Saturday, October 24, 2026
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Programma Umrah: 250 pellegrini da 21 Paesi visitano Uhud e la moschea di Quba

Programma Umrah: 250 pellegrini da 21 Paesi visitano Uhud e la moschea di Quba

Circa 250 pellegrini provenienti da 21 Paesi hanno visitato sabato il monte Uhud, il cimitero dei Martiri e la moschea di Quba a Madinah. Si tratta del quarto gruppo del Programma Umrah e Visita del Custode delle Due Sacre Moschee per l’anno 1448 AH, come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA l’11 ottobre 2026.

La visita è stata organizzata dal Ministero degli Affari Islamici, della Dawah e della Guida nell’ambito di un programma culturale. Il gruppo comprende pellegrini provenienti da Uzbekistan, Pakistan, Bangladesh, India, Sri Lanka, Nepal, Maldive, Kazakistan, Repubblica del Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Azerbaigian, Turchia, Georgia, Russia, Bhutan, Australia, Nuova Zelanda, Vanuatu, Isole Salomone e Figi.

I luoghi toccati dal quarto gruppo non sono una scelta casuale. Il monte Uhud e il cimitero dei Martiri si trovano a nord di Madinah e sono legati alla battaglia di Uhud, uno degli episodi centrali della storia islamica. La moschea di Quba, invece, è la prima moschea costruita dal profeta Muhammad dopo l’emigrazione da Makkah a Madinah. Per un pellegrino che arriva da Tashkent, Islamabad o Suva, questi nomi non sono soltanto tappe di un itinerario: sono riferimenti che appartengono alla memoria religiosa e che fino a quel momento erano stati studiati soltanto sui libri. Cosa cambia, per un credente, vedere con i propri occhi un luogo che ha conosciuto solo attraverso le pagine? È la domanda che il programma sembra voler porre a ciascuno dei 250 ospiti.

Secondo quanto riportato da SPA, gli ospiti hanno dichiarato che la visita ha lasciato su di loro una profonda impressione. Hanno ringraziato il Regno per la sua cura dell’Islam, dei musulmani e dei pellegrini, e hanno elogiato l’organizzazione del programma da parte del ministero. Non si tratta di dichiarazioni isolate: in un programma che riunisce persone di lingue, nazionalità e tradizioni diverse, il momento della visita ai luoghi storici diventa spesso quello in cui i partecipanti raccontano la propria esperienza. Quante volte, in un viaggio di fede, il racconto di un altro pellegrino diventa più utile di qualunque guida? E quanto pesa, nell’organizzazione di un gruppo così eterogeneo, la scelta di condividere gli stessi luoghi nello stesso giorno?

Il programma Umrah e Visita del Custode delle Due Sacre Moschee è articolato in gruppi successivi. Il quarto gruppo per l’anno 1448 AH è composto da circa 250 persone provenienti da 21 Paesi, un dato che SPA riporta senza ulteriori dettagli sul numero esatto di partecipanti per ciascuna nazione. La composizione geografica copre un arco ampio: Asia centrale, Asia meridionale, Caucaso, Turchia, Russia, e tre Paesi dell’Oceania più le Isole Salomone. È un insieme che mette insieme pellegrini provenienti da contesti molto diversi tra loro, con lingue madri differenti e con livelli di esperienza di viaggio che possono variare notevolmente. Come si organizza, in pratica, un gruppo di 250 persone che parlano lingue diverse e che devono muoversi insieme tra i siti di Madinah? E quali accorgimenti servono perché nessuno resti escluso dalla comprensione di ciò che vede?

Il ministero degli Affari Islamici, della Dawah e della Guida è l’ente che ha curato l’organizzazione della visita nell’ambito di un programma culturale. La notizia non specifica quali altre attività siano previste per il quarto gruppo, né se i pellegrini abbiano già svolto i riti dell’Umrah prima di arrivare a Madinah. Non indica nemmeno la durata complessiva del soggiorno dei 250 ospiti nel Regno, né le date di arrivo e partenza. Questi elementi non compaiono nel testo diffuso da SPA, che si concentra sulla giornata di sabato e sulle dichiarazioni dei partecipanti.

