Tuesday, November 3, 2026
Cultura

La Biblioteca della Grande Moschea custodisce 9.612 libri rari e manoscritti

La Biblioteca della Grande Moschea custodisce 9.612 libri rari e manoscritti

La Biblioteca della Grande Moschea alla Mecca custodisce 9.612 tra libri rari, manoscritti, periodici e giornali d’epoca, un patrimonio che conserva l’eredità islamica e alimenta la ricerca accademica. Il dato è stato diffuso dall’agenzia di stampa saudita SPA il 29 settembre 2026, in un servizio dedicato alla struttura e alle sue collezioni.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, i volumi rari sono classificati secondo criteri scientifici rigorosi, che tengono conto dell’età, del contenuto, del formato fisico, delle dediche degli autori, della calligrafia e delle decorazioni artistiche. Si tratta di parametri che non misurano soltanto il valore commerciale o l’antichità di un esemplare, ma la sua collocazione dentro una storia del libro islamico fatta di mani, inchiostri e ornamenti. Quanti lettori sanno che una dedica vergata a margine può pesare, nella valutazione di un volume, quanto la sua data di stampa?

Manoscritti, annotazioni e litografie

Molti volumi presentano annotazioni manoscritte degli autori o elementi litografati, che ne accrescono il valore come fonti storiche autentiche. È un dettaglio che cambia il modo di leggere un catalogo: un libro non è solo il testo che contiene, ma anche le tracce di chi lo ha scritto, corretto, commentato o posseduto. Le annotazioni autografe trasformano un esemplare in una testimonianza diretta del lavoro intellettuale del suo autore, mentre gli elementi litografati rimandano a tecniche di riproduzione che hanno segnato la circolazione del sapere nel mondo islamico. In che modo queste tracce marginali possono riscrivere la biografia di un’opera e la storia della sua ricezione?

La collezione comprende, oltre ai libri rari, manoscritti, periodici e giornali d’epoca. La compresenza di tipologie diverse — dal codice manoscritto alla pubblicazione periodica — offre ai ricercatori una finestra su secoli di produzione culturale, religiosa e scientifica. I giornali d’epoca, in particolare, documentano una fase in cui la stampa periodica diventava veicolo di dibattito pubblico e di circolazione delle idee. Chi studia la storia intellettuale della regione sa quanto sia raro poter consultare, nello stesso luogo, un manoscritto e il periodico che ne ha discusso la diffusione.

Programmi di conservazione e sterilizzazione a ozono

Per proteggere questi documenti, la General Authority for the Care of the Affairs of the Grand Mosque and the Prophet’s Mosque attua programmi di conservazione specializzati. Tra le misure indicate da SPA figurano la sterilizzazione a base di ozono, le ispezioni periodiche, la rilegatura e il restauro delle pagine, interventi volti a prolungare la vita della collezione. Sono operazioni tecniche che richiedono tempo, competenze e continuità: la carta, la pergamena e le legature storiche reagiscono in modo diverso a umidità, temperatura, luce e agenti biologici. La sterilizzazione a ozono, in particolare, è pensata per contrastare il deterioramento senza sottoporre i materiali a trattamenti invasivi. Quanto è delicato l’equilibrio tra conservare un originale e renderlo consultabile?

Le ispezioni periodiche consentono di individuare precocemente segni di degrado, mentre la rilegatura e il restauro delle pagine intervengono su danni già presenti. È una manutenzione che si svolge lontano dagli occhi del pubblico, ma che determina la possibilità stessa di consultare domani ciò che oggi è ancora leggibile. In un patrimonio di quasi diecimila pezzi, ogni intervento va calibrato sul singolo esemplare: non esistono due manoscritti identici nel modo in cui invecchiano.

Digitalizzazione e consultazione sul posto

In linea con gli sforzi di trasformazione digitale dell’autorità, la biblioteca offre accesso alla propria collezione digitale tramite dispositivi presenti sul posto. La digitalizzazione non sostituisce l’originale, ma ne riduce la manipolazione diretta e apre possibilità di studio diverse: la consultazione su schermo permette di ingrandire dettagli, confrontare esemplari e lavorare su testi che altrimenti richiederebbero condizioni di accesso particolari. Come cambia il mestiere del ricercatore quando una fonte rara è disponibile su un dispositivo, ma resta fisicamente custodita a pochi metri di distanza?

