Roma, 30 settembre 2026. L’Arabia Saudita ha affermato che ospitare l’11° World Water Forum a Riyadh nel 2027 rappresenta una tappa importante nel rafforzamento dell’azione internazionale congiunta e nell’accelerazione del passaggio dagli impegni e dalle iniziative a soluzioni pratiche che contribuiscano alla sicurezza idrica e alla sostenibilità.
Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, la dichiarazione è arrivata durante la partecipazione del vice ministro per l’Acqua del Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dell’Agricoltura, il dott. Abdulaziz Al-Shaibani, a una sessione di dialogo tenutasi oggi nell’ambito dell’Euro-Mediterranean Water Forum a Roma, con la partecipazione di diversi ministri, alti funzionari ed esperti internazionali del settore idrico.
Al-Shaibani ha detto che il Regno dell’Arabia Saudita si sta preparando a ospitare l’11° World Water Forum dal 21 al 25 marzo 2027, osservando che il forum mira a rafforzare i partenariati internazionali, sostenere soluzioni attuabili e collegare gli impegni globali a programmi chiari il cui impatto possa essere misurato e i cui risultati possano essere monitorati.
Ha evidenziato che il World Water Forum di Riyadh affronterà sei temi principali e più di 30 argomenti, tra cui la sicurezza idrica, il finanziamento dell’acqua, l’acqua per gli esseri umani e la natura, la governance e la diplomazia dell’acqua, l’innovazione per l’acqua e il valore dell’acqua. Sono attesi più di 20.000 partecipanti da oltre 150 paesi.
Al-Shaibani ha sottolineato che il Regno sta lavorando per garantire un processo preparatorio inclusivo che coinvolga diversi portatori di interesse e rifletta le esigenze delle diverse regioni e paesi, rafforzando al contempo la partecipazione dei giovani, delle istituzioni accademiche, del settore privato, delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni dei bacini fluviali.
Ha inoltre invitato la comunità internazionale a contribuire attivamente ai preparativi per il forum e a fornire iniziative, competenze e partenariati che sostengano risultati pratici e sostenibili. Ha ribadito che il Regno auspica che il forum serva da piattaforma che riunisca il mondo per un’azione congiunta.
La scelta di Roma come sede della sessione di dialogo non è casuale: l’Euro-Mediterranean Water Forum riunisce ministri, alti funzionari ed esperti del settore idrico, e la presenza saudita in quel contesto segnala la volontà di collegare la preparazione del forum di Riyadh ai dibattiti in corso nel bacino del Mediterraneo. Ma quali sono i nodi concreti che il Regno intende portare al tavolo del 2027?
Il vice ministro ha indicato sei temi principali e più di 30 argomenti. Si va dalla sicurezza idrica al finanziamento dell’acqua, dall’acqua per gli esseri umani e la natura alla governance e alla diplomazia dell’acqua, fino all’innovazione per l’acqua e al valore dell’acqua. Si tratta di un perimetro ampio, che riflette la natura trasversale della questione idrica: non solo infrastrutture e risorse, ma anche finanza, diritto, diplomazia e innovazione tecnologica.
Il tema del finanziamento, in particolare, emerge come uno dei più delicati. Come si finanziano gli interventi idrici in paesi con risorse fiscali limitate? E come si misura l’impatto dei programmi varati, quando gli effetti sull’acqua si vedono spesso su orizzonti temporali lunghi?
Al-Shaibani ha insistito proprio su questo punto: collegare gli impegni globali a programmi chiari il cui impatto possa essere misurato e i cui risultati possano essere monitorati. È una formulazione che sposta l’accento dalla dichiarazione di intenti alla verifica dei risultati, un passaggio che molte conferenze internazionali faticano a compiere.
Il numero dei partecipanti attesi — più di 20.000 da oltre 150 paesi — dà la misura dell’ambizione dell’evento. Ma un’affluenza così ampia solleva anche interrogativi organizzativi e di sostanza. Come si garantisce che un forum di queste dimensioni produca decisioni operative e non solo documenti finali? E in che modo le organizzazioni dei bacini fluviali, spesso attori tecnici poco visibili, potranno incidere sull’agenda?
Il Regno ha sottolineato di voler assicurare un processo preparatorio inclusivo, che coinvolga diversi portatori di interesse e rifletta le esigenze delle diverse regioni e paesi. In questo quadro rientra l’enfasi sulla partecipazione dei giovani, delle istituzioni accademiche, del settore privato, delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni dei bacini fluviali.