La visita al monte Uhud e al cimitero dei Martiri ha un peso particolare per i pellegrini provenienti da Paesi in cui la storia islamica delle origini è parte dell’insegnamento religioso quotidiano. Per i gruppi arrivati dall’Asia centrale, dall’Asia meridionale e dal Caucaso, il viaggio verso Madinah rappresenta spesso il primo contatto diretto con i luoghi della prima comunità musulmana. La moschea di Quba, in particolare, è associata alla prima preghiera congregazionale dopo l’arrivo del Profeta a Madinah. Chi arriva da lontano, però, non visita soltanto un edificio: entra in un paesaggio urbano che nel corso dei secoli è cambiato profondamente. Che cosa resta, per un visitatore di oggi, dell’ambiente originario di questi luoghi? E in che modo la visita guidata aiuta a distinguere ciò che appartiene alla storia da ciò che appartiene alla devozione popolare?

Il programma si inserisce in un flusso di gruppi che si succedono nel corso dell’anno. Il quarto gruppo per il 1448 AH segue i precedenti e precede quelli che verranno. La cadenza dei gruppi, la loro composizione e i Paesi coinvolti variano di volta in volta. SPA non fornisce, in questo caso, il numero totale dei pellegrini che hanno preso parte al programma dall’inizio dell’anno, né il numero complessivo dei Paesi rappresentati fino a ora. Non indica neanche se il quarto gruppo abbia visitato altri siti oltre a quelli menzionati, come la moschea del Profeta o altri luoghi di interesse storico-religioso a Madinah. Il testo si limita a elencare monte Uhud, cimitero dei Martiri e moschea di Quba.

Le dichiarazioni degli ospiti riportate da SPA contengono due elementi ricorrenti: il ringraziamento al Regno per la cura dell’Islam, dei musulmani e dei pellegrini, e l’apprezzamento per l’organizzazione del ministero. Sono formule che compaiono spesso nei resoconti dei programmi di visita, ma in questo caso arrivano da un gruppo che comprende 21 nazionalità diverse. Quanto conta, per un pellegrino arrivato dalle Isole Salomone o dal Bhutan, sapere che il proprio gruppo è composto da persone di tanti Paesi differenti? E in che misura la dimensione multinazionale del programma contribuisce all’esperienza, al di là della visita ai singoli luoghi?

La giornata di sabato si è svolta quindi tra tre siti: il monte Uhud, il cimitero dei Martiri e la moschea di Quba. Non è indicato l’orario di inizio o di fine della visita, né il numero di guide o accompagnatori coinvolti. Non è specificato se i pellegrini abbiano ricevuto materiale informativo o traduzioni nelle rispettive lingue. Sono dettagli organizzativi che il comunicato non affronta, ma che in un programma culturale rivolto a un pubblico così variegato assumono un peso concreto. Come si garantisce che un pellegrino di lingua uzbeka e uno di lingua inglese comprendano allo stesso modo il significato storico di ciò che visitano? E quali strumenti vengono messi in campo per farlo?

Il programma Umrah e Visita del Custode delle Due Sacre Moschee è noto per ospitare pellegrini che, per diverse ragioni, non avrebbero altrimenti la possibilità di compiere il viaggio. La notizia non specifica i criteri di selezione dei partecipanti del quarto gruppo, né se tra loro vi siano figure particolari, come studiosi, imam o rappresentanti di comunità islamiche. Non indica nemmeno se il programma preveda incontri con autorità locali o attività di scambio culturale oltre alla visita ai siti. Il testo di SPA si concentra sui luoghi visitati, sul numero dei partecipanti, sui Paesi di provenienza e sulle reazioni degli ospiti.

La scelta di includere nel quarto gruppo Paesi come Vanuatu, le Isole Salomone e Figi segnala una copertura geografica che si estende fino al Pacifico meridionale. Per i pellegrini provenienti da queste isole, il viaggio verso l’Arabia Saudita comporta distanze considerevoli e una logistica complessa. Lo stesso vale per chi arriva dalla Nuova Zelanda o dall’Australia. La presenza di questi Paesi accanto a quelli dell’Asia centrale e meridionale suggerisce un programma che cerca di raggiungere comunità musulmane distribuite in aree molto lontane tra loro. Come vengono gestiti, in pratica, i tempi di viaggio e l’adattamento al fuso orario per chi arriva da così lontano? E in che modo l’organizzazione tiene conto delle differenze climatiche e culturali tra i partecipanti?

