Sunday, November 8, 2026
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Makkah, aperte nuove corsie sulla Terza Tangenziale e su Prince Saud Al Faisal

Makkah, aperte nuove corsie sulla Terza Tangenziale e su Prince Saud Al Faisal

La Royal Commission for Makkah City and Holy Sites ha aperto al traffico diverse corsie di nuova realizzazione lungo la Third Ring Road e la Prince Saud Al Faisal Road, riducendo i tempi di percorrenza di oltre il 90%. È il dato più netto contenuto nell’annuncio diffuso da Makkah il 26 settembre 2026.

Come ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA, l’intervento sulla Third Ring Road comprende un tratto aggiuntivo di 1,5 chilometri che collega l’intersezione Prince Mutib all’intersezione della Grande Moschea, passando per l’intersezione Prince Sultan. Sul fronte della Prince Saud Al Faisal Road è stato invece inaugurato il traffico sull’ultima sezione, che unisce l’asse Prince Mohammed bin Salman ad Abdulqadir Koshak Street attraverso l’intersezione Prince Naif bin Abdulaziz.

Le aperture rientrano in progetti infrastrutturali integrati pensati per alleggerire la congestione del traffico, migliorare la sicurezza stradale e rendere più fluido l’accesso di residenti, visitatori e pellegrini durante le stagioni di Hajj e Umrah.

Chi conosce Makkah nei giorni di picco sa quanto ogni chilometro conti. La città accoglie flussi che si concentrano in finestre temporali ristrette, e la rete viaria deve reggere contemporaneamente gli spostamenti quotidiani dei residenti e gli arrivi dei pellegrini. Che cosa significa, in concreto, ridurre i tempi di percorrenza di oltre il 90% su un asse che porta verso la Grande Moschea? Significa che un tragitto che prima assorbiva gran parte della giornata può trasformarsi in uno spostamento breve, con effetti a catena su autobus, taxi, mezzi di soccorso e consegne.

Il tratto di 1,5 chilometri sulla Third Ring Road non è un semplice allungamento. Il collegamento tra l’intersezione Prince Mutib e quella della Grande Moschea, passando per Prince Sultan, crea una continuità tra punti nodali della viabilità cittadina. La domanda che si pongono gli addetti ai lavori è semplice: quanta pressione viene tolta alle strade parallele quando un’arteria ad anello guadagna una corsia in più proprio nei punti di snodo? La risposta, secondo la logica dei progetti integrati citati dalla Royal Commission, sta nella distribuzione dei flussi su più itinerari, con meno code concentrate e più alternative per chi entra e chi esce dal centro.

Sul versante della Prince Saud Al Faisal Road, l’inaugurazione dell’ultima sezione chiude un percorso che va dall’asse Prince Mohammed bin Salman ad Abdulqadir Koshak Street attraverso l’intersezione Prince Naif bin Abdulaziz. È il tipo di completamento che cambia la geografia degli spostamenti: prima l’asse poteva risultare interrotto o meno diretto, ora si presenta come una catena continua di collegamenti. Quanti pellegrini, in una sola giornata di Umrah, passano da questi incroci senza sapere che stanno attraversando un cantiere appena concluso? Difficile dirlo con i soli dati diffusi, ma la funzione dichiarata è proprio questa: servire residenti, visitatori e pellegrini.

La scelta di annunciare insieme le due aperture non è casuale. Third Ring Road e Prince Saud Al Faisal Road non sono strade isolate: insieme formano una maglia che collega assi di scorrimento, quartieri e accessi ai luoghi di culto. Migliorare la sicurezza stradale, come indicato nella nota, significa anche ridurre i punti di conflitto tra veicoli e pedoni, e rendere più prevedibili le manovre negli incroci. Chi gestisce i flussi durante l’Hajj sa che la sicurezza non dipende solo dalla larghezza della carreggiata, ma dalla chiarezza dei percorsi e dalla capacità di separare i movimenti.

Le stagioni di Hajj e Umrah rappresentano il banco di prova più duro per qualsiasi infrastruttura di Makkah. Le nuove corsie vengono presentate come parte di progetti integrati destinati proprio a questi periodi. Ma cosa accade fuori stagione? Le stesse strade servono la vita quotidiana della città, i tragitti casa-lavoro, le scuole, i mercati. Un’infrastruttura pensata per i picchi di pellegrinaggio finisce per essere usata tutto l’anno, e questo moltiplica il valore dell’investimento. La riduzione dei tempi di percorrenza superiore al 90% è il parametro scelto per comunicare il risultato: un numero che parla di ore restituite a chi si muove.

