano del paesaggio urbano di Aseer. Erano costruite in posizioni elevate per monitorare le strade e gli ingressi dei villaggi.

In diverse parti della regione, in particolare lungo le scarpate di Aseer, si possono vedere alte torri in pietra dall’aspetto fortificato, alcune delle quali raggiungono i sei piani.

I costruttori hanno utilizzato i materiali disponibili nell’ambiente locale: la pietra è stata uno dei principali materiali da costruzione nelle aree del Sarat e di Rijal Almaa, insieme al fango, impiegato nei muri e in alcuni elementi strutturali.

La creatività non si è limitata alla pietra e al fango. La lavorazione tradizionale del legno ha contribuito a completare l’identità degli edifici attraverso porte, finestre e soffitti, attingendo a motivi decorativi ereditati.

Non è forse questa continuità tra materiale e mestiere il vero contenuto di una giornata dedicata all’architettura? La ricorrenza di ottobre offre l’occasione per osservare come, in Aseer, la montagna non sia soltanto uno sfondo, ma il principio ordinatore di ogni scelta costruttiva.

La verticalità, in questo quadro, non è un esercizio estetico: è una risposta obbligata alla scarsità di superficie pianeggiante. Dove il terreno si restringe, l’edificio cresce in altezza, e la pietra locale diventa il materiale che rende possibile quella crescita.

Le qasaba, dal canto loro, mostrano come l’architettura potesse svolgere una funzione collettiva di controllo del territorio. Costruite in punti elevati, servivano a sorvegliare le vie di accesso e gli ingressi dei villaggi, collegando la forma dell’edificio al bisogno di sicurezza della comunità.

Chi decide quali edifici meritano di essere conservati e quali no? La Mappa dell’architettura saudita, citata da SPA, colloca Aseer all’interno di una classificazione più ampia di stili, distinguendo gli altopiani di Abha, le montagne del Sarawat, la scarpata di Aseer, le colline pedemontane della Tihama e la costa della Tihama.

Questa varietà interna alla stessa regione suggerisce che l’adattamento all’ambiente non produca un unico modello, ma una famiglia di soluzioni. Il clima, la pendenza, la disponibilità di pietra e fango, la presenza di legno per porte, finestre e soffitti: ogni elemento entra nella definizione di un tipo edilizio.

Rujal, con edifici che secondo le fonti sul patrimonio superano i tre secoli e arrivano a otto piani, resta l’esempio più citato di questa tradizione. La sua altezza non è un dettaglio: è la prova materiale di una tecnica costruttiva capace di reggere più livelli su un terreno difficile.

Le torri in pietra dall’aspetto fortificato che si osservano lungo le scarpate di Aseer, alcune fino a sei piani, appartengono allo stesso orizzonte. Cambia la funzione, cambia il contesto, ma resta il rapporto diretto tra forma costruita e conformazione del suolo.

In che modo una porta intagliata o un soffitto in legno possono raccontare una società? La lavorazione tradizionale del legno, con i suoi motivi decorativi ereditati, completa l’identità degli edifici e mostra che l’architettura non è solo struttura, ma anche linguaggio visivo condiviso.

La pietra nelle aree del Sarat e di Rijal Almaa, il fango nei muri e in alcuni elementi strutturali, il legno nelle aperture e nei soffitti: sono questi i tre materiali che SPA indica come base della tradizione costruttiva locale.

Perché una Giornata mondiale dell’architettura dovrebbe guardare alle montagne invece che alle città? Forse perché è nelle aree più difficili che il rapporto tra uomo e ambiente si mostra con maggiore chiarezza, senza mediazioni.

L’architettura di Aseer, così come descritta da SPA, non è un catalogo di monumenti isolati: è un sistema in cui il terreno detta la pianta, il materiale disponibile detta la tecnica e la necessità collettiva detta la posizione delle torri.

La verticalità degli edifici residenziali e quella delle qasaba rispondono a logiche diverse ma complementari. Da un lato c’è l’esigenza di abitare uno spazio ridotto; dall’altro quella di osservare e proteggere un territorio ampio.