La partecipazione dei giovani è un elemento ricorrente nelle strategie saudite di lungo periodo, e il forum idrico non fa eccezione. Ma come si traduce, in pratica, il coinvolgimento giovanile in un settore tecnico e fortemente regolato come quello dell’acqua? E quali competenze specifiche si intendono sviluppare?
Il settore privato è l’altro attore chiamato in causa. L’innovazione per l’acqua è uno dei sei temi principali, e le tecnologie di desalinizzazione, riuso e gestione della domanda sono aree in cui le imprese possono giocare un ruolo rilevante. Il forum di Riyadh potrà essere un momento di incontro tra capitali, tecnologia e bisogni idrici concreti?
La dimensione diplomatica non è secondaria. La governance e la diplomazia dell’acqua figurano tra i temi principali, e il contesto mediorientale rende la questione particolarmente sensibile: l’acqua attraversa confini, alimenta economie e talvolta alimenta tensioni. Un forum ospitato a Riyadh può contribuire a costruire fiducia tra paesi che condividono risorse idriche?
Al-Shaibani ha invitato la comunità internazionale a contribuire attivamente ai preparativi, fornendo iniziative, competenze e partenariati. È un appello che punta a fare del forum non solo un appuntamento calendariale, ma un processo continuo di preparazione. La domanda, però, resta aperta: quante delle iniziative annunciate in questi mesi arriveranno effettivamente alla fase attuativa?
Il World Water Forum è storicamente un luogo di dibattito e di definizione di agende, più che un organismo decisionale vincolante. Questo pone un limite strutturale all’impatto delle sue conclusioni. Il Regno sembra consapevole di questo limite, tanto da insistere sulla necessità di programmi misurabili e risultati monitorabili. Ma chi sarà incaricato di misurare e monitorare? E con quali strumenti?
La sessione di Roma ha visto la partecipazione di ministri, alti funzionari ed esperti internazionali. È il segno di una rete di relazioni già attiva, che il Regno intende coltivare nei mesi che separano dall’appuntamento di marzo 2027. Il calendario è relativamente breve: poco più di cinque mesi, considerando che la sessione si è tenuta a fine settembre 2026.
In questo periodo, il processo preparatorio dovrà definire i contenuti dei sei temi e dei più di 30 argomenti, mobilitare i partecipanti e costruire le condizioni per risultati concreti. È un lavoro complesso, che richiede coordinamento tra ministeri, organizzazioni internazionali e settore privato.
La scelta di annunciare l’approccio saudita dal palco di Roma, davanti a una platea euro-mediterranea, suggerisce anche una precisa strategia di comunicazione: presentare il forum di Riyadh come uno spazio globale, non regionale, aperto al contributo di paesi con esperienze idriche molto diverse. Dal Mediterraneo al Golfo, i problemi dell’acqua assumono forme differenti — scarsità, qualità, gestione dei bacini condivisi — ma le soluzioni possono circolare.
Resta da vedere come si articolerà il coinvolgimento delle organizzazioni dei bacini fluviali, attori cruciali in molte regioni del mondo e spesso portatori di conoscenze tecniche specifiche. La loro inclusione nel processo preparatorio sarà un indicatore della volontà di costruire un forum realmente rappresentativo.
Il Regno ha ribadito di voler garantire che il processo rifletta le esigenze delle diverse regioni e paesi. È una promessa impegnativa, perché le priorità idriche variano notevolmente: c’è chi affronta siccità strutturali, chi problemi di qualità, chi la gestione di risorse condivise tra più stati. Come si conciliano queste diverse priorità in un’agenda comune?
La risposta, secondo quanto indicato, sta nella struttura stessa del forum: sei temi principali e più di 30 argomenti offrono lo spazio per declinare la questione idrica in molteplici direzioni, evitando un approccio unico e consentendo a paesi e organizzazioni di contribuire su terreni specifici.
Il forum si terrà dal 21 al 25 marzo 2027. Cinque giorni per affrontare un’agenda vasta, con più di 20.000 partecipanti attesi da oltre 150 paesi. La logistica, i panel, le sessioni tematiche e i momenti di confronto politico dovranno essere organizzati con precisione. Ma la vera sfida non è organizzativa: è trasformare cinque giorni di dibattito in un’eredità duratura.