Il comunicato di SPA è datato 11 ottobre 2026 e riporta l’orario locale delle 18:41, corrispondente alle 15:41 GMT. La visita si è svolta di sabato. Il testo è firmato dall’agenzia e non contiene dichiarazioni attribuite a funzionari del ministero o ad autorità saudite. Le uniche voci citate sono quelle degli ospiti, riportate in forma indiretta. Non ci sono nomi individuali dei pellegrini, né indicazioni su chi abbia guidato il gruppo. Questa scelta di riservatezza è coerente con il tono del comunicato, che privilegia i dati essenziali: numero di partecipanti, Paesi di provenienza, luoghi visitati e reazioni.

Resta da vedere quali saranno le prossime tappe del programma per il 1448 AH e quanti altri gruppi saranno ospitati nel corso dell’anno. Il quarto gruppo ha concluso la sua giornata a Madinah con la visita ai tre siti. Le dichiarazioni raccolte da SPA indicano soddisfazione e gratitudine. Il ministero degli Affari Islamici, della Dawah e della Guida continuerà a organizzare le visite nell’ambito del programma culturale. Per i 250 pellegrini provenienti da 21 Paesi, la giornata di sabato rimane un passaggio del viaggio che, secondo le loro stesse parole, ha lasciato un’impressione profonda. Quanto durerà, nel racconto che faranno al ritorno, il ricordo di questa giornata? E quante delle persone che ascolteranno quei racconti decideranno, un giorno, di intraprendere lo stesso viaggio?

Chi ha partecipato alla visita al monte Uhud e alla moschea di Quba? Circa 250 pellegrini provenienti da 21 Paesi hanno preso parte alla visita di sabato. Si tratta del quarto gruppo del Programma Umrah e Visita del Custode delle Due Sacre Moschee per l’anno 1448 AH. I Paesi rappresentati includono Uzbekistan, Pakistan, Bangladesh, India, Sri Lanka, Nepal, Maldive, Kazakistan, Repubblica del Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Azerbaigian, Turchia, Georgia, Russia, Bhutan, Australia, Nuova Zelanda, Vanuatu, Isole Salomone e Figi. SPA non ha indicato quanti pellegrini provenissero da ciascun Paese.

Quali luoghi sono stati visitati a Madinah? Il gruppo ha visitato il monte Uhud, il cimitero dei Martiri e la moschea di Quba. Il monte Uhud e il cimitero dei Martiri si trovano a nord di Madinah e sono legati alla battaglia di Uhud. La moschea di Quba è la prima moschea costruita dal profeta Muhammad dopo l’emigrazione da Makkah a Madinah. SPA non specifica se i pellegrini abbiano visitato altri siti oltre a questi tre, né l’orario di inizio e fine della visita.

Chi ha organizzato la visita e in che ambito? La visita è stata organizzata dal Ministero degli Affari Islamici, della Dawah e della Guida nell’ambito di un programma culturale. Il programma complessivo è il Programma Umrah e Visita del Custode delle Due Sacre Moschee per l’anno 1448 AH, articolato in gruppi successivi. Il comunicato di SPA non indica i nomi dei funzionari coinvolti né i criteri di selezione dei partecipanti del quarto gruppo. Non specifica nemmeno la durata complessiva del soggiorno dei 250 ospiti nel Regno.

Come hanno reagito gli ospiti alla visita? Secondo quanto riportato da SPA, gli ospiti hanno dichiarato che la visita ha lasciato su di loro una profonda impressione. Hanno ringraziato il Regno per la cura dell’Islam, dei musulmani e dei pellegrini, e hanno elogiato l’organizzazione del programma da parte del ministero. Le dichiarazioni sono riportate in forma indiretta, senza nomi individuali dei partecipanti. Il testo non contiene dichiarazioni attribuite a funzionari del ministero o ad autorità saudite.

Quando si è svolta la visita e cosa non è specificato nel comunicato? La visita si è svolta di sabato e il comunicato di SPA è datato 11 ottobre 2026, con orario locale delle 18:41 e 15:41 GMT. Il testo non specifica il numero totale dei pellegrini che hanno partecipato al programma dall’inizio dell’anno, né il numero complessivo dei Paesi rappresentati fino a ora. Non indica se il quarto gruppo abbia visitato altri siti a Madinah, come la moschea del Profeta, né se siano previste attività di scambio culturale o incontri con autorità locali.