Friday, October 30, 2026
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Il Global CSR Forum si chiude a Riyadh con oltre 3.000 partecipanti

Il Global CSR Forum si chiude a Riyadh con oltre 3.000 partecipanti

Il secondo Global CSR Forum si è concluso questa sera, martedì, a Riyadh, con la partecipazione di oltre 3.000 persone e più di 100 relatori provenienti da tutto il mondo, distribuiti su oltre 40 sessioni e dialoghi specializzati.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 6 ottobre 2026, all’evento hanno preso parte numerosi ministri, insieme a una selezione di amministratori delegati, esperti, specialisti e decisori nel campo della responsabilità sociale, a livello locale e internazionale. Tra i partecipanti figuravano leader governativi ed esecutivi, investitori, accademici, esperti, specialisti e rappresentanti della società civile.

Il ministro delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale, Ahmed Al-Rajhi, ha affermato che il patrocinio del Custode delle Due Sacre Moschee, il re Salman bin Abdulaziz Al Saud, del forum, e il sostegno e il seguito di Sua Altezza Reale il principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, principe ereditario e primo ministro, incarnano l’impegno del Regno dell’Arabia Saudita a rafforzare la responsabilità sociale, sostenere l’innovazione e il dialogo e avanzare verso la leadership in questo campo, in linea con gli obiettivi di Saudi Vision 2030.

Al-Rajhi ha rilevato che il forum ha contribuito a creare partenariati fruttuosi che aprono nuovi orizzonti e creano opportunità promettenti per rafforzare la cooperazione in materia di responsabilità sociale, sostenendo così gli sforzi volti a costruire una società sostenibile e un futuro più prospero.

Nel concludere i lavori del forum, il ministro ha invitato i partecipanti e i presenti a proseguire il dialogo e il lavoro congiunto in modo da contribuire a plasmare un futuro basato su pratiche sostenibili e a massimizzare l’impatto della responsabilità sociale.

Ma cosa significa, in concreto, riunire oltre 3.000 persone attorno al tema della responsabilità sociale d’impresa? E perché un forum di due giorni a Riyadh richiama ministri, amministratori delegati, investitori e accademici nella stessa sala?

Il programma del forum ha affrontato sei pilastri strategici: strategia e integrazione; clima, natura e transizione giusta; forza lavoro, gestione dei talenti e impatto sociale; innovazione responsabile; trasformazione digitale e responsabilità sociale d’impresa; e gli ulteriori ambiti indicati dall’agenda dell’evento. Si tratta di un perimetro ampio, che va dalla governance aziendale alla sostenibilità ambientale, dal capitale umano alla tecnologia.

La presenza di oltre 100 relatori provenienti da tutto il mondo suggerisce una dimensione internazionale dell’incontro, non limitata al solo contesto saudita. Eppure è proprio il contesto saudita a fare da cornice: il forum si è tenuto a Riyadh, sotto il patrocinio del Custode delle Due Sacre Moschee, con il sostegno e il seguito del principe ereditario e primo ministro.

Il collegamento con Saudi Vision 2030 è stato esplicitato dal ministro Al-Rajhi, che ha legato l’impegno del Regno nel rafforzare la responsabilità sociale al raggiungimento degli obiettivi della Vision. Non si tratta, quindi, di un evento isolato, ma di un tassello inserito in una cornice programmatica più ampia.

Quante volte, però, un forum internazionale si traduce in impegni verificabili? E in che modo i partenariati annunciati durante due giorni di lavori diventano pratiche durature nelle aziende e nelle istituzioni?

Al-Rajhi ha parlato di partenariati fruttuosi, di nuovi orizzonti e di opportunità promettenti per la cooperazione. Ha anche invitato i partecipanti a continuare il dialogo e il lavoro congiunto, sottolineando la necessità di massimizzare l’impatto della responsabilità sociale. Il suo intervento, quindi, si è chiuso con un appello alla continuità, più che con un bilancio puntuale.

Il forum ha visto la partecipazione di leader governativi ed esecutivi, investitori, accademici, esperti, specialisti e rappresentanti della società civile. Una composizione eterogenea, che riflette la natura trasversale della responsabilità sociale d’impresa: non solo un tema aziendale, ma un ambito che coinvolge attori pubblici, privati e della società civile.

Le oltre 40 sessioni e dialoghi specializzati hanno coperto i sei pilastri strategici dell’agenda. Tra questi, il pilastro dedicato a clima, natura e transizione giusta, quello su forza lavoro, gestione dei talenti e impatto sociale, e quello su innovazione responsabile. Sono temi che, negli ultimi anni, hanno acquisito peso crescente nel dibattito globale sulla sostenibilità.

Ma come si concilia la transizione giusta con le esigenze di un’economia in trasformazione? E in che modo la gestione dei talenti si lega all’impatto sociale di un’organizzazione?

Il pilastro su trasformazione digitale e responsabilità sociale d’impresa indica un altro fronte: la tecnologia come strumento, ma anche come ambito da governare. L’innovazione responsabile, d’altra parte, richiama la necessità di valutare le conseguenze delle nuove soluzioni prima e durante la loro adozione.

Il forum si è svolto nell’arco di due giorni. La seconda edizione, quindi, si inserisce in un percorso che ha già avuto un precedente. Il fatto che l’evento sia giunto alla sua seconda edizione e che abbia richiamato più di 3.000 partecipanti suggerisce una continuità di formato e di interesse.

La presenza di ministri, amministratori delegati, esperti, specialisti e decisori è stata descritta da SPA come una selezione di alto profilo. Il forum, inoltre, ha incluso rappresentanti della società civile, un elemento che amplia la platea oltre il mondo delle imprese e delle istituzioni pubbliche.