Il servizio digitale, così come descritto da SPA, è accessibile sul posto e non viene indicata in questa sede una piattaforma online separata. Questo elemento distingue la biblioteca da altri progetti di digitalizzazione pensati per la consultazione remota: qui la tecnologia sembra accompagnare la visita, non sostituirla. Per gli studiosi che si recano alla Mecca, la possibilità di passare dall’originale alla copia digitale nello stesso ambiente di studio rappresenta un vantaggio concreto, soprattutto quando un volume è troppo fragile per essere maneggiato a lungo.

Orari di apertura e accesso

La struttura è aperta a ricercatori e pubblico dal sabato al giovedì, dalle 8:00 alle 20:45. L’orario copre l’intera giornata lavorativa e offre una fascia serale ampia, un dettaglio non secondario per chi concilia lo studio con altri impegni. La chiusura settimanale cade di venerdì. Chi organizza una consultazione deve quindi pianificare la visita tenendo conto di questa finestra, che resta invariata per ricercatori e pubblico senza distinzione di categoria.

L’apertura a entrambe le categorie, studiosi e visitatori, indica una scelta di accessibilità: il patrimonio non è riservato a un circuito accademico chiuso. Allo stesso tempo, la consultazione di materiale raro richiede normalmente procedure di richiesta e condizioni di utilizzo che SPA non dettaglia in questo servizio. Chi si avvicina per la prima volta a una collezione di questo tipo si trova davanti a una domanda pratica: come si concilia l’accesso pubblico con la tutela di documenti che non possono essere sostituiti?

Un patrimonio di quasi diecimila pezzi

Il numero complessivo — 9.612 tra libri rari, manoscritti, periodici e giornali d’epoca — colloca la Biblioteca della Grande Moschea tra le raccolte di rilievo per lo studio dell’eredità islamica. La cifra non distingue tra le diverse tipologie, e SPA non specifica quante unità appartengano a ciascuna categoria. Sappiamo però che i criteri di classificazione del materiale raro sono espliciti e combinano elementi materiali e intellettuali: età, contenuto, formato, dediche, calligrafia, ornamentazione artistica. È una griglia che riflette una concezione ampia del documento storico, in cui contano anche la manifattura e la provenienza.

La biblioteca si presenta così come un luogo a più funzioni: custodia, conservazione, catalogazione, digitalizzazione e consultazione. Ogni funzione ha i suoi tempi. La catalogazione richiede competenze filologiche e materiali; la conservazione richiede laboratori e cicli di intervento; la digitalizzazione richiede attrezzature e personale; la consultazione richiede spazi e regole. Il risultato è un’istituzione che lavora su un orizzonte lungo, in cui il valore di un’acquisizione o di un restauro si misura in decenni. Quante collezioni, nel mondo, riescono a mantenere insieme tutti questi fronti senza sacrificarne uno?

Il contesto della tutela nei Luoghi Santi

Il servizio di SPA attribuisce i programmi di conservazione alla General Authority for the Care of the Affairs of the Grand Mosque and the Prophet’s Mosque. La biblioteca rientra dunque nel perimetro di cura dei due Luoghi Santi, un ambito in cui la dimensione materiale e quella spirituale si intrecciano. Conservare un manoscritto che documenta la storia islamica non è solo un’operazione tecnica: è un modo di trasmettere un patrimonio a chi verrà dopo. Le misure elencate — sterilizzazione a ozono, ispezioni periodiche, rilegatura, restauro delle pagine — sono strumenti al servizio di questa finalità.

La compresenza di materiali così diversi, dai codici ai giornali, racconta anche una storia di continuità: la produzione intellettuale islamica non si è fermata alla pagina manoscritta, ma è passata attraverso la stampa, la litografia e il periodico. Una biblioteca che conserva entrambe le fasi offre una visione non frammentata di questo percorso. Per il ricercatore, poter seguire un tema attraverso supporti differenti significa ridurre la distanza tra discipline e periodi storici. Non è un dettaglio metodologico da poco.

