Tuesday, November 3, 2026
Economia

Al-Kassabi guiderà la delegazione saudita al G20 dei ministri del Commercio a Milwaukee

Al-Kassabi guiderà la delegazione saudita al G20 dei ministri del Commercio a Milwaukee

Il ministro del Commercio e presidente del consiglio di amministrazione della General Authority for Foreign Trade (GAFT), Majid Al-Kassabi, guiderà la delegazione dell’Arabia Saudita alla riunione dei ministri del Commercio del G20, in programma dal 30 settembre al 1° ottobre 2026 a Milwaukee, nel Wisconsin, negli Stati Uniti.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 29 settembre 2026, la riunione si inserisce nel calendario del G20, il cui vertice di quest’anno è ospitato dagli Stati Uniti.

Il G20 Trade and Investment Working Group (TIWG) concentra i suoi lavori su quattro priorità: porre fine al lavoro forzato, il principio della nazione più favorita, il contenimento dell’uso dei beni alimentari come arma e lo scambio di opinioni sull’eccesso di capacità produttiva.

La presidenza statunitense del G20 per il 2026 è incentrata su tre priorità: crescita economica, abbondanza energetica e rimozione delle barriere inutili.

Il commercio dell’Arabia Saudita con i Paesi del G20 ha totalizzato circa 2.300 miliardi di dollari nel quinquennio 2021-2025.

La riunione di Milwaukee arriva in un momento in cui il commercio internazionale è attraversato da tensioni su più fronti. Il TIWG, il gruppo di lavoro del G20 su commercio e investimenti, è il tavolo tecnico in cui i delegati preparano il terreno ai ministri. Le quattro priorità indicate dalla SPA non sono temi astratti: riguardano catene di fornitura, regole di accesso ai mercati e sicurezza alimentare. Perché il lavoro forzato è diventato un capitolo del commercio internazionale? Perché il principio della nazione più favorita, pilastro del sistema multilaterale, torna al centro del dibattito? E perché si parla di armi alimentari in un consesso commerciale?

Il principio della nazione più favorita è una delle regole fondamentali dell’Organizzazione mondiale del commercio: impone che un vantaggio commerciale concesso a un Paese venga esteso a tutti gli altri membri. La sua messa in discussione o il suo indebolimento hanno effetti diretti sui flussi di merci e sugli investimenti. Per l’Arabia Saudita, che intrattiene scambi con tutti i principali blocchi economici, la prevedibilità di questa regola è parte della propria strategia commerciale. Quanto pesa, per un’economia esportatrice di energia e prodotti industriali, la certezza delle regole? E quanto incide, invece, la loro erosione?

Il tema del lavoro forzato è entrato nell’agenda commerciale perché sempre più spesso viene collegato a misure di accesso al mercato e a controlli sulle catene di approvvigionamento. I Paesi esportatori devono dimostrare la conformità dei propri processi produttivi. Per un’economia diversificata come quella saudita, che punta su manifattura, logistica e servizi, la trasparenza delle filiere è una condizione operativa. Come si concilia la tutela dei diritti dei lavoratori con la fluidità degli scambi? E quali strumenti concreti possono uscire da un tavolo come il TIWG?

Il terzo punto, il contenimento dell’uso dei beni alimentari come arma, tocca la sicurezza alimentare globale. Le interruzioni nelle forniture di grano e altri prodotti agricoli hanno mostrato quanto rapidamente un’arma commerciale possa diventare una crisi umanitaria. L’Arabia Saudita importa gran parte del proprio fabbisogno alimentare e ha sviluppato una rete di approvvigionamento diversificata. In che modo un principio negoziato al G20 può tradursi in maggiore stabilità per i mercati? E quali garanzie possono ottenere i Paesi importatori?

Il quarto tema, l’eccesso di capacità produttiva, riguarda settori in cui l’offerta supera la domanda e i prezzi vengono compressi da pratiche di sostegno pubblico. È un dossier che attraversa l’industria manifatturiera, l’energia e la tecnologia. Per i Paesi che stanno costruendo nuove capacità produttive, come l’Arabia Saudita nell’ambito della propria trasformazione economica, la questione è delicata: da un lato si vuole evitare distorsioni del mercato, dall’altro si difende il diritto a sviluppare settori industriali. Dove passa il confine tra concorrenza leale e politica industriale legittima? E chi lo definisce?