Quante storie restano chiuse dentro un muro di fango che nessuno ha mai pensato di annotare? Le fonti sul patrimonio citate da SPA offrono dati su età e altezza degli edifici di Rujal, ma non entrano nella vita quotidiana di chi li ha costruiti e abitati.

La Mappa dell’architettura saudita, nel distinguere gli stili di Aseer, offre uno strumento di lettura che va oltre il singolo villaggio. Colloca altopiani, montagne, scarpate, colline pedemontane e costa in una stessa cornice regionale.

È proprio questa cornice che permette di apprezzare la coerenza interna della tradizione aseeri: materiali locali, costruzione in altezza, torri di avvistamento in posizione elevata, decorazione lignea nelle aperture.

La ricorrenza di ottobre, con la Giornata mondiale dell’architettura, funziona quindi come un promemoria: il patrimonio costruito di Aseer è anche un archivio di competenze tecniche e di adattamento ambientale.

SPA non indica, nel materiale pubblicato, quali interventi di restauro siano in corso su questi edifici, né fornisce dati sul numero complessivo delle costruzioni storiche della regione o sulle condizioni di conservazione delle qasaba.

Non viene inoltre precisato quante delle strutture descritte siano ancora abitate o utilizzate, né quali misure siano previste per la loro tutela. Questi elementi non compaiono nella sintesi diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’architettura.

Quali stili architettonici comprende la regione di Aseer? Secondo la Mappa dell’architettura saudita citata da SPA, Aseer ospita stili diversi: l’architettura degli altopiani di Abha, delle montagne del Sarawat, della scarpata di Aseer, delle colline pedemontane della Tihama e della costa della Tihama. Questa varietà interna alla stessa regione mostra che l’adattamento all’ambiente produce soluzioni costruttive differenti, legate a clima, pendenza e materiali disponibili localmente.

Quali materiali usavano i costruttori tradizionali di Aseer? SPA indica la pietra come uno dei principali materiali da costruzione nelle aree del Sarat e di Rijal Almaa, insieme al fango, impiegato nei muri e in alcuni elementi strutturali. La lavorazione tradizionale del legno completava l’identità degli edifici attraverso porte, finestre e soffitti, con motivi decorativi ereditati. I materiali erano quindi quelli disponibili nell’ambiente locale, non importati.

Cosa sono le qasaba e a cosa servivano? Le qasaba sono torri di avvistamento che hanno costituito un elemento di primo piano del paesaggio urbano di Aseer. Erano costruite in posizioni elevate per monitorare le strade e gli ingressi dei villaggi. In diverse parti della regione, in particolare lungo le scarpate di Aseer, si vedono alte torri in pietra dall’aspetto fortificato, alcune delle quali raggiungono i sei piani.

Quanto sono antichi e alti gli edifici di Rujal? La città di Rujal, nel governatorato di Rijal Almaa, è indicata da SPA come uno degli esempi più importanti di architettura storica. Le fonti sul patrimonio precisano che alcuni dei suoi edifici hanno più di tre secoli e sono costruiti in pietra, fango e legno. Alcune costruzioni raggiungono gli otto piani di altezza, un dato che testimonia la capacità tecnica dei costruttori locali.

Perché l’architettura di Aseer tende alla verticalità? La tendenza alla verticalità è una delle caratteristiche più evidenti dell’architettura tradizionale aseeri. I costruttori hanno sfruttato lo spazio limitato disponibile negli ambienti montuosi e si sono rivolti alla costruzione in verticale. Dove il terreno pianeggiante scarseggia, l’edificio cresce in altezza: la forma costruita diventa così una risposta diretta alla conformazione del suolo.

Quali informazioni non sono state diffuse da SPA? Il materiale pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell’architettura non indica quali interventi di restauro siano in corso su questi edifici, né fornisce dati sul numero complessivo delle costruzioni storiche della regione o sulle condizioni di conservazione delle qasaba. Non viene inoltre precisato quante delle strutture descritte siano ancora abitate o utilizzate, né quali misure di tutela siano previste.