Resta da capire come questi interventi si inseriscano nel quadro più ampio della mobilità della città santa. La Royal Commission for Makkah City and Holy Sites opera su più fronti, e le aperture annunciate rappresentano un tassello visibile di un lavoro che comprende progettazione, esecuzione e gestione del traffico. La sequenza degli interventi — prima il tratto sulla Third Ring Road, poi l’ultima sezione della Prince Saud Al Faisal Road — suggerisce una progressione per lotti funzionali, con l’obiettivo di rendere operativo ciò che è pronto senza attendere il completamento dell’intero sistema.

Per i residenti, l’effetto più immediato è la possibilità di scegliere percorsi alternativi. Per i visitatori, la riduzione dell’incertezza sui tempi di arrivo. Per i pellegrini, un accesso più diretto ai luoghi di culto. Sono tre categorie citate esplicitamente nella nota SPA, e ognuna ha esigenze diverse: chi vive a Makkah conosce le scorciatoie, chi arriva per la prima volta no. Una segnaletica chiara e incroci ben progettati aiutano soprattutto i secondi. Quanto tempo serve perché le nuove corsie entrino davvero nelle abitudini di chi guida? L’esperienza insegna che l’adattamento dei flussi richiede settimane, a volte mesi, ma il beneficio strutturale resta.

Il collegamento tra Prince Mohammed bin Salman axis e Abdulqadir Koshak Street attraverso Prince Naif bin Abdulaziz aggiunge un ulteriore tassello alla continuità viaria. Chi percorre questo itinerario trova ora una sezione finale completata, che elimina la cesura precedente. In una città dove la rete stradale deve convivere con cantieri e trasformazioni continue, la chiusura di un tratto è un evento rilevante: significa che un percorso può essere usato nella sua interezza, senza deviazioni imposte.

La nota diffusa da SPA non fornisce dettagli su costi, tempi di realizzazione dei lavori o volumi di traffico attesi. Non indica nemmeno quante corsie siano state aggiunte in totale, né se siano previsti ulteriori lotti sulle stesse arterie. Queste informazioni non compaiono nel testo dell’agenzia, e non è possibile ricavarle da altre fonti citate. Quello che emerge con chiarezza è il perimetro dell’intervento: Third Ring Road, con il tratto Prince Mutib–Grand Mosque via Prince Sultan, e Prince Saud Al Faisal Road, con la sezione Prince Mohammed bin Salman–Abdulqadir Koshak via Prince Naif bin Abdulaziz.

Il riferimento alle stagioni di Hajj e Umrah colloca le aperture in una prospettiva di lungo periodo. Makkah continua a crescere come destinazione di pellegrinaggio, e ogni miglioramento della capacità viaria contribuisce a gestire numeri che, nei periodi di punta, mettono sotto stress ogni servizio cittadino. Le nuove corsie non risolvono da sole la congestione, ma ne riducono l’intensità su itinerari chiave. È una logica incrementale: aprire ciò che è pronto, misurare l’effetto, procedere con il resto.

Per chi osserva da fuori, la notizia offre un’indicazione precisa su come la città santa stia affrontando il tema della mobilità. Non si parla di un singolo progetto isolato, ma di progetti infrastrutturali integrati, con obiettivi dichiarati: alleggerire il traffico, migliorare la sicurezza, facilitare l’accesso. Sono tre finalità che si sostengono a vicenda. Una strada più fluida è anche una strada più sicura, perché riduce le manovre brusche e i rallentamenti improvvisi. Un accesso più semplice ai luoghi di culto riduce la pressione sulle vie secondarie.

La data del 26 settembre 2026 segna il momento in cui questi tratti entrano in funzione. Da quel giorno, chi percorre la Third Ring Road tra Prince Mutib e la Grande Moschea, o la Prince Saud Al Faisal Road da Prince Mohammed bin Salman ad Abdulqadir Koshak, trova una viabilità aggiornata. Quanto ci vorrà perché i benefici dichiarati si traducano in un’esperienza quotidiana stabile? La risposta dipenderà dalla gestione del traffico, dalla segnaletica e dalla capacità di mantenere nel tempo la qualità dell’infrastruttura appena aperta.

