Monday, November 2, 2026
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Shura Council: 555 risoluzioni e 46 sessioni nel secondo anno della nona legislatura

Shura Council: 555 risoluzioni e 46 sessioni nel secondo anno della nona legislatura

Il Consiglio della Shura ha reso noti i risultati legislativi, di vigilanza e di diplomazia parlamentare del secondo anno della nona sessione, in occasione del discorso reale pronunciato ieri da Sua Altezza Reale il principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud, principe ereditario e primo ministro, a nome del Custode delle Due Sacre Moschee, re Salman bin Abdulaziz Al Saud, per inaugurare il terzo anno della nona sessione.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA il 1° ottobre 2026, il Consiglio ha tenuto 46 sessioni ordinarie per oltre 96 ore di deliberazione e 1.461 interventi dei membri. Ha emanato 555 risoluzioni, convocato 376 riunioni di commissione specializzata, ospitato 331 funzionari governativi per discutere le prestazioni istituzionali e partecipato a 135 impegni di diplomazia parlamentare nazionale e internazionale. Sul piano legislativo, il Consiglio ha esaminato 82 leggi e regolamenti insieme a 13 proposte presentate ai sensi dell’articolo 23 della legge sul Consiglio della Shura.

Quarantasei sessioni ordinarie, oltre 96 ore di deliberazione e 1.461 interventi: sono i numeri che raccontano un anno di lavoro parlamentare. Ma cosa significano davvero 555 risoluzioni per la vita quotidiana dei cittadini? È la domanda che attraversa il bilancio diffuso dal Consiglio, perché ogni risoluzione è un indirizzo rivolto a un ministero o a un ente pubblico, e il suo peso si misura nell’attuazione.

Nel campo della performance governativa e dello sviluppo istituzionale, il Consiglio ha sollecitato il National Center for Performance Measurement (Adaa) a definire indicatori di impatto strategico, valutare gli obiettivi delle agenzie e organizzare un forum annuale sulla performance pubblica. Un invito che tocca il cuore del modello di valutazione dello Stato: come si misura il risultato di un ente pubblico oltre i numeri di attività? E chi verifica che gli indicatori di impatto non restino sulla carta?

Le risoluzioni indirizzate al Ministero degli Affari Islamici, della Predicazione e dell’Orientamento e alla Presidenza Generale della Ricerca Islamica e dell’Ifta hanno insistito sull’adozione dell’archiviazione digitale, sulla definizione di KPI operativi, sul coinvolgimento del settore non profit e sull’ampliamento dell’invio internazionale di imam durante il Ramadan per promuovere la moderazione. Qui il nesso tra digitalizzazione e missione religiosa è esplicito: l’archivio digitale e gli indicatori operativi servono a rendere tracciabile un’attività che per sua natura è anche spirituale. Quanti imam vengono inviati all’estero e in quali Paesi? Il comunicato non lo specifica, ma indica la direzione: espandere la presenza durante il mese di digiuno.

Nei settori economico, commerciale ed energetico, il Consiglio ha indirizzato il Ministero del Commercio a semplificare le procedure per le startup, a imporre l’ampia accettazione dei metodi di pagamento elettronico e a far rispettare l’esposizione chiara dell’IVA e i meccanismi di risoluzione delle controversie con i consumatori. Sono misure che parlano direttamente a chi avvia un’impresa e a chi compra: perché una startup dovrebbe perdere tempo in procedure che potrebbero essere snellite? E quanto pesa, nella fiducia del consumatore, vedere il prezzo con IVA esposta senza ambiguità?

Le direttive al Ministero dell’Energia hanno sollecitato l’equilibrio tra capacità energetiche rinnovabili e convenzionali, la preparazione delle reti elettriche ai data center ad alta densità, la valutazione della domanda di idrogeno verde e l’accelerazione dei progetti di fornitura di gas per le città industriali. È il fronte su cui si incrociano transizione e industria: come si concilia la spinta sulle rinnovabili con la necessità di alimentare infrastrutture ad altissimo consumo come i data center? E la domanda di idrogeno verde, prima di essere soddisfatta, va misurata: il Consiglio chiede proprio questo.

Il quadro che emerge dal bilancio è quello di un Consiglio che non si limita a legiferare, ma insegue l’attuazione. Le 376 riunioni di commissione specializzata e le 331 audizioni di funzionari governativi disegnano un lavoro di verifica condotto ministero per ministero, ente per ente. Ospitare 331 funzionari per discutere le prestazioni istituzionali significa chiedere conto dei risultati: è il cuore della funzione di vigilanza. Ma una vigilanza senza pubblicità dei risultati quanto può incidere? Il comunicato elenca i numeri delle audizioni, non gli esiti delle singole discussioni.