Cosa rende un forum sulla responsabilità sociale diverso da una conferenza di settore? E perché la partecipazione della società civile è considerata rilevante in questo ambito?

Il ministro Al-Rajhi ha parlato di una società sostenibile e di un futuro più prospero come orizzonte degli sforzi di cooperazione. Ha anche collegato il patrocinio reale e il sostegno del principe ereditario all’impegno del Regno a rafforzare la responsabilità sociale, sostenere l’innovazione e il dialogo e avanzare verso la leadership in questo campo.

Il termine leadership, nel suo intervento, è riferito al campo della responsabilità sociale. Non si tratta, quindi, solo di partecipare al dibattito globale, ma di ambire a un ruolo di guida. È un’obiettivo che si intreccia con gli obiettivi di Saudi Vision 2030, richiamati esplicitamente dal ministro.

Le oltre 40 sessioni e i più di 100 relatori hanno affrontato i sei pilastri strategici. Il programma, quindi, è stato articolato e ha coperto ambiti diversi: dalla strategia all’integrazione, dal clima alla transizione giusta, dalla forza lavoro all’innovazione, fino alla trasformazione digitale.

Quante di queste sessioni hanno prodotto raccomandazioni concrete? E come verranno eventualmente monitorate nei mesi successivi?

Il forum si è concluso con l’appello del ministro a continuare il dialogo e il lavoro congiunto. Non sono stati indicati, nel materiale diffuso, importi, accordi specifici firmati durante l’evento, né un calendario di follow-up. Non è stato reso noto nemmeno il numero esatto di organizzazioni partecipanti o la composizione dettagliata delle delegazioni internazionali.

La seconda edizione del Global CSR Forum si chiude, dunque, con numeri definiti: più di 3.000 partecipanti, oltre 100 relatori, più di 40 sessioni e dialoghi, sei pilastri strategici, due giorni di lavori. E con un messaggio politico chiaro, affidato alle parole del ministro Al-Rajhi: la responsabilità sociale come ambito di cooperazione, innovazione e dialogo, in linea con Saudi Vision 2030.

Resta da vedere, nei prossimi mesi, come i partenariati menzionati dal ministro si tradurranno in iniziative verificabili. Il forum ha posto le basi per il dialogo; il seguito, secondo quanto dichiarato, dipenderà dalla volontà dei partecipanti di proseguire il lavoro congiunto.

Dove e quando si è concluso il Global CSR Forum? Il secondo Global CSR Forum si è concluso questa sera, martedì, a Riyadh, il 6 ottobre 2026, come riportato dall’agenzia di stampa saudita SPA. L’evento si è svolto nell’arco di due giorni e ha visto la partecipazione di ministri, amministratori delegati, esperti, specialisti e decisori nel campo della responsabilità sociale, a livello locale e internazionale. Tra i presenti anche leader governativi ed esecutivi, investitori, accademici e rappresentanti della società civile.

Quante persone hanno partecipato al forum? Secondo SPA, il forum ha visto la partecipazione di più di 3.000 partecipanti e oltre 100 relatori provenienti da tutto il mondo. I lavori si sono articolati in più di 40 sessioni e dialoghi specializzati. La platea ha incluso ministri, amministratori delegati, investitori, accademici, esperti, specialisti e rappresentanti della società civile. Si tratta della seconda edizione dell’evento, che si è tenuto a Riyadh sotto il patrocinio del Custode delle Due Sacre Moschee.

Quali temi hanno affrontato le sessioni del forum? Il programma del forum ha affrontato sei pilastri strategici: strategia e integrazione; clima, natura e transizione giusta; forza lavoro, gestione dei talenti e impatto sociale; innovazione responsabile; trasformazione digitale e responsabilità sociale d’impresa; e gli ulteriori ambiti previsti dall’agenda. Le oltre 40 sessioni e dialoghi hanno coperto questi temi con la partecipazione di più di 100 relatori internazionali. Il forum si è svolto nell’arco di due giorni a Riyadh.

Cosa ha dichiarato il ministro Ahmed Al-Rajhi? Il ministro delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale, Ahmed Al-Rajhi, ha affermato che il patrocinio del Custode delle Due Sacre Moschee e il sostegno del principe ereditario e primo ministro incarnano l’impegno del Regno a rafforzare la responsabilità sociale, sostenere l’innovazione e il dialogo e avanzare verso la leadership nel campo, in linea con Saudi Vision 2030. Ha anche invitato i partecipanti a proseguire il dialogo e il lavoro congiunto.

Il forum ha prodotto accordi o impegni specifici? Il ministro Al-Rajhi ha parlato di partenariati fruttuosi che aprono nuovi orizzonti e creano opportunità promettenti per la cooperazione in materia di responsabilità sociale. Tuttavia, nel materiale diffuso non sono indicati importi, accordi specifici firmati durante l’evento, né un calendario di follow-up. Non è stato reso noto nemmeno il numero esatto di organizzazioni partecipanti o la composizione dettagliata delle delegazioni internazionali. Il forum si è chiuso con un appello alla continuità del dialogo.

Qual è il legame con Saudi Vision 2030? Il ministro Al-Rajhi ha collegato esplicitamente l’impegno del Regno nel rafforzare la responsabilità sociale agli obiettivi di Saudi Vision 2030. Ha affermato che il patrocinio reale e il sostegno del principe ereditario riflettono la volontà di sostenere l’innovazione e il dialogo e di avanzare verso la leadership in questo campo, in linea con i target della Vision. Il forum, quindi, è stato presentato come parte di una cornice programmatica più ampia, non come evento isolato.