La Royal Commission for Makkah City and Holy Sites ha comunicato l’apertura senza aggiungere ulteriori elementi oltre a quelli riportati. Non ci sono dichiarazioni di funzionari, né dati su fasi successive. Il quadro che resta è quello di una città che continua a lavorare sulla propria rete viaria, con interventi mirati su arterie che servono insieme la vita quotidiana e il pellegrinaggio. Le nuove corsie sono ora percorribili, e la riduzione dei tempi di percorrenza superiore al 90% è il parametro con cui l’operazione viene presentata.

Quali tratti stradali sono stati aperti al traffico a Makkah? L’apertura riguarda diverse corsie di nuova realizzazione lungo la Third Ring Road e la Prince Saud Al Faisal Road. Sulla Third Ring Road è incluso un tratto aggiuntivo di 1,5 chilometri che collega l’intersezione Prince Mutib all’intersezione della Grande Moschea passando per Prince Sultan. Sulla Prince Saud Al Faisal Road è stata inaugurata l’ultima sezione, che unisce l’asse Prince Mohammed bin Salman ad Abdulqadir Koshak Street attraverso l’intersezione Prince Naif bin Abdulaziz. L’annuncio è stato diffuso da SPA il 26 settembre 2026.

Di quanto si riducono i tempi di percorrenza con le nuove corsie? Secondo quanto riportato da SPA, le nuove corsie riducono i tempi di percorrenza di oltre il 90%. È il dato principale comunicato dalla Royal Commission for Makkah City and Holy Sites insieme all’apertura al traffico. La nota non specifica su quali singoli tragitti sia misurata questa riduzione, né indica i tempi di percorrenza precedenti o successivi in minuti. Il parametro viene presentato come risultato complessivo degli interventi sulle due arterie interessate.

A chi sono destinate le nuove corsie di Makkah? La nota SPA indica tre categorie di beneficiari: residenti, visitatori e pellegrini durante le stagioni di Hajj e Umrah. Le aperture fanno parte di progetti infrastrutturali integrati pensati per alleggerire la congestione, migliorare la sicurezza stradale e rendere più fluido l’accesso. Si tratta quindi di interventi che servono sia la mobilità quotidiana della città sia i flussi straordinari legati al pellegrinaggio, con l’obiettivo dichiarato di distribuire meglio il traffico su itinerari chiave.

Quali obiettivi dichiara la Royal Commission for Makkah City and Holy Sites? Gli obiettivi indicati nella nota sono tre: ridurre la congestione del traffico, migliorare la sicurezza stradale e facilitare l’accesso per residenti, visitatori e pellegrini. Le aperture vengono presentate come parte di progetti infrastrutturali integrati, non come interventi isolati. La riduzione dei tempi di percorrenza superiore al 90% è il risultato comunicato. Il testo non fornisce dettagli su costi, numero totale di corsie aggiunte o tempi di realizzazione dei lavori.

Le nuove corsie saranno utili anche durante Hajj e Umrah? Sì, la nota collega esplicitamente le aperture alle stagioni di Hajj e Umrah, indicando tra i beneficiari i pellegrini. L’obiettivo dichiarato è rendere più fluido l’accesso ai luoghi di culto e migliorare la sicurezza stradale nei periodi di maggiore afflusso. Le stesse arterie servono però anche la mobilità ordinaria della città durante tutto l’anno. SPA non specifica quali volumi di traffico siano attesi né come verrà gestita la viabilità nei picchi stagionali.

Cosa non è stato reso noto nell’annuncio sulle nuove corsie? Il testo diffuso da SPA non indica l’importo degli investimenti, i tempi di realizzazione dei lavori, il numero complessivo di corsie aggiunte né i volumi di traffico attesi. Non contiene dichiarazioni di funzionari e non menziona eventuali ulteriori lotti sulle stesse arterie. L’unico dato quantitativo è la riduzione dei tempi di percorrenza superiore al 90%. Queste informazioni non compaiono nella nota e non possono essere ricavate dal materiale pubblicato.