Domande aperte

Il servizio di SPA non indica l’anno di fondazione della biblioteca, la storia delle acquisizioni, il numero di manoscritti rispetto ai libri a stampa, né i criteri con cui il pubblico può richiedere la consultazione del materiale raro. Non viene specificato se la collezione digitale sia destinata in futuro a un accesso remoto, né quali strumenti siano utilizzati per la catalogazione. Non sono indicati i costi dei programmi di conservazione, la loro periodicità esatta o il personale impiegato. Restano quindi aperte le domande su come, concretamente, un patrimonio di 9.612 pezzi venga gestito giorno per giorno. Chi volesse approfondire dovrà rivolgersi direttamente alla biblioteca e all’autorità competente, perché il servizio diffuso dall’agenzia si limita a delineare il quadro generale: la consistenza della raccolta, i criteri di classificazione, le misure di tutela, l’accesso digitale sul posto e gli orari di apertura.

Quanti pezzi comprende la collezione della Biblioteca della Grande Moschea? Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa saudita SPA il 29 settembre 2026, la biblioteca custodisce 9.612 tra libri rari, manoscritti, periodici e giornali d’epoca. Il dato complessivo non viene suddiviso per tipologia nel servizio, quindi non è indicato quante unità appartengano ai manoscritti, ai libri a stampa o ai periodici. La collezione è descritta come un punto di riferimento culturale per la conservazione dell’eredità islamica e per la ricerca accademica.

Come vengono classificati i volumi rari? SPA indica criteri scientifici rigorosi che includono età, contenuto, formato fisico, dediche degli autori, calligrafia e ornamentazione artistica. Molti volumi presentano annotazioni manoscritte degli autori o elementi litografati, che ne accrescono il valore come fonti storiche autentiche. La classificazione non si basa quindi solo sull’antichità, ma anche su caratteristiche materiali e intellettuali del singolo esemplare, come la manifattura e le tracce lasciate da chi lo ha scritto o posseduto.

Quali misure di conservazione vengono adottate? La General Authority for the Care of the Affairs of the Grand Mosque and the Prophet’s Mosque attua programmi specializzati che comprendono sterilizzazione a base di ozono, ispezioni periodiche, rilegatura e restauro delle pagine. L’obiettivo indicato è prolungare la vita della collezione. Si tratta di interventi calibrati sui singoli materiali, perché carta, pergamena e legature storiche reagiscono in modo diverso a umidità, luce e agenti biologici. SPA non specifica la periodicità esatta degli interventi né i costi.

La collezione è accessibile in formato digitale? Sì, in linea con gli sforzi di trasformazione digitale dell’autorità, la biblioteca offre accesso alla propria collezione digitale tramite dispositivi presenti sul posto. Il servizio di SPA non menziona una piattaforma online separata per la consultazione remota. La digitalizzazione riduce la manipolazione diretta degli originali e consente di lavorare su dettagli e confronti, ma resta collegata alla visita fisica alla struttura, dove il patrimonio è custodito.

Quali sono gli orari di apertura della biblioteca? La struttura è aperta a ricercatori e pubblico dal sabato al giovedì, dalle 8:00 alle 20:45, con chiusura settimanale di venerdì. L’orario copre l’intera giornata e include una fascia serale ampia. L’accesso è previsto sia per gli studiosi sia per i visitatori, senza distinzione indicata nel servizio. SPA non dettaglia le procedure di richiesta per consultare il materiale raro, che normalmente richiede condizioni di utilizzo specifiche a tutela dei documenti.

Quali informazioni non sono state diffuse da SPA? Il servizio non indica l’anno di fondazione della biblioteca, la storia delle acquisizioni, la ripartizione interna dei 9.612 pezzi per tipologia, i costi e la periodicità esatta dei programmi di conservazione, il personale impiegato e le procedure per richiedere la consultazione del materiale raro. Non viene specificato se la collezione digitale sarà accessibile da remoto in futuro. Per questi dettagli occorre rivolgersi direttamente alla biblioteca e all’autorità competente per la cura dei Luoghi Santi.