La presidenza statunitense ha indicato tre priorità: crescita economica, abbondanza energetica e rimozione delle barriere inutili. Sono parole che indicano una direzione: meno ostacoli agli scambi, più disponibilità di energia, più crescita. Per l’Arabia Saudita, uno dei maggiori produttori mondiali di energia, il tema dell’abbondanza energetica si intreccia con la propria posizione nel mercato globale. Come si traduce, in pratica, l’abbondanza energetica in una agenda commerciale? E in che modo la rimozione delle barriere inutili può favorire i Paesi che stanno diversificando la propria economia?

Il dato sul commercio saudita con i Paesi del G20 offre la misura dell’interesse del Regno per questo tavolo: circa 2.300 miliardi di dollari in cinque anni, dal 2021 al 2025. È una cifra che colloca il G20 al centro della rete commerciale saudita. Non si tratta, quindi, di una partecipazione di cortesia: le decisioni discusse a Milwaukee hanno un impatto diretto sui flussi che attraversano il Regno. Quanto conta, per un’economia come quella saudita, poter contare su regole stabili e condivise? E quanto è importante essere presenti nella stanza in cui quelle regole vengono discusse?

La delegazione guidata da Al-Kassabi arriva a Milwaukee con un mandato che combina interessi nazionali e posizioni multilaterali. Il ministro del Commercio presiede anche il consiglio di amministrazione della GAFT, l’autorità saudita per il commercio estero, l’ente che gestisce la politica commerciale del Regno. La doppia veste indica il peso attribuito al dossier. In un momento in cui il commercio globale è frammentato da misure unilaterali e da catene di fornitura riorganizzate, la partecipazione a un consesso come il G20 serve a mantenere aperti i canali di dialogo. Ma quanto può un tavolo ministeriale cambiare la direzione dei mercati? E quali risultati concreti possono essere misurati dopo due giorni di lavori?

Il formato del G20 riunisce le principali economie avanzate ed emergenti. Le sue decisioni non sono vincolanti come quelle di un trattato, ma orientano le politiche e definiscono linguaggi comuni. Per i ministri del Commercio, il valore della riunione sta anche nella possibilità di incontri bilaterali a margine. La delegazione saudita potrebbe sfruttare l’occasione per approfondire dossier commerciali con i partner presenti. Quali incontri bilaterali si terranno a Milwaukee? E quali intese potrebbero nascere ai margini del tavolo principale?

Il calendario è serrato: la riunione si svolge il 30 settembre e il 1° ottobre 2026. Due giorni per affrontare quattro priorità del gruppo di lavoro e tre priorità della presidenza. Il TIWG ha il compito di preparare il terreno, ma sono i ministri a dare l’indirizzo politico. Il risultato tipico di questi incontri è un comunicato condiviso, che fissa i punti di convergenza e registra le divergenze. Anche il linguaggio di un comunicato, però, ha un peso: definisce ciò che i Paesi si impegnano a fare e ciò che evitano di fare. Quanto conterà, nel testo finale, il tema del lavoro forzato? E come verrà formulato il passaggio sull’eccesso di capacità produttiva?

Per l’Arabia Saudita, la partecipazione si inserisce in una strategia commerciale più ampia, che punta a diversificare i partner e ad attrarre investimenti. Il commercio con i Paesi del G20 rappresenta la quota dominante degli scambi del Regno. Mantenere relazioni fluide con tutti i membri è quindi una priorità operativa, non solo diplomatica. In questo quadro, il tema della sicurezza alimentare ha una rilevanza particolare: il Regno dipende dalle importazioni per gran parte del proprio fabbisogno e ha interesse a che i mercati agricoli restino aperti e prevedibili. Come può un principio discusso al G20 ridurre il rischio di nuove interruzioni? E quali meccanismi di allerta precoce potrebbero essere concordati?