Sul piano della diplomazia parlamentare, il Consiglio ha preso parte a 135 impegni nazionali e internazionali. È il volto esterno dell’istituzione, quello che costruisce relazioni con i parlamenti di altri Paesi. In un anno segnato da un’intensa attività diplomatica del Regno, il contributo del Consiglio si colloca in questa cornice: quanti di questi 135 impegni si sono tradotti in intese o gruppi di amicizia parlamentare? Il dato numerico c’è, il dettaglio no.

Il discorso reale pronunciato ieri dal principe ereditario a nome di re Salman ha aperto il terzo anno della nona sessione. Il Consiglio ha colto l’occasione per ripercorrere l’anno trascorso, presentando un bilancio che intreccia legislazione, controllo e presenza internazionale. Le 82 leggi e regolamenti esaminati e le 13 proposte presentate ai sensi dell’articolo 23 della legge sul Consiglio della Shura indicano un’agenda legislativa densa, distribuita su più ambiti: dal commercio all’energia, dagli affari islamici alla performance pubblica.

L’articolo 23, che consente ai membri di presentare proposte, è uno degli strumenti che danno al Consiglio un ruolo propositivo, non solo di revisione. Tredici proposte in un anno: poche o molte? Dipende dal tasso di conversione in provvedimenti, che il comunicato non indica. È una delle informazioni che il bilancio lascia fuori.

Restano fuori dal comunicato anche i tempi di attuazione delle direttive, il grado di recepimento da parte dei ministeri e gli eventuali scostamenti dagli obiettivi fissati. Il Consiglio ha chiesto ad Adaa indicatori di impatto strategico e un forum annuale sulla performance pubblica: proprio questi strumenti, se attivati, potrebbero in futuro rendere misurabile ciò che oggi è solo enumerato. Il bilancio del secondo anno della nona sessione si chiude così, con un elenco di attività e di indirizzi, e con la domanda implicita su cosa produrranno.

Quali numeri ha reso noti il Consiglio della Shura? Il Consiglio ha tenuto 46 sessioni ordinarie per oltre 96 ore di deliberazione e 1.461 interventi dei membri. Ha emanato 555 risoluzioni, convocato 376 riunioni di commissione specializzata, ospitato 331 funzionari governativi e partecipato a 135 impegni di diplomazia parlamentare nazionale e internazionale. Sul piano legislativo ha esaminato 82 leggi e regolamenti e 13 proposte presentate ai sensi dell’articolo 23 della legge sul Consiglio della Shura. I dati sono stati diffusi da SPA il 1° ottobre 2026.

Cosa ha chiesto il Consiglio ad Adaa? Il Consiglio ha sollecitato il National Center for Performance Measurement (Adaa) a definire indicatori di impatto strategico, valutare gli obiettivi delle agenzie e organizzare un forum annuale sulla performance pubblica. Si tratta di misure volte a rendere più solido il sistema di valutazione delle istituzioni. Il comunicato non indica tempi né modalità di attuazione di queste richieste, che rientrano nel capitolo dedicato alla performance governativa e allo sviluppo istituzionale.

Quali direttive riguardano il Ministero del Commercio? Il Consiglio ha indirizzato il Ministero del Commercio a semplificare le procedure per le startup, a imporre l’ampia accettazione dei metodi di pagamento elettronico e a far rispettare l’esposizione chiara dell’IVA e i meccanismi di risoluzione delle controversie con i consumatori. Le direttive toccano sia chi avvia un’impresa sia chi acquista beni e servizi. Il comunicato non specifica scadenze né strumenti di verifica per queste misure.

Cosa è stato chiesto al Ministero dell’Energia? Le direttive al Ministero dell’Energia hanno sollecitato l’equilibrio tra capacità energetiche rinnovabili e convenzionali, la preparazione delle reti elettriche ai data center ad alta densità, la valutazione della domanda di idrogeno verde e l’accelerazione dei progetti di fornitura di gas per le città industriali. Sono indirizzi che intrecciano transizione energetica e sviluppo industriale. Il comunicato non riporta importi, potenze né calendari per questi interventi.

Quali indicazioni riguardano il settore islamico? Le risoluzioni dirette al Ministero degli Affari Islamici, della Predicazione e dell’Orientamento e alla Presidenza Generale della Ricerca Islamica e dell’Ifta hanno insistito sull’adozione dell’archiviazione digitale, sulla definizione di KPI operativi, sul coinvolgimento del settore non profit e sull’ampliamento dell’invio internazionale di imam durante il Ramadan per promuovere la moderazione. Il comunicato non indica il numero di imam coinvolti né i Paesi di destinazione.

In cosa consiste la diplomazia parlamentare citata? Il Consiglio ha preso parte a 135 impegni di diplomazia parlamentare nazionale e internazionale nel corso dell’anno. Si tratta del versante esterno dell’attività dell’istituzione, che costruisce relazioni con i parlamenti di altri Paesi. Il comunicato riporta il dato numerico complessivo, senza dettagliare gli esiti dei singoli incontri né eventuali intese raggiunte. Il bilancio è stato presentato in occasione del discorso reale che ha inaugurato il terzo anno della nona sessione.