Al-Shaibani ha parlato di un forum che serva da piattaforma che riunisca il mondo per un’azione congiunta. È una formulazione ampia, che lascia aperte molte questioni operative. Il lancio non indica quali iniziative specifiche siano già state annunciate dai paesi partecipanti, né quali meccanismi di monitoraggio siano stati definiti, né quali risorse finanziarie siano state mobilitate.
Il comunicato non specifica inoltre quali ministri o quali paesi fossero rappresentati alla sessione di Roma, né se siano stati raggiunti accordi bilaterali a margine dell’incontro. Non indica nemmeno se il Regno abbia presentato una proposta formale di agenda o un documento di lavoro per il forum del 2027.
Quello che emerge con chiarezza è la cornice: un forum con sei temi principali e più di 30 argomenti, più di 20.000 partecipanti attesi da oltre 150 paesi, un processo preparatorio che punta sull’inclusività e sul coinvolgimento di giovani, accademia, settore privato, organizzazioni internazionali e organizzazioni dei bacini fluviali, e un appuntamento fissato dal 21 al 25 marzo 2027 a Riyadh.
La partita, nei mesi che restano, si giocherà sulla capacità di riempire quella cornice di contenuti verificabili. È qui che si misurerà la differenza tra un forum che produce dichiarazioni e un forum che produce risultati. E la domanda che accompagnerà i preparativi fino a marzo 2027 è semplice: il mondo arriverà a Riyadh con impegni concreti o con posizioni negoziali?
Quando e dove si terrà l’11° World Water Forum? Secondo quanto dichiarato dal vice ministro per l’Acqua Abdulaziz Al-Shaibani, il Regno dell’Arabia Saudita ospiterà l’11° World Water Forum a Riyadh dal 21 al 25 marzo 2027. L’annuncio è stato dato durante una sessione di dialogo all’Euro-Mediterranean Water Forum di Roma, come riferito dall’agenzia di stampa saudita SPA. Il forum mira a rafforzare i partenariati internazionali e a collegare gli impegni globali a programmi misurabili.
Quali temi affronterà il forum di Riyadh? Al-Shaibani ha indicato sei temi principali e più di 30 argomenti: sicurezza idrica, finanziamento dell’acqua, acqua per gli esseri umani e la natura, governance e diplomazia dell’acqua, innovazione per l’acqua e valore dell’acqua. La struttura ampia consente di declinare la questione idrica in molteplici direzioni e di riflettere le diverse priorità regionali. Il forum punta a sostenere soluzioni attuabili e a collegare gli impegni globali a programmi chiari con impatto misurabile.
Quanti partecipanti sono attesi al World Water Forum 2027? Secondo quanto riferito da SPA, sono attesi più di 20.000 partecipanti da oltre 150 paesi. Il dato dà la misura dell’ambizione dell’evento, che si svolgerà nell’arco di cinque giorni, dal 21 al 25 marzo 2027. Al-Shaibani ha sottolineato la volontà di garantire un processo preparatorio inclusivo che coinvolga giovani, istituzioni accademiche, settore privato, organizzazioni internazionali e organizzazioni dei bacini fluviali.
Qual è stato il ruolo della sessione di Roma? La sessione di dialogo si è tenuta nell’ambito dell’Euro-Mediterranean Water Forum a Roma, con la partecipazione di ministri, alti funzionari ed esperti internazionali del settore idrico. Il vice ministro Al-Shaibani è intervenuto per presentare l’approccio saudita al forum del 2027. La scelta di Roma come sede dell’annuncio collega la preparazione del forum di Riyadh ai dibattiti in corso nel bacino del Mediterraneo.
Quali attori sono chiamati a contribuire ai preparativi? Al-Shaibani ha invitato la comunità internazionale a contribuire attivamente ai preparativi, fornendo iniziative, competenze e partenariati. Il Regno punta a coinvolgere giovani, istituzioni accademiche, settore privato, organizzazioni internazionali e organizzazioni dei bacini fluviali. L’obiettivo dichiarato è un processo inclusivo che rifletta le esigenze delle diverse regioni e paesi e produca risultati pratici e sostenibili, con impatto misurabile e risultati monitorabili.
Cosa non è stato specificato nell’annuncio? Il comunicato non indica quali ministri o quali paesi fossero rappresentati alla sessione di Roma, né se siano stati raggiunti accordi bilaterali a margine dell’incontro. Non specifica nemmeno se il Regno abbia presentato una proposta formale di agenda o un documento di lavoro per il forum del 2027. Non vengono indicati meccanismi di monitoraggio definiti né risorse finanziarie mobilitate per i programmi annunciati.