Il tema energetico, indicato tra le priorità della presidenza statunitense, si collega direttamente agli interessi sauditi. L’abbondanza energetica, nella lettura della presidenza, significa disponibilità di forniture a prezzi accessibili, condizione per la crescita economica. Per un produttore come l’Arabia Saudita, significa anche stabilità della domanda e degli investimenti. Come si concilia l’obiettivo di abbondanza con la transizione energetica in corso? E quale ruolo possono giocare i Paesi produttori nella definizione delle regole commerciali dell’energia?

La riunione di Milwaukee è, in definitiva, un passaggio di un processo più lungo. Il G20 lavora per cicli annuali e le priorità di una presidenza vengono ereditate, modificate o abbandonate dalla successiva. Le quattro priorità del TIWG — lavoro forzato, nazione più favorita, armi alimentari, eccesso di capacità — sono temi che richiedono tempo per trovare soluzioni condivise. La presenza saudita serve a presidiare il processo e a orientarlo. Ma quanto è efficace, per un Paese, partecipare a un tavolo le cui decisioni non sono vincolanti? E quanto conta, invece, la capacità di costruire coalizioni su singoli dossier?

La SPA non indica quali incontri bilaterali terrà Al-Kassabi a Milwaukee, né quali posizioni specifiche presenterà l’Arabia Saudita sulle quattro priorità del gruppo di lavoro. Non precisa nemmeno se la delegazione includa altri funzionari oltre al ministro, né se siano previsti incontri con la presidenza statunitense. Il comunicato finale della riunione non è stato anticipato. Questi elementi restano fuori dal quadro fornito dall’agenzia di stampa saudita.

Chi guiderà la delegazione saudita al G20 dei ministri del Commercio? La delegazione sarà guidata da Majid Al-Kassabi, ministro del Commercio e presidente del consiglio di amministrazione della General Authority for Foreign Trade (GAFT). La riunione si terrà dal 30 settembre al 1° ottobre 2026 a Milwaukee, nel Wisconsin, negli Stati Uniti. La SPA ha riferito la notizia il 29 settembre 2026. Non sono stati indicati altri membri della delegazione.

Quali sono le quattro priorità del G20 Trade and Investment Working Group? Il gruppo di lavoro su commercio e investimenti concentra i lavori su quattro priorità: porre fine al lavoro forzato, il principio della nazione più favorita, il contenimento dell’uso dei beni alimentari come arma e lo scambio di opinioni sull’eccesso di capacità produttiva. Sono i temi indicati dalla SPA. Il TIWG è il tavolo tecnico che prepara il terreno ai ministri.

Quali sono le priorità della presidenza statunitense del G20 nel 2026? Gli Stati Uniti ospitano le riunioni del G20 nel 2026 e la loro presidenza è incentrata su tre priorità: crescita economica, abbondanza energetica e rimozione delle barriere inutili. Lo ha riferito la SPA. La riunione dei ministri del Commercio si svolge a Milwaukee, nel Wisconsin, dal 30 settembre al 1° ottobre 2026.

Quanto vale il commercio dell’Arabia Saudita con i Paesi del G20? Secondo la SPA, il commercio dell’Arabia Saudita con i Paesi del G20 ha totalizzato circa 2.300 miliardi di dollari nel quinquennio dal 2021 al 2025. È una cifra che colloca il G20 al centro della rete commerciale saudita. Il dato riguarda il periodo di cinque anni indicato dall’agenzia.

Dove e quando si tiene la riunione dei ministri del Commercio del G20? La riunione è in programma dal 30 settembre al 1° ottobre 2026 a Milwaukee, nel Wisconsin, negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti ospitano le riunioni del G20 nel 2026. La SPA ha diffuso la notizia il 29 settembre 2026, alle 17:55 ora locale e alle 14:55 GMT.

Cosa non è stato reso noto sulla partecipazione saudita? La SPA non indica quali incontri bilaterali terrà Al-Kassabi a Milwaukee, né quali posizioni specifiche presenterà l’Arabia Saudita sulle quattro priorità del gruppo di lavoro. Non precisa se la delegazione includa altri funzionari oltre al ministro, né se siano previsti incontri con la presidenza statunitense. Il comunicato finale della riunione non è stato anticipato.